Il mainstream da giorni ripete che il presunto attacco di droni su una delle residenze di Putin se lo siano inventato di sana pianta i russi per far saltare il negoziato.

(Alessandro Di Battista) – Non so se avete letto l’intervista che Gianandrea Gaiani, direttore di Analisi Difesa, ha rilasciato al Fatto Quotidiano. È davvero interessante.

Il mainstream da giorni ripete che il presunto attacco di droni su una delle residenze di Putin se lo siano inventato di sana pianta i russi per far saltare il negoziato.

Su questo punto così ha risposto Gaiani: “È un’enorme sciocchezza, perché gli elementi per far arenare il negoziato sono già sul campo, nonostante le parole di Trump sul colloquio fruttuoso con Zelensky e l’intenzione di Putin di voler finire la guerra. I russi non hanno bisogno di inventarsi un attacco del genere per tirarsi fuori. Putin ha già detto nei giorni scorsi che, se gli ucraini non rinunciano ai territori, Mosca li avrebbe presi comunque con la forza”.

Perché inventarsi un attacco del genere, chiamare Trump per avvertirlo, quando le ragioni per proseguire la guerra Mosca le ha già messe più volte sul tavolo del cosiddetto negoziato?

Da ieri circolano alcune immagini che dimostrano l’attacco, ovviamente non c’è scritto Made in Kiev sui droni, ma chi altro avrebbe avuto interesse in un attacco del genere?

Tra l’altro (cosa che Scomode Verità ha sempre ricordato), in questo momento l’oligarchia ucraina sembra divisa sul da farsi. Zelensky, lentamente, sta cambiando atteggiamento su spinta di Trump e davanti alla realtà sul campo. Ogni giorno che passa “apre” alle richieste russe. Ma Zelensky non è il lider máximo in Ucraina. Vi sono uomini, battaglioni, oligarchi, pezzi grossi dell’intelligence che tutt’oggi sperano in un coinvolgimento dell’Occidente in una guerra che considerano già perduta se Paesi UE o NATO non invieranno truppe sul campo.

Ricordate quel che scrivo. I momenti più delicati, più pericolosi direi, sono proprio quelli dei negoziati (o presunti tali). Io vedo chiaramente il desiderio da parte di alcune personalità di Kiev e soprattutto da parte britannica di voler sabotare il negoziato. È Londra ad avere il maggiore interesse a far naufragare i tentativi di Trump. Questa è la realtà. Furono soprattutto gli inglesi a convincere Zelensky nel 2022 ad andare avanti fino “alla vittoria di Kiev” e alla riconquista dei territori perduti.

È stato il Capo di Stato Maggiore britannico Sir Richard Knighton ad aver detto, testuale: “Le famiglie devono essere pronte a mandare i loro figli in guerra contro la Russia”. Non sono parole terrorizzanti? Non sono parole che dimostrano quanto altri Paesi siano interessati a proseguire la guerra?

Ad ogni modo, tornando al presunto attacco di droni sulla residenza di Putin nella regione di Novgorod, segnalo che i media occidentali hanno immediatamente smentito la versione russa.

Fateci caso: i droni che sorvolano i cieli europei (non armati, tra l’altro) per i media occidentali sono russi al 100%, mentre quelli (armati) che hanno puntato la residenza di Putin sono un’invenzione del Cremlino.

Ripeto: che bisogno ha Mosca di inventarsi una roba del genere quando può benissimo dire “Kiev non vuole cedere i territori conquistati – e le poche parti che restano da conquistare – quindi andiamo avanti”?

Segnalo che negli ultimi giorni, mentre la stampa occidentale ci informava di russi costretti a gettarsi contro il nemico a dorso di muli o di soldati di Mosca costretti, per carenza di cibo, a mangiare i cadaveri dei commilitoni, le truppe russe hanno preso il controllo di una buona parte di Kostjantinivka, hanno preso Myrnohrad e Guljajpole che, secondo Gaiani, “era il perno tra il fronte meridionale di Zaporižžja e quelli a est che sono i più fragili”. Seversk, ricorda ancora Gaiani, cittadina ucraina considerata la porta di accesso per Sloviansk, è stata conquistata in pochi giorni.

Tornando dunque all’attacco alla residenza di Putin ricordo queste cose. I media che dicono che è una pura invenzione sono gli stessi media che ci hanno detto che il sabotaggio dei gasdotti Nord Stream l’avevano fatto i russi, quando ormai sappiamo che sono stati i servizi segreti ucraini; sono gli stessi che hanno spacciato per russo il missile caduto in Polonia nel novembre del 2022 quando in realtà era ucraino; gli stessi che hanno parlato di un attacco alle istituzioni europee mentre davano notizia del sabotaggio (ovviamente russo) del GPS del volo di Ursula von der Leyen, e noi oggi sappiamo che non solo non erano coinvolti i russi, ma non c’è stato alcun sabotaggio; sono gli stessi che hanno detto che il drone che ha colpito una casa in Polonia era russo quando in realtà si è trattato di un missile partito per errore da un F-16 polacco; e, per finire, sono gli stessi che hanno diffuso la notizia che le interferenze segnalate dall’ISPRA di Varese erano legate a un drone russo mentre oggi sappiamo che a provocarle è stato un amplificatore di segnale GSM piazzato da una famiglia in una casa vicina perché non prendeva bene il cellulare.

Che credibilità ha il sistema mediatico occidentale? Io ormai diffido dei media russi esattamente come diffido dei media occidentali. A volte penso addirittura che mentano più in Occidente. E questo non è un pregiudizio ma un giudizio legato a tutte le balle conclamate che ci hanno raccontato in questi anni.

Ripeto: mi spiegate che interesse avrebbe Mosca a inventarsi questa storia per far saltare le trattative quando ha già detto in ogni modo che non si arriverà mai a un cessate il fuoco senza prima aver conquistato (o ottenuto) tutto il Donbass più quel che rimane da conquistare dei territori già annessi?

Sono altri i Paesi particolarmente interessati a far saltare un negoziato. Sono quei Paesi che sanno che, senza l’allargamento del conflitto, la guerra in Ucraina il blocco occidentale la perderà al 100%.

Alla domanda “non crede che il negoziato andrà avanti?”, Gaiani ha risposto così: “Direi che al momento non vedo le condizioni. Quel 5% di disaccordo rimasto che Trump cita come un successo è in realtà il cuore della questione, e le posizioni su questi punti tra Kiev e Mosca sembrano irriducibili. L’unico elemento positivo di Mar-a-Lago è che Trump ha escluso l’ipotesi del congelamento del fronte, del cessate il fuoco temporaneo, chiesto da Kiev e UE (perché avvantaggia gli ucraini), ma lavora invece a una pace definitiva. Però, se manca l’accordo sui territori o sull’Ucraina neutrale, senza truppe NATO, torniamo al grado zero. Per questo gli USA non hanno interesse a intervenire sul caso, per non screditare l’uno o l’altro leader”.

E ancora: “Per rispondere bisognerebbe vedere il tipo di droni usati, tracciati, prove. L’unica cosa certa è che gli Stati Uniti lo sanno: se l’attacco c’è stato, i satelliti americani lo hanno visto. Ma, come dicevo, a Trump non conviene screditare né l’uno né l’altro leader, per salvare il suo negoziato. Mi pare che al momento cavalcare questa polemica convenga agli ucraini solo nell’ipotesi che intendano chiamarsi fuori dalle trattative. Vorrebbe dire che hanno deciso che non possono dare le concessioni richieste e hanno scelto di proseguire la guerra, appoggiandosi a questo punto solo sugli europei. Sarebbe un paradosso strategico, ma ormai sembra una possibilità. Il sostegno europeo non sarebbe però in grado di sovvertire i rapporti di forza sul fronte: i russi continueranno ad avanzare, il risultato per l’Ucraina sarebbe di aver rifiutato una sconfitta e aver ottenuto una disfatta”.

Ricordo quel che ha scritto Papa Leone alcuni giorni fa: “Chi crede alla pace oggi è ridicolizzato ed espulso dal discorso pubblico. Persino viene accusato di favorire avversari e nemici”.

Chi oggi non reputa l’altro un nemico da abbattere, chi non parla di armi, chi parla della necessità di comprendere anche le ragioni dell’altro per far finire una guerra potenzialmente distruttiva per l’Europa intera viene considerato un traditore.

E questa parola, se ci pensate, è una parola che viene utilizzata proprio in guerra. Questi pazzi ci hanno già trascinato in guerra e, se l’intensità ancora non è del tutto esplosiva, è solo perché una fetta consistente della pubblica opinione europea rifiuta questa logica. Per questo delegittimano tutti coloro che contrastano la narrazione dell’UE e iniziano a sanzionare addirittura singoli cittadini perché osano andare contro le élite che da anni lavorano per portare quel che resta dell’Europa in fondo al baratro.