Ce n’erano parecchie, anche le più crude, che potevano dare un’idea di quanto accadeva a Gaza: strage, massacro, eccidio. E invece no: genocidio, l’unica idonea a spalancare la porta alla verità delle cose e alla massima indignazione possibile

(di Ernesto Galli della Loggia – corriere.it) – Le parole sono pietre, non dovrebbe essere consentito adoperare la prima che viene come un fazzoletto di carta usa e getta. Ce n’erano parecchie, anche le più crude, che potevano dare un’idea di quanto accadeva a Gaza: strage, massacro, eccidio. E invece no: genocidio. Una sorta di «apriti Sesamo», di parola magica, l’unica, si direbbe, idonea a spalancare la porta alla verità delle cose e alla massima indignazione possibile: genocidio! genocidio! E dunque tutti a gridarlo, a scriverlo, a ripeterlo: convinti, compunti, inorriditi come si conviene.
E va bene: genocidio. Ma allora siano consentite almeno due osservazioni. La prima diciamo così comparativa: che terrificante prova di incapacità, d’inadeguatezza, stanno dando questi israeliani di cui da sempre tutti invece eravamo pronti ad esaltare la preparazione organizzativa e le conoscenze tecniche. Infatti quasi un secolo fa, quando bisognava ancora fare i progressi che si sono fatti, in tre-quattro anni i loro predecessori nel settore genocidi di persone ne fecero fuori almeno quattro cinque milioni: e loro invece? Loro, gli israeliani, nella metà del tempo sono riusciti a eliminare poco più di sessantamila persone: una vera debacle! Una prova d’inefficienza, d’inettitudine, d’incompetenza che non si può che definire sorprendente. Com’è possibile? Non è urgente una spiegazione da parte di chi qui in Italia sembra essere così esperto nel tema?
La seconda osservazione è invece del genere serio. Tremendamente serio. Chi oggi grida al genocidio come se nulla fosse, chi accetta senza fiatare che qualcuno accanto a lui lo faccia, si rende conto che sta contribuendo a ridisegnare la storia? In pratica cioè a togliere qualunque eccezionalità ai drammi epocali del Novecento, a banalizzare come nessuno aveva provato a fare finora Auschwitz e l’Holodomor? A «normalizzare» quei carnefici e i loro delitti, a compiere un’operazione di revisionismo storico che non ha eguali?
che tu sia dannato per sempre, maledetto! maledetto!
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Molto inefficienti questi israeliani . Sono riusciti ad ammazzare solo 60.000 palestinesi , mica milioni ? Diamogli una possibilità in più per meritarsi il titolo di genocidiari .
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Che miseria umana!
Possibile che sia così ignorante e in malafede? 63.000 morti più decine di migliaia di dispersi, forse ancora sotto le macerie, che percentuale sono su 2.000.000 di abitanti? Centinaia di migliaia di feriti, affamati e spiantati privati di un posto dove trovare cure, rifugio e ristretti in veri e propri lager dove sono regolarmente bombardati, affamati, ammalati e fucilati… Cosa sono per questo stomaco pelosissimo di editorialista ipocrita?
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Insomma, secondo questo lombrico il problema è che Israhell non ne ha accoppati tanti, in fondo 60.000 sono solo l’1% di 6000.000.
Qualcuno dovrebbe spierargli che la definizione di ‘genocidio’ non passa dal numero di morti sulla popolazione (anche se aiuta a quantificarne l’esistenza e gravità) e che un conto è uccidere gente portandola nei campi di sterminio e un conto è andarla a prendere casa per casa.
Sì, in passato ci mettevano di meno a fare stragi del genere.
Poteva bastare anche un giorno (vedi Debello Gallico di quel gran criminale di G. Cesare).
Ma questo non significa che quel che fanno i zionisti a Gaza non lo sia, stando alla definizione ONU di genocidio che dovrebbe essere ben chiara anche a Polli sul Balcone.
Già che c’era poteva anche dirci che i bar di Gaza sono aperti.
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Chi oggi grida al genocidio come se nulla fosse, chi accetta senza fiatare che qualcuno accanto a lui lo faccia, si rende conto che sta contribuendo a ridisegnare la storia? In pratica cioè a togliere qualunque eccezionalità ai drammi epocali del Novecento, a banalizzare come nessuno aveva provato a fare finora Auschwitz e l’Holodomor?
Solo che l’HOLODOMOR non è affatto chiaro che sia stato un genocidio. Andate a vedere le cartine delle carestie degli anni ’20-’30 e scoprirete che la FAME si impossessò di un’ampissima zona dell’URSS meridionale, e in certi punti colpì peggio che nell’Ucraina stessa. Fu genocidio anche quello?
Se si vuole incolpare Mosca di genocidio penso che i CIRCASSI siano un caso chiarissimo (ma non puoi rimproverarlo a Putin, quindi nisba).
Sennò potremmo anche citare le conseguenze del ‘grande balzo in avanti’ di Mao, che fece anche di peggio.
Mai nessuno che si ricordi di TIMOR LESTE vero Polli sul Balcone?
Forse perché il genocidio dei comunisti e delle minoranze in quel caso era dell’amico SUHARTO, amico degli USA ovviamente.
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E se poi vogliamo parlare di carestie causate da fallimenti economici, come mai nessuno parla di quella in Irlanda e di quelle dell’India del 1976-78? O di quelle in India e Bangladesh degli anni ’40, tutte dovute all’ideologia del libero mercato?
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Lurido verme, quanto ti danno al mese? Mi taccio, va’, altrimenti non so cosa esce qua…
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A proposito di questo Rockfeller con la mano che lo anima e con la voce ventriloqua che parla : https://youtu.be/TnoXkEXpBrs
Il corvo pupazzo gallinaccio conserva i suoi privilegi e lo fa bene, basta ripercorrere la sua carriera, inoltre lui tiene famiglia! Lucia Scaraffia, è ho detto tutto.
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Solo una persona depravata e ripugnante può sottilizzare con uno scritto del genere su presunte differenze. Verme schifoso, schifoso come il giornale che addirittura lo paga per pubblicarlo. Come, mi sembra, fa per altri emeriti farabutti complici dei Sionazisti
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Le argomentazioni di tutti i negazionisti del genocidio in atto a Gaza, sono sempre state tutte false e fuorvianti, dal giorno dell’emissione del mandato di cattura per i principali macellai responsabili di questo crimine gravissimo. L’emerito professore sa benissimo che il genocidio di Sebrenica (circa 9000 vittime) è stato accertato e sancito nelle sentenze che hanno condannato all’ergastolo gli autori. Egli con tutti quelli che si allineano alla sua condotta sono complici del genocidio.
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Questo tizio è la dimostrazione di come a una venerabile età invece di venerabile maestro si può diventare tranquillamente un pistola.
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E mi pare giusto. Per l’Esimio il problema non è il genocidio in sé, ma chi lo denuncia, perché svilisce l’idea di genocidio. E se ne dovrebbe sentire in colpa e vergognare perché non fa nulla per fermarlo, il comune insignificante cittadino impotente, mica i governi che lo avvallano e supportano lo stato genocidario.
l’Esimio ci aveva già abituato ai suoi paralogismi d’accatto, con cui è solito buttarla in caciara, quando vuole difendere l’indifendibile. Ma niente ci abituerà mai alla malafede, la tronfia insipienza culturale, la miseria umana e morale di questo orrido freak dai capelli ridicoli, che infesta da più di mezzo secolo gli scantinati accademici, con le sue oscenità.
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Vuole sottolineare come italiani e tedeschi siano stati più efficienti nello sterminio di un popolo. Si tratta di orgoglio italiano, made in italy, la grandezza della “nazione”.
La normalità del male.
Nel film la vita è bella la scena dove Benigni serve al tavolo un gruppo di gerarchi con le proprie signore e discutono amabilmente di quanto fosse conveniente eliminare i disabili in quanto non produttivi e un costo per lo stato.
Il buon Ernesto è un altro nazista nascosto o che non sa di esserlo
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