
(ANNA FOA – lastampa.it) – Il nuovo anno non si affaccia con i colori della speranza: la guerra tra Russia e Ucraina continua sempre più accanitamente, e Putin non sembra voler accettare nessuna ipotesi di una pace giusta, mentre cresce il numero delle vittime da ambo le parti. Sul fronte mediorientale la tregua non ferma i morti a Gaza mentre la violenza di coloni ed esercito cresce nella Cisgiordania occupata. 25 Ong hanno avuto il divieto di operare a Gaza, una misura che colpisce tutte quelle che avevano finora alleviato almeno in parte le sofferenze dei palestinesi di Gaza, Medici senza frontiere ma anche Caritas Jerusalem. Il patriarcato di Gerusalemme ha protestato, ma il governo israeliano continua senza fermarsi in questa sua battaglia volta, in realtà, a colpire tutte le organizzazioni internazionali e a mettere sempre più in discussione lo stesso diritto internazionale. Per ora, a farne le spese è la popolazione di Gaza, priva di cibo, case, strutture sanitarie. Ma in prospettiva a farne le spese saremo tutti noi, con la delegittimazione delle istituzioni internazionali nate dopo il 1945 per evitare nuovi orrori.
Putin minaccia l’Europa, mentre Trump continua ad impazzare, e non mette in discussione il suo appoggio a Netanyahu. In Europa, la nostra risposta è ancora insufficiente, tanto da far dubitare anche i più convinti europeisti fra noi del nostro ruolo in questo marasma. I potenti della terra continuano così a imperversare, usando sempre più arrogantemente il diritto del più forte. «Rovesceremo i potenti della terra», ha detto il Papa citando la superba espressione del Magnificat. Lo speriamo, ma quando? Dopo quanti morti, dopo quante ingiustizie?
In mezzo a tutto ciò, appaiono tuttavia alcune aperture: in Iran, i commercianti si sono uniti alla rivolta degli studenti guidati, pare, da una ragazza. Che questa inedita alleanza possa infine portare alla rivoluzione che tutti si augurano? E ancora, in Israele la Corte Suprema ha impedito che Netanyahu creasse una commissione di inchiesta sul 7 ottobre fatta apposta per scagionarlo. Una vittoria del diritto sulla forza, questo diritto tanto calpestato ovunque.
Ma non solo morti e guerre. Crescono le disuguaglianze, invece di attenuarsi anche grazie agli incredibili progressi tecnologici. Cresce l’accettazione sociale a queste disuguaglianze, i poveri sono definiti “sfigati”, la ricchezza è diventata l’unico metro di giudizio sul valore delle persone. Il sapere perde sempre più prestigio. Eppure, anche qui ci sono sprazzi di speranza. Le generazioni più giovani appaiono diverse da quelle che le precedono, i ragazzi nelle scuole sono attenti a quello che succede nel mondo intorno a loro, riaffiorano parole dimenticate, “responsabilità”, “empatia”, “amicizia”. Dobbiamo passare la staffetta.
I più giovani fra i palestinesi accolti nei nostri ospedali non chiedono vendetta, ma di andare a scuola, di studiare. Non meditano di unirsi al terrorismo, ma di fare i medici, gli ingegneri per ricostruire la loro terra. Ascoltiamo le loro speranze. Nel suo discorso di fine anno, il presidente Mattarella si è affidato proprio ai giovani, ricordando loro la necessità del coraggio e l’esempio della storia della nostra Repubblica, dalla Costituente in avanti. Parole di speranza, perché senza speranza non ci può essere futuro. E nelle nostre speranze c’è la pace, ovunque. Paci giuste, senza prepotenze e conquiste. Paci senza razzismi e discriminazioni, fondate sul rispetto e l’accoglienza. Anche qui da noi, nelle nostre “democrazie”, non solo dove infuria la ferocia della guerra.
Utopie, in un mondo dove infuria il diritto del più forte? Forse, ma ricordiamo il valore dell’utopia, non la terribile utopia messianica di chi si fa strumento di una supposta volontà divina per distruggere il mondo, ma l’utopia fattiva di chi insiste a battersi, anche nelle circostanze più avverse, un’utopia fatta dagli esseri umani. Sono loro che rovesceranno i potenti della terra, speriamo presto. Buon 2026.
Putin non sembra voler accettare nessuna ipotesi di una pace giusta, mentre cresce il numero delle vittime da ambo le parti.
Mi sono baSTATE QUESTE DUE RIGHE PER NON CONTINUARE A LEGGERE
Anche questa è una velina USA!
Quel bugiardone di Putin! ( riferito all’attentato della sua residenza)
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