
(Dott. Paolo Caruso) – Nei discorsi, rispettivamente di Trump e Netanyahu grande dolore è stato espresso per le vittime israeliane del 7 ottobre 2023, ma non una parola di cordoglio per le sessantotto mila, di cui ventimila bambini, Palestinesi, uccisi indiscriminatamente, anche se non colpevoli. Trump in questa sua passerella medio-orientale si è auto incoronato vincitore assoluto, avendo costretto Bibì Netanyahu a cedere. Ci si chiede allora perché non lo avesse fatto prima? Avrebbe di sicuro risparmiato la vita a tanti innocenti. In questa immane tragedia ci sono solo vinti, infatti i veri vincitori – a mio avviso – sono state le flottiglie e i cortei Pro-palestina di tutto il mondo. Molte Nazioni all’ONU, sconcertate per il genocidio del popolo palestinese, avendo denunciato più volte Israele, nell’ ultima sessione hanno boicottato il discorso di Netanyahu. Adirate pure per i continui rifiuti a far pervenire gli aiuti umanitari. Tutto questo sotto gli occhi di tutti. Un odio inspiegabile per la sua crudeltà che ricorda per certi aspetti le persecuzioni nazifasciste del secolo scorso. Una Striscia di Gaza non solo martoriata ma nelle fauci di una speculazione internazionale.
È di pochi mesi fa il video che ritraeva i due compari, quello degli USA e l’altro d’Israele, in sdraio a prendersi il sole, in quella Striscia, rubata ai Palestinesi e da loro sognata “riviera delle meraviglie”, e titolata pure “Trump-Landia”. Va da sé che se qualcosa, nel frattempo, è cambiata non è dipesa da loro “male intenzionati”, ma dall’opinione pubblica ostile alle loro scelte criminali. Si autoassolvono facilmente i carnefici, così Netanyahu non risponderà più per i crimini spietati di cui si è macchiato. Festa dunque? Solo per i capi. La povera gente, in ambo i fronti, non ha nulla da festeggiare, perché ha morti innocenti da piangere. Soprattutto quelli di Gaza senza più nulla. Tutto distrutto. Per loro non vale “Chi rompe paga…” Ai Palestinesi rimangono solo macerie. Una vita propria, uno Stato in totale autonomia è quello che gli si augura. Attualmente però tutto appare “utopico e in cornice di dolore”. Sarà vera pace? Ai posteri l’ ardua sentenza.
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Se si vive il presente, è impossibile cadere in polarizzazioni,così è il logos.
In ricordo di un amico il cui nome è diventato impronunciabile😆😂😆😇😂
andiamo sul sacro.
«Prima che Abramo fosse, Io Sono»
«Antĕquam Abrăham fiĕret, ego sum»
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