(Giancarlo Selmi) – “Alla fine della guerra, Gaza sarà una miniera d’oro immobiliare da spartire con gli americani”.

Lo ha detto il Ministro israeliano Bezalel Smotrich. Lo ha detto ieri, smentendo i suoi stessi supporters, la propaganda impegnata a narrare la storiella che si trattasse di una guerra contro Hamas e per liberare gli ostaggi, smentendo gli influencer pagati per dire altre cose, smentendo perfino sé stesso e i governi che appoggiano questa rivoltante pulizia etnica.

Ha ammesso le vere ragioni del genocidio e ha gettato definitivamente la maschera, mostrando e dichiarando al mondo intero il suo vero volto. Lo ha detto apertamente, con semplicità, come se quanto accaduto facesse parte dell’ordine naturale delle cose. Una dichiarazione agghiacciante, di una gravità assoluta, che dimostra quanto fosse premeditato e voluto il genocidio.

Gaza nella sua visione, quindi, non era e non è una città con vita dentro. Con anziani che narravano i loro aneddoti, bimbi che giocavano, donne e uomini che lavoravano, era ed è una gigantesca operazione immobiliare. E che quelle vite andassero eliminate, con ogni mezzo, cacciate con ogni mezzo, perché la loro presenza quel gigantesco affare complicava.

Ma poi, a rendere ancora più rivoltante il suo ragionamento, ha aggiunto:

“Dobbiamo vedere come dividere i terreni in percentuale. La demolizione, la prima fase del rinnovamento della città, l’abbiamo già fatta. Ora dobbiamo solo costruire”.

E quella che chiama “demolizione e rinnovamento” è stata il radere al suolo una città, cacciare via da casa loro quasi due milioni di persone e uccidere a sangue freddo 70.000 innocenti, più di 20.000 bambini.

Qualcuno dice che paragonare il governo israeliano al nazismo sia antisemita. Bene, io antisemita non lo sono affatto, ma credo che il satanico e ributtante governo di cui fa parte Smotrich, egli stesso, siano molto peggio dei nazisti. E che del nazismo siano semplicemente la peggiore evoluzione. Chi si ostina a difenderli e a non vedere è peggio di loro.