
(Gioacchino Musumeci) – Gli imperialisti del mondo odiosamente si muovono in branco, ciascuno nella battaglia a chi ce l’ha più lungo vuole espandere le proprie sfere di influenza.
Leggo costernato che Francia e Inghilterra hanno bombardato la Siria in un operazione congiunta contro un target collegato all’ISIS secondo quanto riportano fonti ufficiali inglesi e francesi. Credibilità? ZERO SPACCATO.
Il 2026 si apre nel disordine globale totale le cui avvisaglie risalgono all’insediamento del peggior presidente che gli Americani potessero scegliere nel panorama mondiale devastato dal trionfo dell’imbecillità.
Donald Trump, secondo la propaganda tossica con cui si era proposto a milioni di americani poco lungimiranti, avrebbe dovuto essere l’uomo della pace. E il dato paradossale è che stimabili giornalisti e politici italiani, quei pochissimi rimasti su cui è sano essere critici, da cui mi sarei atteso un’ ovvia crisi di rigetto, lo abbiano definito gretto si ma in definitiva realista. Certo se per realismo intendiamo consolidamento di politiche devastanti per le democrazie già abbondantemente in crisi d’identità allora sono d’accordo, Trump è incredibilmente realista.
In realtà qualsiasi individuo lucido ravviserebbe nelle retoriche Trumpiane elementi distorsivi pericolosissimi per la stabilità mondiale. Invece questa roba deprimente che Trump sia meglio dell’alternativa Dem ricorda la Giorgia Meloni capace e particolarmente intelligente inventata di sana pianta per nascondere l’incapace vendicativa, serva di potentissimi disturbati oggi al potere nel pianeta che soccombe al delirio colonialista occidentale.
Ecco quindi le risultanze del realismo trumpiano: oltre a non aver concluso nulla in Ucraina ( dopo aver deriso, e a ragione o torto la derisione è un metodo da bulli complessati, un presidente gabbato da Biden e Unione Europea ragioniera contabile piegata ai sogni di pirati belligeranti) preso in giro il Mondo su Israele e aver scatenato una tempesta economica mondiale, in poco tempo Trump ha bombardato Iran, Nigeria e Venezuela in un carosello di orrori e sordidi intenti geopolitici.
Nonostante gli sforzi congiunti di inquisitori occidentali occupati a dipingere Vladimir Putin peggio di Satana, Donald Trump lo supera senza sforzarsi troppo. E Maduro vicino ai due soggetti di sopra è la pulce colpevole di non consegnare i giacimenti petroliferi a mafiosi che vaneggiano fantasmi comunisti ladri di petrolio americano nell’emisfero occidentale. Dunque a coloro che festeggiano gli arresti di Maduro ricordo sommessamente che il petrolio venezualeno non è mai stato di proprietà americana, alla Giorgia cristiana ricordo che il comandamento “non rubare” vale anche per il suo amichetto Donald e per i coloni Israeliani.
Invece la logica aggressore/ aggredito con cui si sostiene l’Ucraina per l’ennesima volta non vale pur di difendere i supervillain di cui la nostra premier è innamorata persa. A tal punto che Trump e Netanyahu la adorano il primo perché è bella, il secondo perché non ha scrupoli a mentire.
Povero Franco Cardini, intellettuale ingenuo almeno quanto grande è la sua cultura, ha conservato un atteggiamento paternalista ma quanta delusione: si aspettava che la premier, sua amica, conservasse quell’anelito di dignità politica che le garantisse un residuo di credibilità e consistenza morale.
Invece non v’è dubbio che la povera Giorgia pur di salire sul carro del vincitore apparente poiché tutto ha una fine spesso grama, non è capace di pensare per conto suo e deve farsi dettare testi e dichiarazioni che la qualifichino senza mai dubbi per ciò che è e sempre sarà: UNA SERVA.
E sentire Mario Monti, carnefice dello stato sociale, sulla Meloni protagonista nella nuova Ue ( ?) certifica che la classi dirigenti italiane pur di stare al comando di un paese tecnicamente vecchio e fallito possono sacrificare costituzione e democrazia all’altare di neofascisti falsamente ammodernati, tanto pagheranno i cittadini morti di fame finché sfiniti non decideranno per una versione ammodernata della ghigliottina.