(Giancarlo Selmi) – La verità e la conoscenza della verità rendono liberi. Ed è per onore della verità che va detto ciò che segue. Il 15 maggio del 1948, accadde ciò che i palestinesi chiamano “Nakba”.

“Nakba” (in arabo significa “la catastrofe”) è l’esodo forzato di circa 700.000 arabi palestinesi dai territori che divennero lo Stato di Israele nel 1948, durante la prima guerra arabo-israeliana, e la conseguente distruzione della loro società e cultura. La Nakba è commemorata ogni anno il 15 maggio, e rappresenta un evento traumatico nella memoria collettiva palestinese. L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato risoluzioni che chiedono la commemorazione annuale della Nakba e la diffusione di testimonianze ed archivi.

Cosa accadde durante e per colpa della Nakba?

Esodo e dislocamento:

Nel 1948, molti arabi palestinesi furono costretti a lasciare le loro case e le loro terre a causa della guerra e dell’occupazione israeliana.

Perdita e trauma:

I palestinesi persero le loro case, i loro beni e il loro modo di vivere. Tutto ciò ebbe come effetto immediato, un profondo e duraturo impatto sulla loro identità e sulla loro lotta per i diritti.

Impatto sulla società:

La Nakba ha portato alla frammentazione della società palestinese e al rigetto del diritto al ritorno per i rifugiati palestinesi.

L’ingresso ininterrotto di coloni, avvenuto dopo della istituzione dello stato di Israele e favorito dalla legge che consentiva di avere una casa nel nuovo stato a chiunque dichiarasse di professare la religione ebraica, da qualunque parte del mondo provenisse, richiedeva terre per i nuovi insediamenti. I palestinesi dovevano essere cacciati e si fece.

Non furono solo i bulldozer i protagonisti. Non c’erano droni e bombardamenti aerei. Varie testimonianze raccontano fatti rivoltanti. Qualcuno (ci sono testimonianze anche di ex appartenenti allo stesso esercito), ha attribuito alle truppe di Moshe Dayan l’applicazione di metodi sbrigativi che contavano con l’uso delle bombe a mano nelle “evacuazioni”. Bombe che facevano saltare in aria le case. A volte con le famiglie dentro.

Le Nazioni Unite hanno riconosciuto la Nakba, dedicando attività e risoluzioni alla sua commemorazione. La Nakba continua a essere un promemoria delle ingiustizie che i palestinesi subiscono ancora oggi attraverso la costruzione di insediamenti, le confische di terre e le demolizioni di case.

È un evento centrale per la lotta palestinese per la giustizia e il diritto al ritorno alle loro case.

Il racconto sionista, ancora oggi, è caratterizzato dal vittimismo. Il vittimismo è assolutamente centrale nella propaganda sionista. Pochi conoscono la storia veramente, perché non è stata raccontata. Se fosse raccontata dall’inizio dimostrerebbe che il genocidio è cominciato molto prima del 7 ottobre.