
(Giancarlo Selmi) – Ciò ch’è accaduto oggi in Venezuela, ha confermato in maniera esatta ciò che dicevo nel post di due giorni fa. Con i fascisti al potere in tutto il mondo siamo condannati alla guerra. Loro la guerra la amano. Si sentono inferiori però, paradossalmente, amano la supremazia, quindi la guerra. Conoscono solo la forza. Il 4 dicembre Trump ha graziato Juan Orlando Hernández, ex presidente dell’Honduras, condannato negli Stati Uniti a 45 anni per traffico di cocaina. Il tipo accettò tangenti dal “chapo” Guzman ed era suo amico personale.
Fu beccato nella commercializzazione negli USA di qualche centinaio di tonnellate di cocaina. Ora Trump, in una sublime dimostrazione di coerenza, un mese dopo quella grazia data a un conclamato narcotrafficante, ha sequestrato un Presidente legittimamente eletto di un paese straniero insieme alla moglie e intende farlo processare per “narcoterrorismo”. Senza particolari prove, peraltro. I “nostri”, i garantisti un tanto al chilo e che difendono la Santanchè, hanno già condannato Maduro. Il narcoterrorismo è una colossale balla. E, comunque, a Trump importa una beneamata cippa.
Ciò che lo ha spinto a compiere questa inaccettabile azione, a parte la sua condizione di narcisista sociopatico, sono le seguenti cose: l’applicazione della “dottrina Monroe”, quella che teorizza che l’intero continente americano sia “il giardino di casa” degli USA, in primis. Il rifiuto di considerare legittimi i governi che rifiutano, soprattutto nel campo economico, l’egemonismo americano e che considerino con favore il multilateralismo. E poi la ragione più importante: il dirottamento a favore degli interessi americani della più grande riserva petrolifera del mondo.
Altro che balle. Trump ha già annunciato che le “majors americane del petrolio saranno subito a Caracas”. E che “loro”, gli USA, guideranno la transizione. Ha scaricato persino quella brutta persona della Machado, dichiarando un lapidario “non ha consenso”. Oggi abbiamo assistito a un “furto con scasso” compiuto a danno di un paese sovrano, con il sequestro dei padroni di casa. A Salvini che tanto parla di “sicurezza” andrebbe detto che è come se qualcuno fosse entrato in casa sua, si fosse impadronito dell’argenteria, della stessa casa e avesse sequestrato lui e sua moglie per processarli in una “prigione del popolo”.
Dubito che Salvini lo capisca, ma la similitudine è corretta. Conosco il Venezuela e conosco i venezuelani. Il rischio di guerra civile è altissimo. Il fatto che si dia per scontato che Maduro fosse un tiranno è sbagliato. È un paese diviso e i sostenitori di Maduro sono moltissimi. La nazionalizzazione delle risorse naturali venezuelane è stata avviata da Chavez e ha permesso politiche sociali di enorme importanza. I governi venezuelani hanno costruito centinaia di migliaia di case popolari e le hanno donate alla povera gente. Hanno cercato di limitare la povertà assoluta che, prima di Chavez interessava la metà della popolazione.
Alla morte di Chavez il subentrante Maduro ha cercato di confermare le politiche redistributive del predecessore, ma si è scontrato con il duro boicottaggio e l’ostilità americana. Prima di Chavez il paese caraibico era in mano a politici corrotti e filoamericani. Le ricchezze naturali non davano nessun vantaggio alla popolazione venezuelana, mentre saziavano i rapaci appetiti delle multinazionali americane del petrolio. Contro Chavez fu scatenato, con la collaborazione USA, un golpe che non andò a buon fine per l’opposizione del popolo venezuelano.
Poi è arrivato Trump che del diritto internazionale se ne fotte e non ha vergogna. Siamo solo all’inizio. Sono tutti a rischio. E a rischio lo siamo anche noi. Andrebbe fatta una verifica di chi è peggio. Non è così Calenda? Mala tempora currunt.
A chi inviamo le armi?
(Di Marco Travaglio) – L’attacco criminale e terroristico di Trump allo Stato sovrano del Venezuela, nella miglior tradizione del “cortile di casa”, è una conferma e al contempo una lezione per chi non vuole capire come va il mondo.
1) La conferma è che cambiano i presidenti – democratici o repubblicani, ortodossi o eterodossi – ma non gli Usa, che fanno sempre i loro porci comodi. Ma senza mai preoccuparsi del “dopo”. Trump è un eterodosso, tant’è che sogna ridicolmente il Nobel per la Pace, mentre i suoi predecessori han sempre vinto ad honorem quello della Guerra. Ma il suo sbandierato isolazionismo viene regolarmente risucchiato dal cancro “neocon” che gli siede accanto nelle persone di Rubio e di tanti invisibili del Deep State. La differenza con gli altri presidenti è che Trump non prova neppure ad ammantare il golpe a Caracas con l’esportazione della democrazia, l’ingerenza umanitaria o altre esche per gonzi: dice papale papale che vuole il petrolio e quando parla di “narcoterrorismo” non ci crede nemmeno lui (ha appena graziato l’ex presidente honduregno Hernandez, condannato negli Usa a 45 anni per un mega-traffico di cocaina).
2) La lezione è che l’Occidente non ha mai avuto alcun titolo per insegnare il diritto internazionale alle “autocrazie”. Se gli attacchi criminali della Nato alla Serbia, all’Afghanistan, all’Iraq e alla Libia e lo sterminio israeliano a Gaza non fossero bastati, ora c’è il Venezuela a denudare l’ipocrisia e la doppia morale dei “buoni”: alcuni governi europei condannano debolmente gli Usa, altri pigolano, la von der Leyen farfuglia di “transizione democratica”, l’inutile Kallas predica “moderazione” a bombardamenti e colpo di Stato avvenuti, la Meloni si e ci copre di vergogna e di ridicolo vaneggiando di “intervento difensivo legittimo”. La fiaba dell’“aggressore” e dell’“aggredito” era buona solo per l’invasione russa dell’Ucraina. Così come le giaculatorie euro-mattarelliane sulla “pace giusta” e sul diritto di tutti gli ucraini (non solo dei locali) a decidere le sorti del Donbass: e, di grazia, chi dovrebbe decidere il presidente del Venezuela, se non il popolo venezuelano? Nel 2019 ben altro premier, Conte, rifiutò di riconoscere il golpista Guaidò che Trump voleva imporre a Caracas, unico in Europa con papa Francesco. Poi arrivarono i camerieri Draghi e Meloni. Ora, per coerenza, l’Ue dovrebbe inviare armi ai seguaci di Maduro aggrediti e sanzionare con 22 pacchetti gli Usa aggressori. Ovviamente non ci pensa nemmeno: a Trump dice sempre sì quando dovrebbe dire no (dazi, gas, armi e 5% di Pil alla Nato) e no quando dovrebbe dire sì (il piano di pace sull’Ucraina). In fondo i nostri sgovernanti lo preferiscono quando fa la guerra che quando prova a fare la pace.
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Certo Putin che si lamenta dell’invasione fa un po’ ridere.
Per contro gli USA dimostrano come sempre un respiro politico piuttosto corto. Questa mossa, per quanto spettacolare, non credo che risolva il loro problema, anzi semmai rischia di aggravarlo. Bisognerà vedere se i venezuelani abbozzeranno oppure diverranno più anti statunitensi di prima.
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MT deve dirlo oggi più che mai a Corrias…articolo in risposta (che speravo di trovare qui un mesetto fa) ) ad un articolo allucinante di pino corrias
LETTERA A MARCO TRAVAGLIO
Caro e, per l’alternativa che ci offri alla degenerazione mediatica, stimato Direttore. In virtù della quale vitale alternativa possiamo di buon grado, sebbene a volte con disappunto, passare sopra certe clamorose divergenze strategiche tra te e alcuni tuoi collaboratori.
Fin quando non si superi il limite. O, come nel caso del paginone di Pino Corrias su Nicolas Maduro, presidente del Venezuela, pubblicato dal FQ il 27 novembre, la freccia sul bersaglio sbagliato.Tutti i mali del Venezuela sono caricati su Maduro, a fianco di una vignetta che, con un Maduro mostrificato, urlante con la bava alla bocca, fa torto al bravissimo caricaturista.
Come il testo del libello fa torto a Corrias, che sappiamo arguto e pungente scrittore satirico, in grado di affondare chi se lo merita.Non è il caso di Maduro.
Ma questo Corrias non lo ha voluto sapere ed è grave. Non tanto perché non credo abbia mai messo piede in Venezuela – o, se lo ha fatto, non si sia guardato in giro – e quindi non ne abbia idea. Per quanto adeguata conoscenza ne sia acquisibile con un minimo impegno.
Parlo di informazioni che ovviamente non originino da coloro che ora piazzano cannoniere in bocca a paesi presunti protagonisti di narcotraffico (ultimo il Messico, sulla cui neopresidente Sheinbaum, visto che ha perso l’occasione con Obrador, ci potremo ora attendere un’analoga tirata diffamatoria). Narcotraffico che, quanto al Venezuela, le competenti agenzie dell’ONU hanno da sempre escluso da ogni coinvolgimento, a partire da quel Pino Arlacchi che, con grande beneficio per i lettori, validamente ospiti sulle tue pagine.
Basterebbe il primo capoverso del pezzo di Corrias per scoprire il tentativo, corroborato da nulla se non dall’hasbara NED o CIA, di delegittimare un presidente, che, secondo sondaggi indipendenti gode del consenso dell’80% della sua popolazione, come confermano le innumerevoli elezioni giudicate corrette da istanze internazionali. Delegittimazione che odora, non solo di nozioni manipolate della materia trattata, storica e attuale, ma anche di punti di vista preconcetti e involontariamente colonialisti. Non una parola di Corrias sulle sanzioni USA e poi UE che, dall’avvento di Chavez alla fine del secolo scorso, hanno imposto la tagliola di terribili privazioni a un paese che si stava riscattando da decenni di ingiustizia e iniquità imposte da dittature e presidenze al servizio del principio del “cortile di casa yankee”.
Sanzioni che uno squinternato manigoldo, pervenuto equivocando alla Casa Bianca, ha accentuato in morsa mortale. Dal suo primo mandato, gli si possono attribuire buona parte dei 40.000 morti a seguito di carenze dovute alle sanzioni.A dispetto di tale assedio, di grotteschi tentativi di golpe impersonati da grotteschi personaggi in ricorrente visita a Washington e al soldo della CIA, come Guaidò e Corina Machado (la quale ora invoca invasioni di Marines), il governo e la classe dirigente di Maduro hanno tenuto dritta la barra della prevalenza del pubblico sul privato, su quanto assicura eguaglianza sociale e sovranità nazionale.
La coalizione di paesi che difendono la propria sovranità contro l’imperialismo e tentano via di giustizia sociale, ha tuttora come riferimento il Venezuela.
Non credo che ci siano, in Corrias, ragioni condivise con chi assegna Nobel della Pace, per meriti di guerre o di golpe, a Begin, Kissinger, Obama. O che abbia in uggia, di Maduro, il suo ruolo di operaio alla guida di autobus. Che però vagamente irride. Ma prima di fare di tali suoi moti del cuore e della coscienza un assist per l’ennesima demolizione di uno Stato e la relativa devastazione di terra e popolo, facendosi inconsapevole strumento della forza sul diritto, della menzogna sulla verità, il bravo Pino Corrias riveda la scelta dei bersagli che con tanta perizia trafigge. Non tragga le relative nozioni da chi, ogni minuto del nostro tempo, ci trasforma la realtà nel suo opposto.
Per inciso, chi scrive frequenta il Venezuela dal primo colpo di Stato, nel 2002, quando Chavez, allora rimosso su ordine di servizio del Bush Minore, tornò, entro 48 ore, al palazzo presidenziale di Miraflores sull’onda di una sollevazione di popolo. Caro Travaglio, quella sollevazione garantisce ancora oggi che la nazione bolivariana abbia 22 università pubbliche, mantenga il tasso di alfabetizzazione al 97%, organizzi in tutto il paese mercati dai prezzi calmierati per tutti i generi di consumo di base, dove si ottengono esami del sangue gratis, abbia assistenza sanitaria e istruzione gratuite, assicuri l’autosufficienza alimentare, non abbia ceduto al saccheggio estrattivo che va distruggendo la ricchezza naturale di molti paesi latinoamericani.
E, soprattutto, non abbia mai ospitato né un Marines, né una base USA. E tanto meno una piantagione di coca. Come quelle di cui quei marines custodivano la produzione in Afghanistan. Prima dei Taliban.
Fulvio Grimaldi, giornalista 30 novembre 2025
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Link all’articolo con tanto di vignetta
https://fulviogrimaldi.blogspot.com/2025/11/lettera-marco-travaglio.html
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Il Venezuela…..??? Nazione Bolivariana….un Popolo che fara’ di tutto per cacciare gli usurpatori americani come lo fece il loro Amatissimo Patriota Rivoluzionario Simo’n nel 1800….!!! Attento Trump….guardati il culo…..!!!
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Grazie Virgy…un abbraccio!
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Un GRAZIE alla Redazione di Infosannio…..!!!!
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Non prendendo in nessunissima considerazione le “belinate” dette dalla PdC italiana e dall’ “oracolo padano” tal Salvini😂😂😂😂…. su questa inquietante e drammatica vicenda….. quanto mi piacerebbe, sommessamente, chiedere al “petroliere e palazzinaro americano biondo” quando verra’ il momento per i “cartelli della droga messicani”…..????
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Viene da chiedersi, che reazioni ci sarebbero se Putin andasse a Kiev e si portasse via Zelensky e consorte….
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Mala Trump_ora currunt
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Così è. E non c’è da stare minimamente allegri.
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Venezuela, Palazzo Chigi: “Azione militare esterna non è strada, ma intervento difensivo legittimo” https://www.adnkronos.com/politica/venezuela-usa-italia-meloni-governo_1UpaeXaP9xfQHBSbr4SsOQ
Al mercato del pesce della Garbatella l’aggressione di un paese sovrano si chiama “intervento difensivo” ed è considerato pure “legittimo”; però “non è la strada da percorrere”! Che persona ridicola e falsa ci sta governando! 😠
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Persone ridicole e false ci stanno governando TUTTE.
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Situazione in costante peggioramento. Allucinante e vomitevole.
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Solamente chi ha sempre condannato tutte le ingerenze indebite negli Stati sovrani altrui, senza eccezioni di sorta o di bandiera, oggi ha pieno titolo per indignarsi e per condannare la recente operazione militare speciale targata Trump: questo però, oltre a buona parte della classe politica e della stampa serva, esclude categoricamente anche l’indignazzzione pelosa un tanto al chilo dei poveri invasati imbevuti di propaganda del Cremlino (di cui questo blog ospita diversi preclari esempi), che hanno trascorso gli ultimi quattro anni giustificando in ogni modo qualsiasi crimine putiniano, ed ora che gli USA hanno fatto qualcosa di certamente esecrabile da un punto di vista democratico, etico, morale (e chi più ne ha, più ne metta), ma sicuramente anche infinitamente meno devastante dal punto di vista delle conseguenze sulla popolazione innocente, lacrimano come viti tagliate per l’ignobile violazione dello Stato di diritto (quel medesimo Stato di diritto che gli stessi trattano sistematicamente alla stregua della carta da cuIo, quando invece è Putin a farne strame, da quegli ipocriti integrali che sono).
E’ sempre la solita vecchia storia, che poi è la Storia del genere umano, ma che si potrebbe anche tranquillamente chiamare “storia della prevaricazione”: il più forte vuole qualcosa che appartiene al più debole, il quale non vuole dargliela, allora il più forte se la prende con la forza, giustificando il tutto con delle scuse grottesche (esportazione di democrazia e denazificazione, giusto per citarne due fra le più à la page).
Fedro aveva già capito tutto duemila anni fa, e l’ha scolpito indelebilmente nella coscienza collettiva:
Per quel che vale, il sottoscritto mai e poi mai si schiererà dalla parte dei prevaricatori, pertanto la mia condanna per l’azione militare americana resta ferma, assoluta e definitiva, come in ogni altro caso di violazione dell’altrui sovranità da parte di chicchessia.
Ciononostante, avendo avuto non molto tempo fa l’occasione di toccare con mano personalmente la situazione e le condizioni dei profughi venezuelani in Sudamerica (che, per ciò che ho visto coi miei occhi, posso riassumere in due parole: fame e miseria; se non sono morti di fame a migliaia è soltanto perché da quelle parti la natura è talmente rigogliosa che, in caso di necessità, è realmente possibile riuscire a sopravvivere con quello che si trova in giro, a patto di rinunciare temporaneamente alla propria umanità civilizzata per regredire allo stadio preistorico di cacciatori-raccoglitori), posso dire che è una cosa che mi ha colpito molto, pertanto non riesco ugualmente a rammaricarmi troppo per la prematura dipartita di un leader del calibro di Maduro: se con tutto quel petrolio a disposizione non è nemmeno riuscito a sfamare la propria gente, allora non c’è da stupirsi se perfino qualcuno dei suoi ha lavorato sottobanco per disfarsene, come del resto le modalità della cattura sembrerebbero suggerire.
Ovviamente, quei grandissimi opportunisti degli americani non aspettavano altro per approfittarne e girare la cosa a loro vantaggio, ma solo il tempo potrà dire se le condizioni del popolo venezuelano miglioreranno almeno un pochino in seguito all’accaduto, e in che modo: questo, a mio avviso, è di gran lunga l’aspetto più importante, nonché la cosa che chiunque dotato di un briciolo d’umanità residua dovrebbe augurarsi.
Disclaimer: astenersi perditempo e subnormali.
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Ma infatti.
Hai preso tutta la giornata per questa cagata colossale di post.
Speravo che tu fossi almeno più intelligente di Loguasto, ma del resto non sei un iDIOta per nulla.
Per quel che vale, il sottoscritto mai e poi mai si schiererà dalla parte dei prevaricatori, pertanto la mia condanna per l’azione militare americana resta ferma, assoluta e definitiva, come in ogni altro caso di violazione dell’altrui sovranità da parte di chicchessia.
Ma infatti.
Si vede benissimo da come sostieni l’Ucraina, nazione che è stata oggetto di ben 2 golpe organizzati dai noti democratici dell’Ovest, come la Nu-land e Baracca Umana.
E che poi si è messa a bruciare oppositori ad Odessa e a bombardare indipendentisti nel Don Bass.
Proprio un grande modello di democrazia ed indipendenza.
Sarebbe bene che i 90 MLD dati ai sodali dei CESSI d’ORO li pagassero esclusivamente i pro-ucronazi come te e Loguasto.
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Inutile scrivere disclaimer.
Tu pensi che un co…ne ci arriva?
Infatti….
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tu sei quello che il petrolio venezuelano faceva kagare e veniva schifato dagli ‘Merikani vero?
ANOnalista del buco nero di JD.
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L’unico concetto che in vita tua ti è ben chiaro è quello di andare in bagno.
Ma questo solo perchè madre natura con te ha commesso l’errore di metterti il kulo più in basso della testa.
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adesso mi aspetto che il tuo sodale Loguasto,
intervenga per sollecitare la tua espulsione dal blog, per avere usato parole volgari…
Ripeto sei solo un pallone gonfiato,
metri e metri di analisi fatte nel tuo retrobottega per dire delle…kaxxate,
che vengono addirittura smentite dai protagonisti.
ma ti rileggi almeno?
o sei troppo tronfio davanti allo specchio,
maestrina.
sei una maestrina, supplente per giunta
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L’unico DISCLAIMER è di NON fidarsi di un T0rsone volante come te, che continui a prendere gli altri per il qulo quando TUTTO il mondo sa che gli USA sono intervenuti PER IL PETROLIO, quello che a te fa tanto schifo.
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X L-70:
Un co….ne forse no, ma TU SICURAMENTE NO.
Questo è quel che TRUMP stesso ha detto, caro CONTABALLE idrogenato.
According to Trump, U.S. oil companies will pay directly for the cost of rebuilding Venezuela’s crude infrastructure and the country will pay back later.
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Analisi interessante e in parte condivisibile.
Come scrivi, “solo il tempo potrà dire se le condizioni del popolo venezuelano miglioreranno almeno un pochino in seguito all’accaduto.” E’ qui che ho miei seri dubbi.
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infatti: SOMALIA, LIBIA, SIRIA, IRAQ, AFGHANISTAN, YEMEN, tanto per citare alcuni, ringraziano ogni giorno nelle loro preghiere l’intervento UMANITARIO degli IUESEI.
Ma l’Arabia Saudita ed Egitto sono democratici?
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Jonny,
già che questo episodio da anacronistico farwest di purissimo stampo neocoloniale fa mancare persino le parole per commentarlo, vista la sua gigantesca scelleratezza…. ma ora di fronte a questo tuo lungo e ignobile pippone che vorrebbe dimostrare l’assolutamente indimostrabile… mancherebbe persino il fiato per risponderti. Di primo acchito, una cosa viene spontanea da chiederti: ma non ti vergogni, caxxo?!?!
Quel tale diceva saggiamente che “di ciò di cui non si può parlare si deve tacere”. Mai parole più adeguate furono pronunciate! E non basterebbe nemmeno l’invito contare fino a 100 prima di aprir bocca, quando si vuole testardamente essere in mala fede fino in fondo.
Insomma, due episodi e personaggi – Putin&Trump, e relativi ricorsi alle armi – completamente opposti. Il primo, checché ne dica lo stesso Travaglio che scomoda (sbagliando) la categoria del “criminale”, una volta messo con le spalle al muro, dopo vari e vani tentativi di evitare l’invasione, tra cui l’accordo di Minsk e poi quello di Istanbul immediatamente successivo all’occupazione senza rivendicare un solo cmq di terrirorio, per pura LEGITTIMA DIFESA contro l’avidità dell’unico IMPERO rimasto dopo caduta del Muro, mosse all’attacco. Mentre lo spaccone cowboy d’oltre oceano, in veste di difensore dell’arcaica dottrina Monroe, si lancia alla conquista di un paese ammettendo palesemente che è per motivi di petrolio, abbandonando l’insostenibile traffico di droga (faceva pensare alla favola del lupo e dell’agnello).
Insomma, la difesa vitale di uno stato da una parte, e l’ingordigia imperiale dall’altra. Due cose assolutamente incomparabili.
Che dirti ancora? Socrate, che era una persona seria, dedicò una vita intera a sgominare agevolmente con un braccio legato dietro la schiena, tutti i sofisti che aveva intorno, nessuno escluso. Dopo più di due mila anni, siamo ancora nella stessa identica condizione. Che tristezza.
PS. Tu non hai idea in quali condizione era il Venezuela prima dello chavismo. Metà popolazione viveva in tuguri ed era ridotta alla fame. Con la nazionalizzazione dei pozzi le cose cambiarono vistosamente. Ora ritorneranno ancora le majors a succhiare avidamente dal terreno… E ritorneranno numerosi ancora i poveri di prima che si affideranno alla Charitas. Molto ma molto peggio della situazione attuale in cui l’inflazione pilotata dall’esterno continua a fare il suo sporco lavoro.
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Il genocida Topognao e l’ aggressore Trump sono due democratici contro il dittatore Putin….in criminalità la democrazia vince due a uno contro la dittatura …..ma la partita è ancora aperta e le tifoserie si menano sugli spalti in nome del diritto internazionale, del rispetto e soprattutto della non violenza…..Qualcuno ovviamente fa incassi d’ accordo e si gode lo spettacolo…..ma questo è un altro discorso! Perché cambiare strategia di sistema quando è così redditizia?
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Certo che l’ignoranza è mostruosa riguardo a ciò che gli USA sono stati e sono per la Latinoamerica da sempre! Eppure basterebbe chiedere alle popolazioni indigene del Guatemala, ai campesinos honduregni, Salvadoregni… Colombiani, brasiliani, argentini, messicani… Alle migliaia di desaparecidos, ai morti per fame nelle città e nelle campagne… Altro che l’URSS!
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hahahaha
testo apologetico CHE NON SERVE a lavare la tua coscienza NERA,
“se le condizioni del popolo venezuelano miglioreranno almeno un pochino in seguito all’accaduto, è di gran lunga l’aspetto più importante”
non te ne è mai importato un kaxxo, l’importante è difendere gli assassini a stelle e striscie, come fai sempre da quando sei apparso in questo blog!
(l’altro mio post è stato cancellato, infatti è più DECOROSO raccontare bugie propagandiste piuttosro che denunciare la vigliaccheria skifosa di certi commentatori prezzolati)
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Divinità, paragonare Ucraina e Venezuela è molto molto semplicistico, e irreale.
In Ucraina, paese che dopo un golpe di estrema destra ha iniziato di fatto una guerra civile contro la sua parte di popolazione russa, c’è stato un intervento esterno dopo una serie pluriennale e crescente di provocazioni (che continuano ancora ora, l’ultima il tentativo di ammazzare Putin), mentre il venezuela non aveva provocato nessuno, ma ha la sola colpa di avere il petrolio.
Quindi il tuo ragionamento, a mio parere da bar, non ha senso.
Anche l’affermazione che trump abbia fatto qualcosa di “infinitamente meno devastante” è secondo me ingenua, per il semplice fatto che siamo solo all’inizio, e che gli Usa dopo aver attaccato con una scusa tipo quella del racconto che citi sopra (la cocaina della Colombia), e aver rapito il presidente (e la moglie), è ancora lì in zona con navi e aerei e ha dichiarato che ora il Venezuela lo gestisce lui, e il petrolio (quello che agli statunitensi non serve secondo lionheart, cosa che loro stessi smeniscono coi fatti), passa agli Usa.
Anche dire che la popolazione starà meglio è insensato, sempre secondo me, proprio perchè la loro principale risorsa, ma anche tutte le altre, passa in mano Usa, noto benefattore. Tu hai incontrato profughi venezuelani e ti stupisci che fossero poveri nonostante le ricchezze del paese, ma pensi che le sanzioni Usa decennali che il Venezuela sta subendo non abbiano influito? Come Cuba, come l’Iran…
Spero comunque che il Venezuela resista e che il suo esercito non sia stato precedentemente infiltrato e corrotto come in Siria, e che possa essere un nuovo Vietnam per gli Usa, visto che per ora l’hanno occupato solo a parole.
Spero comunque che gli Usa crollino definitivamente, magari anche con una guerra civile interna, e che il sistema che presto o tardi li sostituirà possa essere migliore.
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Prima regola: non dare perle ai porci.
L’italiano medio, ed in particolare l’ infosannita medio, ha ampiamente dimostrato che la democrazia non se la merita, non la accetta, e fondamentalmente non sa che farsene.
Lui difende gli ayatollah, gli hamassoni, i fasciomafiosi che si proclamano zar a vita, i truccatori di elezioni tipo Maduro, propala (probabilmente con tornaconto) quintalate di BALLE che i lupi scientificamente profluviano per giustificare le aggressioni a chicchessia, tifa Trump quando gli fa comodo, ad esempio quando fa pappa e ciccia con il criminale di guerra (come fece lo stesso Trava quando disse “a noi europei Trump CONVIENE!!! 🤡), salvo poi rendersi conto che per liberarsi di Trump e degli US è necessario che l’Europa investa massicciamente in armi e acquisisca il know how ucraino maturato in 4 anni di guerra contro l’ esercito più fake dell’ universo.
E qui va in cortocircuito mentale.
Requiescat.
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Complimenti Frankie,
hai appena dimostrato di avere un OCEANO DI M3RDA tra le orecchie.
Non una parolina su Bibi, vero cialtrone?
E sui WC d’Oro degli amici di Zelensky.
E sull’Azov
Eccetera eccetera.
E sei pure pro-armamenti.
Io spero che tu ti imbatterai in una diagnosi arrivata con 15 mesi di ritardo.
Già adesso stanno sugli 8 mesi. Figurarsi quando raddoppieremo le spese per le armi.
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Parli di cortocircuito mentale, ed il relè fuso si palesa.
Si indigna se l’italietta destina alle armi il 2% del pil (per inciso, necessarie per liberarsi finalmente dagli US, come l’ infosannita medio sogna da sempre), tripudia se il criminale di guerra ne destina il 38%.
Affibbia agli altri inesistenti etichette sioniste, e si prepara da anni a fare il kapò fantasticando di quando Italia Unita, succursale nostrana di Russia Unita, vincerà le elezioni.
Parla dei cessi d’oro degli altri (defenestrati e/o sotto inchiesta, sai capita, nelle democrazie), e supporta la MAFIA FATTA STATO che da quasi tre decenni RUBA e ora anche massacra il proprio stesso popolo senza uno straccio di organo di controllo.
Propina quantità industriali di balle tipo quell’ ausiliario del traffico moldavo che si spaccia per spetnatz siberiano (ora pure scappato in Arabia, forse per la vergogna) e il meglio che sa argomentare quando viene smascherato è il turpiloquio che usa nell’unico baretto presente nella campagna sperduta dove vive.
Una prece, urbi et orbi.
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Questo è come Trump ha eliminato Maduro (ok, sembra Saddam ma è Maduro):
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Mala tempora currunt e pieno di curnut rosci e a stelle e strisce🤔
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«A noi europei conviene Trump. Sia chiaro: in America farà i danni che farà e se li meriteranno quelli che l’hanno votato. Ma noi europei, con un presidente isolazionista che non si impiccia in tutti i Paesi del mondo e non va a raddrizzare le gambe ai cani, avremo sicuramente meno guerre. Se ci fosse Trump, non ci sarebbe la guerra in Ucraina. Questo è matematico.»
Marco “Fassino” Travaglio.
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Nostradamus con il torcicollo colpisce ancora.
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Mario ti sfugge ( che sfugga a Davide e al mitico “torcicollo” lascia il tempo che trova…) che Travaglio sottolineava “A NOI EUROPEI”. Cioè un Cialtrone/Affarista come Trump, A NOI EUROPEI, fa più comodo di una Harris, come di una Clinton in passato, in ottica guerre in Europa o dalle parti a noi vicine.
Il Venezuela, come potrebbe esserlo il Messico a breve ( anche se gli USA devono ancora costruire un movente), sono nella mentalità americana, anche al di là della dottrina Monroe, il loro “giardino” da cui attingere. O con accordi vantaggiosi e pacifici, o con i regime-change da avviare dopo bombardamenti.
Che l’Europa, con Trump, rischi meno conflitti militari provocati dagli USA, a casa sua, mi sembra oggettivo. Trump l’Europa la schifa, gli serve solo come servetto succube a livello commerciale.
E anch’io sono certo che Trump non avrebbe “ispirato” la guerra in Ucraina. Che è un progetto neocon, trasversale nel tempo, tra Repubblicani e Democratici. E Trump non è né l’uno ( Trump rappresenta i Repubblicani…?? dai…) né l’altro.
Sarà sempre il Potere profondo degli States a fare il bello e cattivo tempo. E a condizionare i Presidenti e farne pedine dei loro sporchi giochi di supremazia. Fossero ( i Presidenti) un ostacolo se ne sbarazzerebbero. Come d’altronde la Storia insegna.
Pertanto Travaglio/Fassino è un’associazione gustosa per chi vuole sminuire il direttore del Fatto ma è un’associazione priva di senso e contenuti.
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Pablero ironia zero, come ti capita spesso, quando mi citi toppi alla grande. Ti riassumo in breve le puntate precedenti che ti sei perso: per me Trump è un’occasione formidabile per dare un calcio nel culo a lui, ai criminali cowboy americani guerrafondai e anche alla NATO. Ma che te lo sto a spiegare per l’ennesima volta,l’importante per te è che nessuno tocchi l’infallibile Mahatma Nostradamus con il suo torcicollo e le sue volute amnesie nel raccontare i fatti. Buon 2026 dalla Sardegna.
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Ma per fortuna che c’è Trump ora, quello che secondo qualcuno (uno in particolare) le guerre non le inizia mai e parla di pace. Il grasso maiale a stelle e strisce colpisce ancora, riapplicando il metodo Saddam per rubare il petrolio. Non sono bastati gli embarghi che hanno messo in ginocchio un Paese, ora vanno pure a sequestrarne il Presidente direttamente a casa sua, come il copione del film Spy game. Nobel e oscar subito per la migliore sceneggiatura non originale. Missione “Cena fuori” compiuta.
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@Davide sono bastati due ceffoni in mondovisione a Zelensky per eleggerlo miglior capo di Stato del Mondo. Uno che fa quello che dice (mi auguro per la Groenlandia di no…) e uno che vuole veramente la pace. Adesso fanno finta di nulla, come se non avessero mai detto queste cose, come se non fosse bastato l’appoggio a boia Bibi. Ma tu pensa che pure il “piano di pace” per Gaza hanno lodato…compreso MT!!! Un piano di pace tanto efficace che i gazawi continuano a morire come mosche.
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Articolo pienamente condivisibile dall’inizio alla fine.
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Salvini e tutto il cucuzzaro hanno il cervello in default. Essendo convinti che il Venezuela e Maduro siano comunisti
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Vero.Con i fascisti al potere in tutto il mondo siamo condannati alla guerra. Loro la guerra la amano. Si sentono inferiori però, paradossalmente, amano la supremazia, quindi la guerra. Conoscono solo la forza.
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La verità è che la cricca a capo dell’ EU è sodale con il Deep state statunitense . Sono un tutt’ uno e in questo caso è emerso in modo inconfutabile la strategia comune , l’ unico progetto egemonico del cosiddetto occidente o (Sic!) mondo libero .
Il problema sarebbe come opporvisi .La creazione di un blocco alternativo con capacità, economiche, tecnologiche, purtroppo anche militari, è l’ unico modo per fare abbassare la testa a questi scellerati ,prepotenti ed impuniti.
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@Cesare non so su cosa fondi le tue opinioni, ma i fatti dicono esattamente il contrario. Trump vuole un mondo di superpotenze, per la precisione 3. Due grosse Cina e USA e una più piccola Russia. Schifa l’Europa, se non ti bastano i diversi aggettivi: scrocconi bacia culo ecc Fosse per lui l’Europa dovrebbe disgregarsi subito in modo che possa prendere ogni Stato singolarmente, come già prova a fare. Questa Europa fa oggettivamente schifo non ha una visione e appoggia a capo chino e in maniera subalterna Trump, però rimane di gran lunga superiore agli attuali Stati Uniti d’America
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C’é però almeno un buon motivo per tenere per Trump: A lui non piace la guerra in Ucraina, che per noi europei è una disgrazia totale.
Almeno questo. Forse solo questo.
Ad ogni modo:
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….
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…ma come Marcolino… Trump non era “il meglio per noi europei” uno che “non andava a raddrizzare le zampe dei cani” o non entrava nei cortili altrui? E adesso? Nemmeno il tempo delle scuse ho sbagliato che già sali sull’altro carro? Ma che presa per il cxxo è? Questo articolo sarebbe perfetto…se lo avesse scritto un Giannini, un Serra o un Saviano…ma da Travaglio anche no!!!
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Come se il problema fosse Trump! E non la secolare delinquenza americana attuata al netto delle sue figurine di rappresentanza ! I presidenti americani sono prodotti mediatici, al massimo si occupano di cappellini e balletti televisivi, un altro potere decide ed opera esattamente allo stesso modo, imperialista, violento e prevaricatore da secoli, dove sarebbe la novità ? A me pare ridicola e fuorviante questa tifoseria su uno o l’ altro presidente, quando da condannare sarebbe il ruolo stesso degli Usa, che aggrediscono altri paesi , sovrani, non perché abbiano missili al confine puntati sulle loro città, ma perché questa è la loro strategia di interesse economico, prendere ed usare le risorse altrui per la ricchezza di quel potere che poi fa ballare a favore di telecamere le figurine presidenziali ! E non è un problema di MT, ma di chi da occidentale crede che il suo modello sia il migliore e che in fondo valga la pena imporlo anche con mezzi violenti perché così dopo i popoli staranno meglio, civilizzati alla nostra maniera…..invece è questo il presupposto sbagliato, perché i popoli hanno il sacrosanto diritto di essere dei morti di fame DIVERSI da noi, guidati da chi pare loro e sono ca@@i loro se sia democratico o no, capace, meschino, onesto o meno! Solo degli ipocriti patentati possono sostenere la storiella aggressore/aggredito , come la catena di Sant’Antonio , quando gli USA aggrediscono da quando sono nati , assolti in ciò che per altri è invece condanna, perché lo fanno per la democrazia, la civilizzazione e migliorare le condizioni della popolazione , mentre i dittatori si sa lo fanno per bieco interesse economico! Ora tutti a condannare l’ esecrabile Trump come se i suoi predecessori non avessero fatto altrettanto con la complicità e sostegno attivo degli europei, aggressori da tradizione storica cui i cugini di oltreoceano si sono adeguati superandoli! Io credo che non abbiamo proprio i fondamenti storici, etici e culturali per indignarci, impartire lezioni, stilare classifiche di merito e giudizio perché quello che hanno combinato gli occidentali a danno di altri popoli, etnie o religioni resta insuperabile ed insuperato nella storia con continuità attuali!
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FC, vallo a spiegare ai fan dell’infallibile Mahatma Nostradamus dal torcicollo perenne nel raccontare i fatti. Buon 2026 (in Sardegna ci sei già).
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Pagliaccio.
E ti cadesse un nurago in testa. Bello grosso.
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SM, sei proprio un comico nato, e a proposito di pagliacciate e visto che te ne intendi, ti segnalo il pagliaccio del circo zanfretta, con il numero del triste, piagnone e frignone che minaccia di mollare tutto e ci ripensa dopo un nanosecondo solo per una risposta a tono di un suo competitor per un post su infosannio. Un salutone
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LE MONDE
TUTTI I GOLPE DEGLI USA, PROTETTORI DELLE DITTATURE.
“LE MONDE”: IL SUDAMERICA SOTTOMESSO AI MACELLAI
Molto prima che Donald Trump salisse al potere, gli statunitensi hanno condotto diverse operazioni, dirette o indirette, nel subcontinente latinoamericano per rovesciare o sostenere le potenze in carica. Lo scrive “Le Monde”, a corredo delle notizie sul colpo di Stato con il quale gli Usa hanno rovesciato il governo del Venezuela deponendo, arrestando e addirittura deportando il presidente Nicolás Maduro. Proprio Maduro è l’erede del rivoluzionario Hugo Chávez, padre del Venezuela moderno e indipendente, detronizzato per due giorni dagli Usa già nel 2002 in un tentato golpe, allora prontamente respinto dalla popolazione venezuelana. Il quotidiano parigino riassume le pesanti ingerenze “yankee” in Sudamerica, tese a violare le sovranità nazionali per proteggere i privilegi delle oligarchie industriali e finanziarie statunitensi.
Questa piccola storia infame inizia in Guatemala il 27 giugno 1954, quando il colonnello Jacobo Arbenz Guzmán, presidente del paese, venne «detronizzato da mercenari addestrati e finanziati da Washington, in seguito a una riforma agraria che minacciava gli interessi della potente azienda americana United Fruit Corporation (in seguito Chiquita Brands)». Solo nel 2003 gli Stati Uniti riconosceranno ufficialmente il ruolo della Cia in quel colpo di Stato, accampando l’alibi della “lotta contro il comunismo”. Poi nel 1961 è la volta di Cuba: dal 15 al 19 aprile, 1.400 soldati anticastristi, addestrati e finanziati dalla Cia, tentarono di sbarcare alla Baia dei Porci, a 250 chilometri dall’Avana, senza però riuscire a rovesciare il governo rivoluzionario di Fidel Castro, nazionalista cubano poi divenuto comunista (aiutato dall’Urss) in risposta alle aggressioni statunitensi.
Quindi nel 1965 toccò alla Repubblica Dominicana: in nome della solita “minaccia comunista”, gli Stati Uniti inviarono marines e paracadutisti a Santo Domingo per reprimere una rivolta a favore di Juan Bosch, un presidente di sinistra rovesciato dai generali nel 1963. «Washington ha sostenuto diverse dittature militari, viste come un baluardo contro i movimenti di sinistra», sottolinea “Le Monde”. «Hanno aiutato attivamente il dittatore cileno Augusto Pinochet durante il colpo di Stato dell’11 settembre 1973 contro il presidente di sinistra Salvador Allende». Si tratta di una delle pagine più ignobili della storia del ‘900: Allende venne assassinato nel corso del golpe promosso da Kissinger tramite la Cia. Poco dopo morì di crepacuore il grande poeta cileno Pablo Neruda, Premio Nobel per la Letteratura.
I macellai cileni protetti da Washington trucidarono almeno 3.000 prigionieri politici. Imprecisato il numero dei “desaparecidos”, incalcolabili gli episodi di efferata ferocia: al popolare musicista Victor Jara vennero amputate le mani perché non potesse più suonare. E dopo il Cile, l’Argentina: «Secondo documenti statunitensi declassificati nel 2003, il segretario di Stato americano Henry Kissinger appoggiò la giunta argentina nel 1976, incoraggiandola a porre fine rapidamente alla sua “guerra sporca”». Secondo “Le Monde”, scomparvero nel nulla almeno 10.000 oppositori argentini. Secondo altre fonti, invece, i “desaparecidos” furono non meno di 30.000. Nel film “Garage Olimpo”, il regista italiano Marco Bechis (scampato per miracolo alla morte, a Buenos Aires) mostra come molti prigionieri venissero gettati – vivi, dall’aereo – nelle acque del Mar de Plata.
«Negli anni ’70 e ’80, sei dittature (Argentina, Cile, Uruguay, Paraguay, Bolivia e Brasile) unirono le forze per eliminare gli oppositori di sinistra nell’ambito dell’Operazione Condor, con il tacito sostegno americano», scrive sempre “Le Monde”. Poi, l’epicentro si trasferì in Centramerica: Nicaragua ed El Salvador furono teatro di sanguinose guerre civili. Nel 1979, la ribellione sandinista in Nicaragua rovesciò il feroce dittatore Anastasio Somoza, protetto dagli Usa. Il presidente statunitense Ronald Reagan, preoccupato per l’allineamento di Managua con Cuba e l’Urss, autorizzò segretamente la Cia a fornire 20 milioni di dollari in aiuti ai Contras, i controrivoluzionari nicaraguensi, finanziati in parte dalla vendita illegale di armi all’Iran. «La guerra civile nicaraguense, conclusasi nell’aprile del 1990, causò 50.000 vittime». Lo stesso Reagan inviò anche “consiglieri militari” a El Salvador per reprimere la ribellione del Fronte di Liberazione Nazionale Farabundo Martí, «nell’ambito di una guerra civile (1980-1992) che causò 72.000 morti».
Il 25 ottobre 1983, poi, militari statunitensi intervennero sull’isola di Grenada «in seguito all’assassinio del primo ministro Maurice Bishop da parte di una giunta di estrema sinistra, mentre i cubani stavano ampliando l’aeroporto, presumibilmente per ospitare aerei militari». Su richiesta dell’Organizzazione degli Stati dei Caraibi Orientali (Oecs), Reagan lanciò l’Operazione Urgent Fury «per proteggere circa 1.000 cittadini americani». L’operazione, «ampiamente condannata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite», si concluse il 3 novembre con oltre 100 morti. E dopo Grenada, Panama: nel 1989, a seguito di elezioni controverse, il presidente George Bush decise un intervento militare nel paese del Canale, che causò migliaia di vittime e portò alla resa del generale Manuel Noriega, già collaboratore della Cia.
«Noriega sarebbe stato incarcerato per oltre due decenni negli Stati Uniti per “traffico di droga”, prima di scontare ulteriori condanne in Francia e poi a Panama». Inquietante la similitudine con l’attuale arresto illegale del venezuelano Maduro. Porprio a Panama, ricorda sempre “Le Monde”, nel 1946 era stata fondata la Scuola delle Americhe, «un centro di addestramento militare specializzato nella lotta contro il comunismo, controllato fino al 1984 dagli Stati Uniti, dove vennero formati molti dittatori». Curioso: il paese che si vanta di essere la culla della democrazia e la patria della libertà è quello che, nella storia, ha promosso il maggior numero di golpe e sostenuto le più sanguinarie dittature. A qualcuno, oggi, potrà apparire malinconico il fatto che a questa imbarazzante “tradizione” non si sia sottratto nemmeno Donald Trump, che del resto si distinse già nel 2020 per l’efferato omicidio del generale iraniano Qasem Soleimani, eroe della lotta contro il terrorismo dell’Isis.
https://www.lemonde.fr/…/etats-unis-venezuela-les…
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o beh, i francesi che fanno la morale,
mentre nascondono sotto il tappeto il loro rimanente colonialismo della finta moneta Franco CFA e loro relative basi militari in loco.
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CONSTANTINE MORGENSTAR
Nuovo Codice del Diritto Internazionale (edizione aggiornata):
Art. 1 – Se sventoli stelle e strisce, il diritto internazionale è un’opinione.
Art. 2 – Se la tua bandiera ha una stella di David, vale la stessa immunità totale.
Art. 3 – Tutti gli altri? Zitti, allineati e possibilmente grati.
Art. 4 (non scritto ma applicato) – Le regole esistono solo per i nemici, i crimini solo per gli sconfitti, i tribunali solo per chi non ha jet, portaerei e veto.
Altro che “ordine internazionale”: è una gerarchia di impunità, benedetta a parole e praticata a colpi di missili.
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Ieri sera le nostre onoratissime tv hanno raggiunto il paradosso.
Ad ogni pubblicità passavo da rete4 a la7 e il caso maduro veniva presentato in maniera diametralmente opposta addirittura nelle scritte in sovraimpressione.
Per rete4 era come se Trump avesse spodestato il Pinochet della situazione mentre per la7 Trump era il nuovo Putin ( anche se “stranamente” nessuno a la7 ha mai nemmeno accennato alla possibilità di ricoprire maduro di armi e soldi come abbiamo fatto con quello stronzio di zelenskio.
Eppure a Putin il golpe non è piaciuto nemmeno un pò, anche perchè il petrolio e le materie prime venezuelane facevano comodo anche a lui.
Gli euroscemi dovrebbero essere contenti…..
Ad ogni buon conto se mai qualcuno avesse ancora qualche dubbio sul sistema “due pesi e due misure” che regna in occidente, può dormire sonni tranquilli:
è proprio così.
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E aadesso la Groenlandia!!!
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@ enricom7 Dipendera’ molto se il “biondone platino americano” si attera’ “all’ esclusivo ordine alfabetico”…: se si’….allora ecco…..prima la Colombia soprattutto se il loro Presidente, come consigliato “urbi et orbi” dallo stesso “presidente americano” non si parera’ il culo….poi seconda la Groenlandia…..terzo il Messico……per il quarto….quinto e sesto posto….al momento, come sul Canada, non sono autorizzato a rilasciare ulteriori dichiarazioni……..!!!! Qui’ è tutto…a Voi Studio….!!!
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Evvai! Buon anno! Se il buongiorno si vede dal mattino.. Il mio augurio per il 2026 è stato: speriamo non sia peggio del 2025.. Come non detto.. Torno a dormire fino al 2027.. E speriamo bene..
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A questo punto è chiaro quello che si sono detti in Alaska: tu hai mano libera in Ucraina (e se vuoi prenderti pure la fettina russofona di Lituania Lettonia ed Estonia, per me e per la Nato, che poi sono sempre io, è tutto ok) e io ho mano libera in Venezuela (e se riesco a intortare quei morti di sonno della UE pure in Groenlandia, e per te la cosa è ok e ci vediamo nell’artico).
Questo sulla carta.
Nella realtà non pare che il popolo venezuelano sia sceso in strada a festeggiare con le bandiere ammaracane. Quindi il regime change è tutto da costruire.
Del resto Trump si sta rivelando il re dell’interruptus. In Iran la guerra dei 12 giorni non ha risolto un tubo. Con gli Houthi idem. Ora l’ultima americanata.
Senza contare che un anno fa ha detto a Zelensky che non aveva le carte e Zelensky sta ancora lì.
Trump ricorda quelli che si comprano il macchinone per fare scena. Lui fondamentalmente fa scena. I russi fanno la guerra dove devono, e lui fa scena un po’ dappertutto.
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Io non ho simpatia per Trump. Per me gli USA sono il primo paese terrorista al mondo. In un mondo ideale (che crede e applica gli ideali e non li interpreta alla bisogna con ipocrito cinismo) le politiche coloniali e suprematiste americane andrebbero denunciate e combattute. Ma detto questo mi domando, e se Trump fosse il meno peggio? Ovvero se al posto di Trump ci fosse stata la Harris? Forse siamo tutti d’accordo che l’attacco statunitense al Venezuela ci sarebbe stato comunque perché è parte della dottrina coloniale neocon e le risorse del paese vengono viste come fossero USA per lascito divino (come la Palestina per Israele), ma con la Harris ci sarebbe stato un mordi e fuggi come con Trump oppure una occupazione massiccia preceduta da un bombardamento a tappeto di Caracas con migliaia di morti come già visto con desert storm? Per me la seconda. E le farneticanti dichiarazioni di Trump “ gestiremo il Venezuela… le compagnie petrolifiche americane gestiranno i giacimenti ecc..” come sarebbero possibili se non c’è un solo statunitense in Venezuela? E Maduro che viene filmato sorridente e senza un graffio che augura buon anno ai gendarmi americani (Bin Laden fu ucciso, Saddam Hussein impiccato, Gheddafi non ne parliamo) e che secondo me con dei buoni avvocati, se il processo sarà pubblico, potrebbe anche confutare le fantomatiche accuse statunitensi. Eppoi stranamente l’eroina neocon, tanto da comprarle il premio Nobel, María Corina Machado, invece di essere lanciata come sostituta di Maduro, viene bruciata da Trump come non adatta e invece filtrano dichiarazione da ambienti USA in favore della vicepresidente Delcy Rodríguez, cosiddetta “tigre di Maduro”. Trump è solito sparala grande per ottenere quel minimo che poi usa per lodarsi come “il più migliore di tutti”, se poi per convenienza e per avere le mani libere per ciò che più gli interessa anche Cina e Russia lasciassero tutto decantare e rientrare nel gioco delle parti…… chissà….
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In realtà non sappiamo se quello che ha fatto Trump rientri in una strategia concordata a livello mondiale con le altre potenze…..noi poveri mortali vediamo il dettaglio del caso specifico, mentre la visione /struttura globale è in gestione a chi non appare! La Harris, Biden, Trump, come la Von der, Macron o qualsiasi altra figura di mera rappresentanza, ubbidisce ad ordini dove al massimo può cambiare la modalità di esecuzione dell’ ordine! E’ un dibattito surreale quello sulle figurine che vengono costruite o abbattute attraverso la mediatizzazione, sono distrazioni polarizzanti, conflittuali funzionali, mentre le vere decisioni sono prese altrove, esclusive, segrete e prontamente eseguite dalla cosiddetta politica! Ma quale politica? L’ 1% che domina economicamente e finanziariamente il mondo fa politica al di sopra di ogni struttura istituzionale, governativa, parlamentare, democratica o meno! I popoli non contano un ca@@o, i loro rappresentanti politici non contano un ca@@o, la sovranità, autodeterminazione, e tutta la fuffa di chiacchiere non contano un ca@@o, perché quando non hai la gestione economica/finanziaria, e il 99% non ce l’ ha, non conti un ca@@o …..Ogni volta che faccio questa constatazione, che credo rispondente alla realtà, mi chiedo se continuare a dibattere su certi argomenti o prestarsi alla liturgia “ democratica “ delle elezioni non sia una rimozione della presa per il cubo, cui mi presto, anche se in buona fede….alla mia età mi verrebbe da dire: ma non rompetemi più i cojoni!
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Cara Ale …si stanno spartendo le risorse del pianeta.
In Venezuela ..con il bliz hanno fermato i contratti petroliferi fra Maduro e i Cinesi…
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Interessante questione, io però penso che il metodo Harris sarebbe stato in continuità col metodo Biden (per quel che contava quel patetico burattino coi fili saldamente in mani altrui): ossia una bella rivoluzione colorata, propiziata dal Nobel alla Machado.
Un po’ meno cruenta di un desert storm, e sicuramente più lunga e laboriosa del colpo di mano di Trump (oltre che più costosa, i conti per l’Ucraina li ha fatti alla luce del sole la Nuland).
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un video che spiega cosa intendono per “aiutare la popolazione venezuelana”
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Noi caro Adriano siamo controllati e diretti da questi PAZZI che usano l’AI per il ‘bene’ dell’America e dell’Uccidente.
Tipo questo pazzo di Thiel e quell’altro mattoide che sembra il Casaleggio fulminato:
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Tucker Carlson ha intuito qualcosina:
Venezuela è una delle nazioni più conservatrici del mondo.
No pornografia, no aborto, no matrimoni ghey, no cambi di sesso, no usura (‘tu non hai carte di credito con il 40% di interessi in Venezuela). Ah, ma secondo Shapiro il Venezuela spedisce negli USA il Fentanyl (tipo l’Irak con le atomiche?) e poi è contro Israele, quindi non va bene.
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