
(di Michele Serra – repubblica.it) – O l’Europa cambia o è destinata all’irrilevanza. Da quanti lo abbiamo sentito dire, con parole quasi identiche, nell’ultimo paio d’anni e forse prima ancora, diciamo dall’invasione russa dell’Ucraina in poi? Lo ha detto Metsola a Rimini, lo ha detto un paio di volte Mario Draghi, lo ripete Prodi. E stiamo parlando di figure di primo piano dell’establishment continentale.
Lo pensavano e lo dicevano i cinquantamila cittadini in piazza a Roma il 15 marzo scorso, opinione pubblica allo stato puro, una selva di bandiere blu per chiedere all’Europa di esistere per davvero. Ma il mantra europeista, evidentemente, si infrange contro una realtà molto diversa dai desideri.
Desideri di chi, intanto? Di una minoranza democratica e federalista che sovente soccombe, nei rispettivi Paesi, a governi nazionalisti; e anche a Strasburgo non ha i numeri per produrre quel salto di qualità politico che, attraverso una cessione di sovranità, darebbe all’Unione la forza politica e la potenza etica (quella di essere “più avanti”, più nuova di ciò che già conosciamo) che oggi non ha.
Il problema è che l’Europa, presa per intera, non è europeista. Lo è nelle sue avanguardie culturali e politiche, e nella vita quotidiana di quello che possiamo definire un “ceto forte”, la nuova, giovane borghesia sovranazionale che studia e lavora ovunque, in Europa, sentendosi sempre a casa. Va bene che la storia la fanno le avanguardie, ma in questo caso le retroguardie sono troppo numerose, e attrezzate, e ben finanziate, perché si possa sperare nella rivoluzione.
hahah
il serrapiattista è deluso
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“Lo è nelle sue avanguardie culturali e politiche..” : serra, fammi un esempio con nomi e cognomi. Grazie.
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L’Europa non può diventare irrilevante perché lo è già. A Michelino ricordo che si chiama democrazia quella cosa che si poggia sul consenso della maggioranza e non sulle elite che secondo lui ,in base non so quale metro , sarebbe culturalmente superiore ed avanzata . Secondo lui Van Der Lajen, Mensola, Kallas sarebbero le avanguardie mentre noi altri i bifolchi con l’ anello al naso che anziché cedere a costoro le residuali autonomie e sovranità nazionali ci divertiamo a remare contro opponendovi perfino al riarmo e alla santa guerra contro la Russia madre di tutte le disumanità e nemica dei diritti individuali .
Serra un po’ di tempo a kandaar, a Tripoli , a Bagdad per finire a Gaza per completare il giro potrebbe chiarirgli le idee .
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Bravo
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