Il Consiglio di difesa: “Pieno sostegno a Kiev, allarme droni russi”. Al Colle ribadita la linea dell’Italia dopo le ultime uscite di Salvini: “Preoccupati per l’accanimento del Cremlino”. Ok al nuovo invio di armi. Anche un richiamo al Purl. Su Gaza: pace solo con due Stati

Il Consiglio di difesa: “Pieno sostegno a Kiev, allarme droni russi”

(di Concetto Vecchio – repubblica.it) – Avanti tutta con gli aiuti a Kiev. Senza esitazioni. «Il Consiglio supremo di difesa ha confermato il pieno sostegno italiano all’Ucraina nella difesa della sua libertà». È in questa frase il senso della riunione di tre ore e mezza al Quirinale, dove Sergio Mattarella ha riunito la premier Giorgia Meloni, i ministri TajaniPiantedosiCrosettoGiorgetti, Urso, il Capo di Stato maggiore della difesa, generale Luciano Portolano, per fare il punto sulla guerra all’Ucraina e sulle minacce dei droni russi sul territorio europeo. È una conferma politica rilevante, che arriva dopo le fibrillazioni nella maggioranza, con Matteo Salvini che aveva messo in discussione ulteriori aiuti in seguito ai casi di corruzione emersi nel governo Zelensky.

In una nota — diramata dal Quirinale alle 20 — si precisa che viene confermato di conseguenza «il dodicesimo decreto di aiuti militari», ovvero l’invio di armi italiane. E che rimane «fondamentale la partecipazione alle iniziative dell’Unione europea e della Nato di sostegno a Kiev e il lavoro per la futura ricostruzione del Paese». Questo passaggio può essere letto come un richiamo al programma Purl, che prevede l’acquisto di armi americane da parte dei Paesi Nato, su cui nei giorni scorsi il governo aveva frenato, con Meloni che continua a prendere tempo. Domenica a Berlino, parlando al Bundestag, Mattarella però era stato durissimo nei confronti delle «guerre di aggressione»: un esplicito riferimento a quella mossa da Putin, la cui invasione sul suolo ucraino perdura ormai da quasi quattro anni.

«Il conflitto in Ucraina non mostra segnali di distensione», si fa notare. L’accanimento della Russia «nel perseguire, ad ogni costo, i propri obiettivi di annessione territoriale è visto con preoccupazione». Il prezzo sostenuto dalla popolazione civile è pertanto «sempre più pesante e iniquo». Mattarella, Meloni e i ministri, seduti attorno a un tavolo rotondo, hanno poi reso manifesta la loro preoccupazione per «l’impiego dei droni, che la Russia utilizza anche violando lo spazio aereo della Nato e dei Paesi dell’Unione europea», com’è avvenuto più volte nei mesi scorsi. «Se da un lato tali azioni hanno confermato la prontezza dell’Alleanza atlantica, dall’altro evidenziano anche la necessità per l’Europa di adeguare le capacità ai nuovi scenari attraverso la definizione di progetti d’innovazione come quelli contenuti nel libro bianco per la difesa 2030».

C’è poi la preoccupazione per «la minaccia ibrida proveniente dalla Russia e da altri attori stranieri ostili», definita una «sfida complessa per la sicurezza dell’Europa e dell’Italia nonché per l’integrità dei processi democratici». Questa minaccia è «in continuo incremento», basata «sulla pervasività e diffusione di attività offensive fondate sulla velocità, sul volume e sull’ubiquità della tecnologia digitale, nonché sull’impiego malevolo dell’Intelligenza artificiale».

Al tavolo del Consiglio siedono anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, il segretario generale del Quirinale, Ugo Zampetti, il consigliere del presidente della Repubblica per gli Affari del Consiglio supremo di difesa, Francesco Saverio Garofani. Un altro timore riguarda la guerra delle fake news, ovvero «la manipolazione dello spazio cognitivo, attraverso campagne di disinformazione, interferenze nei processi democratici, costruzioni di narrazioni polarizzanti e sfruttamento delle piattaforme digitali per indebolire la fiducia nelle istituzioni e minare la coesione sociale».

Si è parlato anche di Gaza. «Desta grande preoccupazione il perdurare di episodi di violenza che causano un alto numero di vittime tra i civili. Una pace duratura richiede un approccio regionale e multilaterale».