
(di Antonello Caporale – ilfattoquotidiano.it) – Ciascuno leghi alle parole un volto. Chi ha parlato del pericolo di una grande “sostituzione etnica” ai danni della nostra identità? E chi organizza da sempre in Parlamento la resistenza contro l’“invasione incontrollata” magrebina? E chi ha ipotizzato perfino il blocco navale pur di fermare gli ingressi indesiderati? Giorgia e ancora Giorgia e ancora Giorgia. La destra televisiva e quella governativa unite nel fronte della fermezza. Meno immigrati cioè meno delinquenza, cioè meno caos. Semplice, lineare, ragionevole. Poi però la realtà si intestardisce a rendere incredibile ciò che ritenevamo certo. Esempio? Questo governo ha valutato che servano almeno 500 mila nuovi immigrati nei prossimi tre anni, e almeno 164 mila di essi solo nel 2026. Saranno braccia soprattutto dall’Africa. Nere come il carbone. Braccia per sostenere l’agricoltura, come chiedono le associazioni sindacali e padronali (anche di destra), per dare possibilità all’industria pesante di effettuare i turnover, per offrire alle famiglie badanti e baby sitter a buon prezzo.
Giorgia Meloni, quella del pericolo della imminente sostituzione etnica, ha firmato col decreto flussi, come ha ricordato Tito Boeri, ex presidente Inps, il più alto numero di ingressi per anno nel nostro Paese. Ha addirittura fatto meglio di Silvio Berlusconi, che pure era stato di manica larga, (147 mila ingressi autorizzati). Il dire è una cosa e il fare è dunque un’altra. E così quei mollaccioni di centrosinistra, inchiodati dall’accusa di aprire porte e finestre agli africani perdigiorno, risultano incredibilmente assai più severi nel registrare gli ingressi. Il governo di Enrico Letta ne accettò 48 mila, quello di Matteo Renzi addirittura 14 mila, e Paolo Gentiloni premier ne autorizzò 31 mila. Tra il dire e il fare c’è sempre dunque un mare di mezzo. E le vicende dei due governi Conte portano esattamente a riferire che la sinistra, ops, è assai più rigida della destra. Il secondo governo Conte, quello col Pd e gli altri di sinistra, riduce di un terzo gli ingressi autorizzati dal primo Conte, quello con Salvini.
Domanda: e la più grande sanatoria di irregolari residente in Italia da chi fu fatta? Lui, Silvio Berlusconi, insieme a Umberto Bossi e Gianfranco Fini firmarono il più vasto reclutamento di forza lavoro illegale: 647 mila regolarizzazioni. Tra il dire e il fare.
ahahhahhahahhhahaahhaahha…!
"Mi piace""Mi piace"
IO SONO LA DESTRA: ODIO IL DIVERSO – Viviana Vivarelli
Il motto costitutivo delle destre è l’odio contro il diverso. Può essere un diverso etnico, economico, religioso, di genere sessuale o altro ma è il collante che funziona meglio con i scarsi di cervello che ragionano con la pancia, per cui hanno più tendenza a pensare con istinti viscerali che con pensieri razionali. Non per niente il cervello rettile fu il primo a svilupparsi 40.000 anni fa e comanda: sesso, cibo e difesa del territorio. Molti sono ancora lì. Mi riconosco nell’odio. Il diverso è il mio nemico. Odio, dunque esisto.
Il modo migliore per consolidare un popolo e renderlo innocuo verso i suoi pessimi governanti è coalizzarlo contro un nemico.
La prima bandiera elettorale della destra è stata la cacciata dei migranti, aizzando il razzismo implicito o esplicito di gran parte degli Italiani. Poveri contro più poveri. Nord contro Sud. Italiani contro migranti. Uomini contro donne. Maschi contro gay.
Vannacci, (e ora sembra anche Marco Rizzo) sono ancora lì, al cervello rettile, il più primitivo e meno sviluppato, quello che Hitler seppe manovrare così bene per 12 anni, manipolando in forma regressiva il popolo che aveva dato al mondo i massimi geni del pensiero razionale e trasformandoli in automi consolidati dall’odio.
L’odio al migrante è stato il manifesto di Berlusconi come della Meloni, di Salvini come di Vannacci. È sempre stato funzionale e ha corrotto anche la cosiddetta sinistra visto che, in tanti decenni, alle dichiarazioni di intenti non sono mai seguiti i fatti (vedi lo ius scholae o il conflitto di interessi o il dichiarato pacifismo sfociato nel recente voto al riarmo).
Per la Lega è stato anche inizialmente l’odio al meridionale equiparato al negro, prima che crollasse il mito della Padania per l’acquisto del voto anche al Sud, come terreno di caccia in cui associarsi ai predatori già installati, mafia, camorra e ‘ndrangheta.
La lotta ai non autoctoni (stanziali da lungo tempo) è pure il manifesto urlato di Trump che si propone di cacciare dagli Stati Uniti chi non è americano, sfidando il grottesco, visto che i veri Americani sono meno di 4 milioni di discendenti dei nativi pellerossa: Cherokee, Navajo, Sioux e Chippewa. Meno di 4 milioni su un totale di 340 milioni di abitanti.
Per cui, per applicare i suoi urlati alla lettera, bisognerebbe estradare 336 milioni di persone. Ovviamente Trump non intende questo, vuole solo manovrare l’odio razziale per avere voti dalla parte più retriva e reazionario del Paese, specie quella agraria delle country più conservatrici e arretrate che spesso sono già plagiate da chiese Battiste, Pentecostali e Metodiste, basate su un Fondamentalismo biblico con interpretazione letterale delle Scritture, opposizione all’aborto, all’eutanasia e al matrimonio omosessuale, difesa della famiglia tradizionale di tipo patriarcale, scetticismo verso teorie scientifiche come l’evoluzionismo (preferito il creazionismo biblico), voto repubblicano. In genere sono comunità chiuse, conservatrici, poco aperte ai mutamenti dei tempi, in cui si sceglie l’istruzione religiosa per evitare influenze “liberali” e si rifiuta la cultura moderna, il woke, il mondo LGBTQ ecc.
Nelle contee più conservatrici degli USA, la religione (soprattutto evangelica) è strettamente legata all’identità culturale e politica, con un forte impatto sul voto e sullo stile di vita.
Per realizzare il programma di Trump bisognerebbe cominciare con l’estradare Elon Musk, sudafricano (nato a Pretoria), di cittadinanza canadese e diventato cittadino americano solo nel 2002.
Lo stesso Trump è figlio di padre tedesco e madre scozzese. Non sembra che abbia nelle vene sangue cherokee o navajo.
Ma ovviamente la caccia al diverso è una grande fuffa che va avanti da millenni, usata come strumento di governo per sfruculiare gli istinti più insani e animaleschi dell’essere umano, utile a stornare la rabbia popolare da quello che dovrebbe essere il suo oggetto reale di avversione: i cattivi governi.
Poi, nei fatti, i programmi elettorali sono immediatamente disattesi dai nuovi eletti. Il nostro meloniano attuale può dirsi fiero di aver rovesciato tutti i punti del suo programma: la condanna del PNRR è stato il suo proseguimento, la difesa dello stato sociale la sua distruzione, l’attacco al reddito minimo ha annullato la difesa dei più poveri che pure faceva parte del programma sociale della destra, il garantismo ha fatto fuori il giustizialismo, il clientelismo ha ucciso il merito, le accise sono aumentate, le tasse alla classe povera e media sono aumentate mentre sono diminuite o sparite quelle a banche, società energetiche, multinazionali e oligarchi, e ovviamente la cacciata dei migranti si è trasformata nella chiamata dei migranti stessi. Tutto a rovescio.
Il fatto pratico è che gli stessi imprenditori che mettono le destre al potere con l’arma della guerra ai migranti hanno poi bisogno di mano d’pera a basso costo che tenga anche bassi salari e stipendi deprimendo i diritti del lavoro sia economici che sociali. Un sistema basato sullo schiavismo e non sulla competitività per merito richiede sempre nuovi schiavi. Era il “sistema Draghi”, quello che Draghi stesso con enorme ipocrisia ha confessato essere un sistema sbagliato. Rendere competitive le imprese italiane non migliorandone l’efficienza operativa con innovazioni e marketing, riduzioni fiscali e abbassamento delle spese energetiche o riduzione del carico burocratico, ma nel modo più brutale possibile: abbassando il costo del lavoro e tranciando i diritti dei lavoratori.
Ecco dunque le urla isteriche di Vannacci o Lollobrigida che delirano di “sostituzione etnica” e di “identità ariana” e poi arriva come se nulla fudesse il decreto flussi della Meloni che apre le porte a 500.000 migranti!!
Ma per la legge che i deficienti la coerenza non sanno nemmeno dove sia sennò non sarebbero deficienti, gli elettori della destra mandano giù la contraddizione reale come se non esistesse e continuano a votare secondo il loro odio e non secondo i fatti.
Dov’è finito il blocco navale? La caccia agli invasori in tutto il globo terracqueo? La purezza della razza da difendere? Dov’è finito il parallelismo Immigrazione= delinquenza?
Nella mente semplice entra solo un’idea. Per la realtà opposta che distrugge quell’idea non c’è spazio. L’illusione virtuale distrugge la realtà sostanziale.
Così la Meloni vince le elezioni predicando il razzismo, poi la stessa con il decreto flussi, permette il più alto numero di ingressi per anno mai fatto nel nostro Paese. Meglio di Berlusconi, che pure ha fatto lo stesso giochetto, ha appoggiato il razzismo della Lega e poi, con Bossi e Fini, ha regolarizzato 647.000 migranti.
Come stanno le due cose insieme? Non stanno.
Letta ne accettò 48 mila, Renzi addirittura 14 mila, e Gentiloni 31 mila. E non predicavano il razzismo!
Nei due tanto deprecati Governi Conte, nel primo (2018-2019): non ci fu nessuna regolarizzazione generale, anzi, le politiche furono più restrittive; nel secondo (2020) ci fu una regolarizzazione parziale (circa 100.000 persone su 207.000). Tra l’altro Conte cercò di fare patti con i governi di alcuni Paesi africani di partenza come la Libia, mentre al Ministro Piantedosi non è stato concesso nemmeno di sbarcare dall’aereo ed è stato respinto come persona non gradita
Credete che l’elettore di destra se ne sia accorto?
Credete che anche dirglielo serva a qualcosa?
"Mi piace"Piace a 2 people
No, ovviamente non gli importa; ma non capisco comunque: non mi dirai che hai scritto tutto ‘sto post solo per commentare l’articolo di Infosannio?
"Mi piace"Piace a 1 persona
Non mi dirai che hai letto tutto il suo post? Non ti risponderà, non risponde a nessuno, non si confronta con nessuno. È una grafomane.
"Mi piace"Piace a 1 persona
Un milione di migranti in 5 anni…
Il giornale francese LES ECHOS parla di un milione di migranti:
500 mila nel decreto di cui parla, nell’articolo, Antonello Caporale a cui vanno aggiunti altri 450 mila già deliberati negli anni precedenti eventi (in particolare si tratterebbe di regolarizzazioni -tra il 2023 e il 2025- per i clandestini già presenti sul territorio italiano).
Il governo Meloni sarà così quello che ha consentito l’ingresso del maggior numero di stranieri in Italia.
La retorica della coalizione di destra al potere continua a criticare l’immigrazione ma le esigenze del mercato del lavoro stanno costringendo il governo ad accogliere quasi un milione di lavoratori extracomunitari durante l’attuale legislatura (2022-2027).
https://www.lesechos.fr/monde/europe/en-italie-meloni-ouvre-les-portes-a-500000-travailleurs-etrangers-supplementaires-2174152
"Mi piace""Mi piace"