TRUMP ACCOLTO DALL’AULA ALLA KNESSET DA UN LUNGHISSIMO APPLAUSO

(ANSA) – ROMA, 13 OTT – Il presidente Usa Donald Trump è stato accolto, al suo ingresso nell’aula delle Knesset dove interverrà tra pochi minuti, da un lunghissimo applauso dei presenti, tutti in piedi.
TRUMP, VITTORIA ISRAELE PORTI LA PACE IN MEDIO ORIENTE
(ANSA) – ROMA, 13 OTT – “Israele ha vinto tutto ciò che si poteva ottenere con la forza delle armi. Ora è il momento di trasformare queste vittorie contro i terroristi sul campo di battaglia nel premio finale: pace e prosperità per l’intero Medio Oriente”. Lo si legge negli estratti del discorso di Donald Trump alla Knesset diffusi dalla Casa Bianca. “Insieme abbiamo dimostrato che la pace non è solo una speranza che possiamo sognare, ma una realtà su cui possiamo costruire, giorno dopo giorno, persona dopo persona, nazione dopo nazione”.
TRUMP, QUESTA È L’ALBA STORICA DI UN NUOVO MEDIO ORIENTE
(ANSA) – ROMA, 13 OTT – “Ci riuniamo in un giorno di profonda gioia, di speranza crescente, di fede rinnovata e, soprattutto, un giorno per rendere il nostro più profondo ringraziamento all’Onnipotente Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe.
Dopo tanti anni di guerre incessanti e pericoli senza fine, oggi il cielo è sereno, le armi tacciono, le sirene non suonano più e il sole sorge su una Terra Santa finalmente in pace. È l’alba storica di un nuovo Medio Oriente”. Così il presidente Usa Donald Trump nel suo discorso alla Knesset, secondo estratti del discorso diffusi dalla Casa Bianca.
TRUMP, A GAZA FARE IN MODO CHE ABBIANO UNA VITA MIGLIORE
(ANSA) – ROMA, 13 OTT – “L’attenzione su Gaza deve concentrarsi interamente sul ripristino dei fondamenti della stabilità, della sicurezza, della dignità e dello sviluppo economico, affinché possano finalmente avere la vita migliore che i loro figli meritano”. Così Donald Trump negli estratti del suo discorso alla Knesset diffusi dalla Casa Bianca.
TRUMP, CRUDELTÀ 7 OTTOBRE HA COLPITO CUORE DELL’UMANITÀ
(ANSA) – ROMA, 13 OTT – “La crudeltà del 7 ottobre ha colpito al cuore l’umanità stessa. Gli Stati Uniti d’America hanno pianto insieme a voi e hanno pianto i propri cittadini che sono stati uccisi in modo così brutale. A tutte le famiglie le cui vite sono state cambiate per sempre dalle atrocità di quel giorno e a tutto il popolo di Israele, sappiate che l’America si unisce a voi in questi due voti eterni: Non dimenticare mai e mai più”. Così Donald Trump nel suo discorso alla Knesset negli estratti diffusi dalla Casa Bianca.
TRUMP, ‘FATTO L’IMPOSSIBILE, RIPORTATO A CASA OSTAGGI’
(ANSA) – ROMA, 13 OTT – “Fin dal primo giorno della fondazione dell’Israele moderno, siamo rimasti uniti attraverso prove e battute d’arresto, attraverso vittorie e sconfitte, attraverso gloria e dolore”. Così il presidente degli Stati Uniti Donad Trump negli estratti del suo intervento alla Knesset diffusi dalla Casa Bianca. “Abbiamo costruito industrie insieme, abbiamo fatto scoperte insieme, abbiamo affrontato il male insieme, abbiamo combattuto insieme la guerra e, forse la cosa più bella di tutte, abbiamo fatto la pace insieme. E questa settimana, contro ogni previsione, abbiamo fatto l’IMPOSSIBILE e riportato a casa i nostri ostaggi”.
TRUMP TENDE LA MANO ALL’IRAN, ‘SEMPRE APERTA’
(ANSA) – ROMA, 13 OTT – “Dovrebbe essere ormai chiaro a tutti in questa regione che decenni di fomentare terrorismo, estremismo, jihadismo e antisemitismo non hanno funzionato: si sono ritorti contro di loro in modo totale”. Così Donald Trump, parlando alla Knesset, secondo le anticipazioni diffuse dalla Casa Bianca. “È più evidente che mai che le nazioni produttive e responsabili di questa regione non dovrebbero essere nemiche o avversarie, ma partner e, alla fine, persino amiche – ha aggiunto – Anche con l’Iran, il cui regime ha inflitto così tante morti in Medio Oriente, la mano dell’amicizia e della cooperazione è sempre aperta”.
TRUMP, ISRAELE È FORTE E VIVRÀ PER SEMPRE
(ANSA) – ROMA, 13 OTT – “La storia della ferrea determinazione e del trionfo di Israele dal 7 ottobre dovrebbe essere la prova per il mondo intero che coloro che cercano di distruggere questa nazione sono destinati a un amaro fallimento. Lo Stato di Israele è forte e vivrà e prospererà per sempre”. Così il presidente Usa Donald Trump nel suo discorso alla Knesset secondo le anticipazioni diffuse dalla Casa Bianca.
Nooo…continuano gli affari!
Anche la guerra era ed è un affare..peccato che il cubo ce lo mettono gli altri!
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Nasci,vivi,crepi: i tre cardini del capitalismo!
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mentre tutti gli sguardi sono rivolti alla palestina e al colonizzazione di Gaza, contemporaneamente si assite all’aumento del dispositivo militare schierato dagli Stati Uniti nei Caraibi e l’interruzione dei colloqui diplomatici tra personale statunitense e funzionari del presidente Maduro. In Medio Oriente un imponente dispiegamento di mezzi statunitensi si va registrando in palese funzione intimidatoria nei confronti dell’Iran, verso cui continuano ad atterrare aerei cargo russi dal carico sconosciuto.
Ma tutta l’informazione è cieca, bisogna scavare profondamente per conoscere certi fatti e le avvisaglie non sono felici.
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GIULIO CAVALLI
Oggi, a Sharm el-Sheikh, andrà in scena la liturgia della “pace”: tavolo lucido, bandiere allineate, firme che scivolano sul foglio. È un cessate il fuoco vestito da trattato, senza una riga sulla giustizia. Chi sale sul palco ha parlato di camion, cantieri, governance; nessuno ha chiesto tribunali, prove, responsabilità. Donald Trump rivendica una «nuova Gaza» fatta di infrastrutture e «600 camion al giorno» di aiuti. Abdel Fattah al-Sisi insiste sulla «stabilizzazione» e sulla ricostruzione immediata con una presenza internazionale. Giorgia Meloni ringrazia Trump e annuncia che l’Italia «è pronta a contribuire a stabilizzazione, ricostruzione e sviluppo». Keir Starmer parla di «implementare senza ritardi» e di far entrare gli aiuti. Emmanuel Macron evoca una «forza di stabilizzazione» e una Autorità Palestinese riformata. Tutti dicono “prima i lavori”. Nessuno dice: prima i processi. Sul tavolo non c’è l’accertamento dei crimini di guerra, non c’è la cooperazione con la Corte penale internazionale, non c’è il nome dei responsabili. C’è un manuale di project management: rimozione macerie, corridoi logistici, porti e aeroporto, il lessico delle grandi opere che arriva sempre un minuto prima della verità. Gaza intanto conta i morti, i mutilati, le case spianate, i campi bruciati. Il ritorno dei profughi avviene tra cumuli e promesse. La «pace» presentata oggi non restituisce le vite, non ripara le colpe, non riconosce la vittima. È un condono politico ed economico calato dall’alto su un popolo a cui si chiede di ripartire senza giustizia. Finché la giustizia resta fuori dalla sala, quella firma resta una scenografia. Tutti gli occhi su Gaza. #LaSveglia per
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Crozza doppio: Trump + Bibi:
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