Dal Senegal al Mali, la Francia rimuove gli eserciti e termina i suoi due secoli di influenza. Via libera ai nuovi padroni: la Cina, la Russia e la Jihad

(Domenico Quirico – lastampa.it) – A forza di non morire c’è sempre qualcosa da raccontare. Per esempio la ritirata, la fuga dei francesi dall’Africa. Dopo due secoli di soperchierie, saccheggi e massacri fisici e culturali era ora che la FranceAfrique sparisse come merita, senza patetica cerchia di piangenti e senza nessuna benedizione. Ricordate De Gaulle: la Francia senza l’Africa è un paesuccio, una potenza di terzo ordine? Bene. Adesso è certificato, la profezia è, finalmente una realtà! Il Generale aveva inventato una geniale, finta decolonizzazione, finte indipendenze accovacciate sotto il consueto tran tran: Parigi comanda gli altri obbediscono. Finito. Defunto. Anche i trinceristi patetici ma tignosi (e pericolosi) dei rimasugli di Grandeur dovranno rassegnarsi.
Le colonie di quella che un tempo era l’Africa equatoriale francese, con il ritiro dal Senegal del contingente militare che presidiava le eventuali mattane dei sudditi, sono uscite dalla Storia. Restano alcuni dettagli di questa indelicata “fraternité’’ in via anch’essi di liquidazione: il francese sostituito con le lingue locali e, ultimo e definitivo, la abolizione del franco Cfa con cui Parigi ha messo un nodo scorsoio attorno all’economia di questi eterni poveri. Ci vorrà tempo ma accadrà.
Restano due francobolli: il Gabon e Gibuti, giusto per mandare la Legione a perfezionare l’abbronzatura. In Africa, in Algeria, i francesi di Luigi Filippo erano arrivati nel 1830 facendosi largo a furia di massacri, l’anticipazione di un metodo. È una fine senza gloria, miserabile come la Storia che qui è stata scritta e riscritta a gusto e comodo dei padroni, un mondo di violenza che ha ritmato instancabilmente la distruzione di tutto ciò che esisteva prima. Non ci sono date da stampare sulle bandiere o le lapidi, o i macroniani filari di parole da pronunciare, perché non c’è nulla da dire su una sconfitta così totale.
Nessuna potenza coloniale, neppure il Portogallo che pure era anch’esso un Paese del Terzo mondo, ha sottosviluppato l’Africa con la astuta metodicità, la ferocia predatoria, l’arroganza razzista della Francia. Il tutto ben nascosto sotto l’ipocrisia più sfacciata. Gli ultimi a seppellire le rodate bugie dei presidenti di destra e di sinistra, Mitterrand, Chirac, Sarkozy, Hollande, Macron, sono stati i senegalesi. Il Senegal, il fedelissimo Senegal! dove è stato creato “l’evolué’’ da manuale, il suddito obbediente, integrato, più francese dei francesi replicato mille volge, Senghor, il presidente poeta. Ormai quei sudditi non esistono più, le nuove generazioni hanno compreso a caro prezzo che bisogna cacciar via i “monsieur afrique’’e i loro soci in affari, i collaborazionisti travestiti da presidenti “democratici’’ con cui si faceva a metà del bottino. Arriveranno altri ladroni, certo, i russi, i cinesi, ma ora lo sanno, hanno scoperto il gioco, saranno loro a dettar le regole. E questo vale anche per le seduzioni dei vari Piani Mattei, delle interessate carità firmate Unione europea.
Quello che resta di questa “fraternité’’ francese è un giudizio senza appello: Paesi afflitti dalla carestia e dalla guerra, l’eredità voluta di faide tribali ed etniche, moltitudini di migranti disperati, jihadismi, da Al Qaida all’Isis, che punteggiano le carte del Sahel di califfati, i soldati russi nei fortini della Legione, e i cinesi che esercitano, per ora, il loro imperialismo degli affari e delle materie prime. L’eredità francese è anche una avversione radicata e profonda verso i bianchi che coinvolge tutto l’occidente, considerato corresponsabile dello sfruttamento e del predominio di classi dirigenti corrotte e feroci.
Ad approfittare di questa colossale bancarotta storica e politica sono i jihadisti che applicano ora nuove ambiziose tattiche come isolare e assediare le città. Nel Mali i miliziani del “Gruppo di sostegno all’Islam e ai mussulmani”, la branca saheliana di Al Qaeda, sta svuotando metodicamente decine e decine di villaggi. Accusati di aver collaborato con l’esercito tutti gli abitanti, uomini donne bambini, devono andarsene. I nomi non ci dicono niente: Kassa Berda, Kassa Saou, Darou, Beledaga Dagodji… Non esistono più: vuoti, abbandonati, l’aria ronza, la sabbia si arroventa, in una luce e in un silenzio che grida. Dagodji era un bel villaggio, grazie ai soldi degli emigrati c’era una scuola, un serbatoio dell’acqua: è scomparso. A Talataye al mercato del sabato venivano allevatori e commercianti da tutto il Sahel. I combattenti dello Stato islamico del grande Sahara «hanno bruciato tutto per costringere gli abitanti a partire. Anche gli uccelli», dicono, sono scappati da Talataye…
I fuggiaschi sono almeno 700 mila, tutta l’architettura territoriale del Mali sparisce. I gruppi jihadisti impongono le loro leggi: sharia, tassazione, emiri. Un amico fuggito da Dagodji mi annuncia: ho tenuto le chiavi di casa mia. Un giorno tornerò per ricostruire… Nel 1948 i palestinesi si affidavano alla stessa speranza…
Ogni villaggio che diventa un fantasma senza uomini è un frammento di memoria che scompare, tradizioni, racconti, riti funebri, le feste del raccolto e della semina… Ecco che cosa hanno lasciato due secoli di fraternità francese.
Francesi, inglesi e portoghesi hanno iniziato a seviziare l’ africa qualche secolo fa, con le tratte degli schiavi.
E poi tutto il resto. Ora tu dici, riferendoti a Cina e Russia, che arriveranno dei nuovi ladroni a sostituire quelli vecchi. Magari risulterà che hai anche ragione ad esprimerti così, non voglio contrariarti; dico solo che sarebbe prudente aspettare due-trecento anni prima di stilare sentenze o fare paragoni.
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Il dopo è sempre una grande incognita.
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Quirico benevolo la chiama influenza: si tratta di colonialismo con ritorni economici indiscutibili per la grandeur de France.
Quando Di Maio era ancora un essere rispettabile ancorché evidentemente falsamente parlò e denunciò una moneta falsa che circolava in modo surrettizio in certi paesi africani comportando introiti non dichiarabili per i nostri cugini e fu l’ inferno in terra … ma era solo la verità che com’è noto fa male ,tanto tanto male.
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“Restano alcuni dettagli di questa indelicata “fraternité’’ in via anch’essi di liquidazione: il francese sostituito con le lingue locali e, ultimo e definitivo, la abolizione del franco Cfa con cui Parigi ha messo un nodo scorsoio attorno all’economia di questi eterni poveri. Ci vorrà tempo ma accadrà.”
Dettagli?
C’è ancora il Cfa e sono dettagli?
Li tengono ancora per le p_lle, altrochè.
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Peraltro la Francia andò in Algeria per spazzolare via i pirati berberi che rapivano persone in tutto il Mediterraneo, non era una cosa del tutto volontaria da parte loro.
Ad ogni modo, non penso proprio che sostituire la Franza con Boko Haram sia un progresso per quella gente.
I russi per ora sono interessati più che altro a fare la guardia alle miniere. I cinesi sono ancora poco presenti sul territorio.
Il paese più colpito è il Burkina Faso, l’anno scorso ha avuto centinaia di soldati uccisi da questi bastar.di jiadisti.
Sono nazioni deboli, bisogna ricordarselo.
Il Chad, per esempio, ha mandato via E richiesto poi i francesi in diverse occasioni nell’arco degli ultimi decenni.
Difficile che potranno cavarsela da soli adesso contro i criminali islamisti.
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Mali, Burkina Faso e Niger hanno scritto al Consiglio di sicurezza dell’ONU per denunciare l’ingerenza ucraina in Mali.
https://www.nigrizia.it/notizia/ucraina-tempesta-sabbia-mali-russia-sahel-video
Le bande di terroristi se le fanno in casa le armi?
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Non è una novità nemmeno questa visto che molte armi sparite in Ucraina riappaiono in altre parti del mondo, incluso il Messico dei cartelli Narcos. 2 ucraini vennero uccisi tempo fa in uno scontro a fuoco con la polizia.
Gli ucronazi erano presenti anche in Siria e hanno contribuito ad annientare una colonna della Wagner in pattugliamento antiguerriglia in Africa.
Purtroppo non fanno danni solo in Ucraina.
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Come al solito gli ucraini sono il male assoluto, quando invece i governi in Africa li rovesciano i russi (tramite Wagner/Africa corps) lo fanno per il bene dell’umanità…
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Se i russi vengono invitati dai governi locali penso che abbiano più merito di starci degli islamisti potenziati dai naziucraini.
Non scomodarti troppo a dimostrarti il cugino educato di ED.
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Sostituisci governi locali con ribelli locali…
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ma non hanno di meglio a cui pensare? Gli urocraini intendono diventare un paese colonialista prima di pensare ai problemi a casa loro ?
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