Oltre al danno della ricchezza delle famiglie che non cresce, arriva anche la beffa dei maxi-rincari del 2026. E a pagare sono gli ultimi.

(di Stefano Rizzuti – lanotiziagiornale.it) – La ricchezza delle famiglie italiane rallenta. Anzi, affonda. Tanto da crescere meno dell’inflazione e registrare un calo, in termini reali, rispetto a 13 anni fa. E allora qual è la ricetta del governo Meloni? Aumentare le tasse. Con una pioggia di nuovi balzelli per gli italiani. Accise più alte sui carburanti e sulle sigarette, tassa di soggiorno più elevata, costi in crescita per l’Rc auto e per i pedaggi autostradali, nuovi dazi sui piccoli pacchi. Tutte, guarda caso, misure che colpiscono chi ha meno capacità di spesa. I più poveri.
Intanto, come mostra il report di First Cisl, la ricchezza italiana non aumenta al livello degli altri Paesi europei proprio perché a crescere sono le disuguaglianze. I ricchi sono sempre più ricchi, i poveri sempre più poveri. E allora ci si aspetterebbe un intervento per provare a ridurre i divari, per aiutare gli ultimi. E invece no. Il governo ha fatto l’esatto opposto, aiutando chi guadagna di più, con il taglio dell’Irpef che riguarda chi ha redditi fino a 200mila euro. E ha ignorato, ancora una volta, chi è maggiormente in difficoltà. Anzi, non proprio ignorati, in effetti.
Perché quando c’è da usare gli ultimi per far cassa, nessuno è più bravo delle destre. E così arrivano rincari proprio per le spese quotidiane, quelle che nessuno può evitare. Neanche chi di soldi ne ha meno. Tanto poi ci diranno che i salari aumentano, che l’occupazione cresce e che va tutto bene. Schiantandosi, ancora una volta, contro la realtà dei fatti. E dei numeri, ancora più impietosi di chi se la prende sempre con gli ultimi.
Sua Intermittenza
(Di Marco Travaglio) – Come ogni anno, siamo tutti in festa perché l’elettrizzante discorso di San Silvestro del presidente della Repubblica ha stabilito un nuovo record di ascolti: il fatto che fosse a reti unificate Rai, La7, Mediaset (due su tre), Sky e Tv2000 non deve ingannare. Il boom di share è senz’altro dovuto alla travolgente frizzantezza dell’omelia, che ho apprezzato nelle brevi pause fra le botte di sonno e gli attacchi di narcolessia. A intermittenza. All’inizio mi è parso che Mattarella citasse le “case devastate dai bombardamenti nelle città ucraine” e la “distruzione delle centrali per lasciare bambini, anziani, donne, uomini al freddo del gelido inverno di quei territori” (sempre ucraini). E subito dopo la “devastazione di Gaza”, però dovuta non a bombardamenti, ma a cedimenti strutturali o eventi sismici: tragiche fatalità, ecco. Idem per i “neonati al freddo che muoiono assiderati”, ma non perché qualcuno li mitragli alzo zero e vieti alle Ong di soccorrerli, bensì per un raro guasto generale a termosifoni, split, riscaldamenti a soffitto, a parete e a pavimento che dura da 27 mesi. Fra l’altro quel qualcuno, noto criminale di guerra ricercato dalla Cpi, ha appena sorvolato l’Italia per recarsi a Washington e presto lo rifarà come se fosse a casa sua per tornare indietro, senza che il nostro governo e il nostro presidente facciano una piega. Del resto non mossero un sopracciglio neppure quando sequestrò alcune barche italiane in acque internazionali come se il Mediterraneo fosse la sua vasca da bagno. Né quando gli Usa sanzionarono la cittadina italiana Francesca Albanese per aver denunciato i crimini di Israele, chiudendole i conti correnti per chiuderle la bocca. Però “l’Italia è un attore di grande rilievo sulla scena internazionale”, e sono soddisfazioni.
Ho fatto in tempo a sentire che “il desiderio di pace è sempre più alto e diviene sempre più incomprensibile e ripugnante il rifiuto di chi la nega perché si sente più forte”, ma lì mi sono appisolato e non so se Mattarella se l’è poi presa con chi invase l’Afghanistan e l’Iraq e bombardò la Serbia e la Libia, o magari con l’Ue che sabota il piano di pace Usa. La frase “raccogliamo l’invito del Papa a disarmare le parole” mi ha ridestato di soprassalto e commosso, ma è stato solo un attimo: così mi son perso il conseguente attacco a quel tale che usa paragonare Putin a Hitler ed evocare ora la Prima, ora la Seconda guerra mondiale. Nel dormiveglia, mi è parso di sentire che “dobbiamo rimuovere il senso fatalistico di impotenza che rischia di opprimerci”, in leggerissima contraddizione col recente “le spese per la difesa sono poco popolari, ma poche volte come ora necessarie”. Però forse era solo un incubo. Ove mai qualcuno fosse arrivato sveglio fino in fondo, mi faccia sapere.
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Quando MT scrive così mi scordo subito che qualche volta mi fa girare i cgln.
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penso che dovremmo pensionare il mozzarella,
o almeno impedirgli di fare gli auguri,
ogni volta che lo fa succede il disastro,
qualcuno insinua che porti molta sfiga e fa incetta di amuleti,
io l’ho fatto, non ci credo, ma non si mai,
visto che è dal discorso dell’ ultimo dell’anno del 2017, che ne succedono di ogni.
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La mummia sicula esce dal sarcofago e ci propina il solito brodino post Natalizio a reti unificate. Buono solo per addormentare meglio chi l’ha visto e sentito. Insomma, roba per coraggiosi stomaci forti. Pertini il mio unico Presidente.
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