
(di Antonio Pitoni – lanotiziagiornale.it) – Non servono più nemmeno le parole. Ormai ci pensa direttamente la realtà dei numeri a spazzare via la nebbia della propaganda. Basta mettere in fila i fatti che, in poche ore, hanno ridotto a carta straccia gli appunti sui quali, negli ultimi tre anni, Giorgia Meloni ha scritto il suo personale libro dei sogni.
Comincia l’Istat certificando che nel secondo trimestre del 2025 l’economia italiana è in flessione. Il Pil è diminuito dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e aumentato appena dello 0,4% in termini tendenziali. Una crescita da prefisso telefonico, nonostante la spinta dei miliardi del Pnrr che si esaurirà nel 2026. E con i dazi al 15% imposti dagli Usa, che il nostro governo giudica sostenibili, il peggio deve ancora arrivare. Perfino lo spread, magnificato dal governo come l’indicatore per eccellenza dell’ottimo stato di salute della nostra economia, è tra i più alti di tutti i Paesi Ue.
Dopo la produzione, anche il fatturato industriale, come ci informa sempre l’Istat, continua la sua inesorabile picchiata perdendo un altro 2,2% a maggio. E mentre Meloni & C. continuano a celebrare successi siderali sul versante dell’occupazione, volano le ore di Cassa integrazione: lo scorso giugno sono state 46,034 milioni, il 6,9% in più rispetto al mese precedente (43,1 milioni di ore) e addirittura il 30,4% in più se rapportate allo stesso mese del 2024 (35,3 milioni di ore).
Intanto il debito pubblico italiano balla pericolosamente sulla soglia dei tremila miliardi di euro, dettaglio che non ha impedito al governo di chiedere a Bruxelles l’attivazione di 14 miliardi di euro di prestiti (altro debito) del fondo Safe nell’ambito del programma RearmEu voluto da Ursula von der Leyen bypassando il voto del Parlamento europeo. Il tutto dopo il via libera, senza battere ciglio, all’incremento della spesa militare in ambito Nato al 5% del Pil (circa 100 miliardi l’anno entro il 2035) preteso dagli Usa del presunto alleato di Giorgia, Donald Trump. Un quadro disastroso che il governo continua a fingere di non vedere o, nella migliore della ipotesi, a minimizzare. Di questo passo, se tutto va bene, siamo rovinati.
Ma non erano i 5S quelli incapazi?
E questi quelli pronti?
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si erano già proni!
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LA MENZOGNA AL POTERE- Viviana Vivarelli
Visto il basso livello culturale e di quoziente intellettivo o il grado di rimbecillimento televisivo di tanti che hanno votato gente come Salvini o Meloni, dubito persino che conoscessero il loro programma elettorale e propendo per l’ipotesi che li abbiano votati in base a qualche idee stramba peregrina di puro odio sociale, del tipo “Odio gli omosessuali”, “Odio i migranti”, “Odio i poveri”, “Viva il Duce e odio i comunisti, compresi i Russi che comunisti lo furono!”. “La guerra purifica la razza!”. “Detassiamo i ricchi e le tasse facciamole pagare solo ai poveracci!””Carcere ai miserabili e prescrizioni agli imputati eccellenti!”. “La democrazia è la peste dei popoli!”. “A morte lo stato sociale!”. “Viva i condoni!”. “Liberi tutti!” “Tasse al 15 %!”.. e altre amenità simili, tipo famiglia degli orrori.
Ma, semmai qualcuno di loro si fosse mai dato la pena di conoscere il programma elettorale delle facce di tolla che hanno votato, sarebbe bene ricordasse cosa ne è stato di quelle promesse spericolare nei tre anni di Meloni e compagni di merende o meglio familiari e clientes a carico.
Ecco una sintesi dei punti chiave del programma elettorale di Giorgia Meloni e di Fratelli d’Italia (FdI) per le elezioni politiche del 25 settembre 2022, che portarono alla formazione del suo governo:
Sovranità Nazionale e Interessi Italiani:
Difesa dell’identità, della cultura e degli interessi nazionali nelle sedi internazionali (UE in primis).
E infatti siamo servi degli Americani e succubi della von der Leyen con una sovranità che è andata a farsi friggere.
Revisione critica dei trattati europei, opposizione a trasferimenti di sovranità indiscriminati.
E infatti l’Italia ha la sovranità dell’ultima serva di casa, ai convegni europei la Meloni manco la invitano e ubbidisce cone uno zombi a qualunque ordine internazionale le venga dato anche a costo di portare a morte economica il nostro Paese, linmitandosi e sorrisoni e bacetti vari mentre dice di sì a tutto, peggio dei cagnolini di pezza delle auto.
Modifica del PNRR per adattarlo meglio alle esigenze italiane.
Il che ha significato dire peste e corna del PNRR per odio a Conte, per poi usarlo per tre anni, spenderlo in cose che non riguardavano gli scopi originari della difesa dell’ambiente, la ripresa economica la sanità e la scuola, per cui Conte era riuscito a ottenerlo, perderne una parte per l’incapacità di presentare all’Europa dei progetti ben fatti, disperderlo in opere di cui nessuno sentiva il bisogno, come i 700 milioni per il trenino di Bologna, usarlo per regali ad amici e parenti, dirottarne il 70% al fantasmatico Ponte di Messina in cui si è perso già un miliardo di euro.
Il PNRR era stato fortemente voluto da Conte in serrate discussioni in ambito europeo, dopo la pandemia, per risollevare le sorti economiche del nostro Paese, ed era finalizzato alla nostra ripresa economica, alla sanità, al recupero ambientale e alla scuola. Ma di questo con la Meloni non si è visto nulla.
Giorgetti in tre anni non è riuscito non solo a fare il più piccolo piano economico ma non ha nemmeno avuto la più pallida idea su come rilanciare l’economia (Conte almeno aveva introdotto il reddito minimo per salvare i più poveri e aumentare i loro acquisti facendo girare ‘economia-con la Meloni i troppo poveri sono arrivati a sei milioni – aveva protetto i diritti del lavoro, e con il Super Bonus aveva alzato il PIL del 13,2 % incentivando l’edilizia. Questi: niente! Non sono stati capaci nemmeno di utilizzare i fondi europei. Hanno aumentato i poveri, hanno eliminato il reddito minimo, unici tra i 27 Paesi europei, hanno tagliato lo stato sociale, peggiorato l’assistenza sanitaria pubblica, abbandonato al degrado la scuola, ignorato il territorio. Peggio ancora, hanno permesso aumenti esorbitanti delle bollette, peggiorando sia i costi delle famiglie che i costi energetici delle imprese, esentando da tassazione gli extraprofitti plurimiliardari di banche e società energetiche (per un totale di 140 miliardi), mentre nel contempo salari e pensioni si abbassavano sempre più in valore reale e diventavano i più bassi dei Paesi europei che contano.
Davvero non so oggi con quale faccia il Ministro Giorgetti si presenti in televisione vantando la speranza di un futuro incremento di un misero 0,5 mentre la sua leader ha appena accettato senza fiatare i dazi americani al 15% e ha firmato all’Aia, insieme al vergognoso Pd, un devastante accordo per cui l’Italia, per portare in dieci anni la spesa militare annua dagli attuali 35 miliardi agli oltre 100 miliardi, cioè per triplicarla, dovrà reperire ogni anno in manovra nuove risorse finanziarie nell’ordine dei 6-7 miliardi, ogni anno per dieci anni. Questo si traduce in un impegno cumulativo decennale di spesa di quasi 700 miliardi di euro.
Il PNRR prevedeva sei comparti di azione: Digitalizzazione (mai fatta), innovazione (mai vista), competitività (le nostre aziende sono al momento le più svantaggiate d’Europa), cultura (con gente come Giuli o Sangiuliano o Santanchè la vedo dura), Rivoluzione verde (e quando mai?), e transizione ecologica (l’acquedotto perde il 45% e le Dolomiti franano e agli alluvionati emiliani non è arrivato un euro).
Infrastrutture per una mobilità sostenibile (I treni arrivano con 5 ore di ritardo)
Istruzione e ricerca (i ricercatori scappano all’estero, si chiudono le scuole e si eliminano le borse di srudio)
Inclusione e coesione (i lager in Albania e i blocchi alle navi ONG)
Salute (40.000 medici sono andati in pensione senza essere reintegrati, mancano gli infermieri, i pronto soccorso sono peggiorati, ci vogliono mesi per avere una risonanza, hanno eliminato posti letto, mancano 3.674 specialisti ambulatoriali e 20.500 dirigenti medici.
Il 30 giugno 2026 il PNRR si chiude.
Grazie agli sforzi di Conte, ammontava a 225 miliardi di euro. Questo importo è composto da 194,4 miliardi di euro provenienti dal dispositivo europeo NextGenerationEU (fondi europei di cui 68,9 miliardi a fondo perduto e 122,6 miliardi in prestiti al tasso molto molto basso dello 0,09 per cento) e da 30,6 miliardi di euro del Piano Complementare, finanziato dallo Stato italiano.
Il programma elettorale della Meloni prevedeva anche
Politiche per sostenere la natalità (bonus bebè, sostegni economici alle famiglie). La Meloni ha invece aumentato le tasse sui prodotti per l’infanzia senza aumentare gli asili o gli aiuti alle madri, e le nascite sono diminuite di 23.000 unità, registrando il recod minimo mentre avanza la chusura dei consultori.
Blocco dei flussi migratori irregolari via mare (“stop alle navi ONG”). Fallimento totale: gli arrivi sono stati 280.000 mentre la Meloni annuncia l’accoglienza di altri 500.000 e ha buttato quasi un miliardo nella costruzione del grottescco lager albanese che finotra è servito solo a rimpatriare una decina di migranti.
Almeno Conte aveva cercato di migliorare i rapportii con i governi costieri africani per limitare le partenze. Con questo governo abbiamo dovuto vedere persino il Ministro degli Interni Piantedosi respinto come indesiderabile dal governo libico.
Inoltre Conte si era battuto con tutte le forze per far accettare ai nostri soci europei la redistribuzione dei migranti sbarcati in Italia. Con la Meloni il tentativo è stato dal tutto abbandonato e quando si parla di migranti non viene nemmeno invitata.
Lotta alla criminalità organizzata. Qui siamo alla burletta. Non solo il Ministro della Giustizia Nordio ha depenalizzato i reati dei colletti bianchi, ha imposto leggi inique, violentando la Costituzione, ha scardinato tutte le buone leggi penali introdotte da Bonafede, ha inventato 40 nuovi reati che violano i diritti umani, ma ha anche cacciato dalla Commissione antimafia Scarpinato e di Di Matteo, che sono due famosi magistrati antimafia, mentre non passa giorno che qualche esponente dell’attuale governo non sia accusato di corruzione o associazione mafiosa e lo stesso Ponte di Messina, tanto voluto da Salvini, non fa che arricchire la mafia siciliana assieme alla ‘ndrangheta calabrese.
Sostegno alle imprese italiane e alla produzione nazionale (“Made in Italy”). Non so proprio come ciò potrebbe essere, visto che la burocrazia non è stata semplificata, che i dazi di Trump sono stati accettati senza dire una parola, che i nostri prodotti all’estero non sono difesi e che abbiamo accettato di comprare il gas americano al triplo del suo costo.
Lasciamo perdere i progetti per il cambio climatico di cui non vediamo traccia.
E stendiamo un velo pietoso sui non interventi del nostro governo sulla guerra ucraina o la strage palestinese con in più un Ministro della guerra che fa affari proprio con le armi, trasgredendo al minimo divieto sul conflitto di interessi.
In sintesi: Il programma di Meloni nel 2022 ruotava attorno ai concetti chiave di sovranità nazionale, difesa dell’identità tradizionale (famiglia, valori cristiani), controllo dell’immigrazione, politiche per la natalità, patriottismo economico e un conservatorismo sociale forte, uniti a un euroscetticismo pragmatico e a un fermo sostegno all’Occidente e alla NATO in politica estera.
Questi temi, presentati con uno slogan semplice come “Italia e Italiani prima di tutto!”, contribuirono alla vittoria elettorale che portò Giorgia Meloni a diventare la prima donna Presidente del Consiglio in Italia.
Ma come si vede tutti questi propositi sono finiti nella spazzatura. Infelici coloro che non lo vedono e infelicissimi quelli che devono patire di danni delle loro scelte!
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Grazie di esistere Vivi … il tuo comm. merita di essere copiato
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92 minuti di applausi !!!!! Ma qualche elettore di destra un bel giorno si sveglierà?
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Come Italiano, che ama il suo paese, vorrei che tu avessi raccontato un sacco di balle. Invece purtroppo sono tutte amare verità, nascoste dalla Cialtronaaaaaa dietro il suo sipario da opera buffa, in cui solo lei ride, con i complici che compongono il suo squallido coro. Ma sapete che, a parte alcuni paesi dell’Est, il famigerato spread di cui vanta il ribasso, è superiore, con il suo 84, a quello del Portogallo (42) e, udite udite a quello della Grecia (66)? Cialtronaaaaaa!
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Viviana Vivarelli, l’unica persona al mondo che scrive 25 ore al giorno.
No ma veramente, Viviana, scrivi un pippone del genere come commento ad un articolo?
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Più guardo le foto di Gioggia con l’aria soddisfatta, e più mi ricorda Moana Pozzi.
Tanto fanno un mestiere simile, no?
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una però aveva dignità
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Nessuna somiglianza La Meloni è una sciagura, ma i giornali non la criticano, anzi leggiamo elogi sperticati e perfino ridicoli. quindi nessuna somiglianza di alcun genere con la Pozzi in epigrafe ritratta.
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non offendere Moana ,che oltre ad essere strafiga aveva un cervello lucido e pensante.
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Ma veramente! Alla donna-madre-cristiana sarebbe piaciuto tanto essere un mignolo della Pozzi. Un unghia del mignolo, toh! Con tutto che la Pozzi lo faceva per mestiere e ci sapeva fare un botto, mentre la sGarbatella carciofara ancora soffre per tutte le volte che nonno Scilvio le ha intimato di tapparsi la boccuccia-di-rosa e chinarsi per leccare per terra dove lui diceva, stando dietro per non fargli fare brutta figura. È proprio una che esiste per un unico scopo: la rivalsa, la vendetta come unico desiderio di essere ricordata. Fa figure di 💩 pure di essere menzionata. Pensa che condizione di vita miserabile… Per la serie “bene o male non importa, purché se ne parli!” Siamo a un livello davvero d’una tristezza indicibile. 😟
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Sapevi che Baby Moana, ovvero la sorellina della Pozzi, dopo avere fatto la pornodiva anche lei, è andata a lavorare in un reparto di maternità in un ospedale francese?
Dal c…o al biberon, ciclo completo 😀 ❤
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e con ciò? Ognuno vive con quello che ha ,tu sicuramente sei uno strozzino : nelle migliori delle ipotesi.
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Tornata a casa, Meloni lady di ricotta fradicia è stata la più attiva nell’Ue nel sostenere la linea del cedimento a Trump, contro il parere di quanti (non solo Macron) volevano “usare il bazooka” contro i dazi Trump .
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Cialtronaaaaaa!
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