(Tommaso Merlo) – Putin ha raccontato che i presidenti americani passano dal suo ufficio pieni di idee, poi dopo qualche giorno arrivano altri personaggi in vestito scuro e dicono come stanno davvero le cose. È lo “stato profondo”, la potente burocrazia e i servizi segreti e le lobby che tengono al guinzaglio la politica come quella delle armi e quella sionista. E sta succedendo anche a Trump. Eletto a furor di popolo per ridare potere ai cittadini, sta facendo la fine di Biden. Anche a livello di salute mentale. Dopo aver promesso la pace nel mondo, Trump fa l’ennesima giravolta in Ucraina e annuncia nuova contraerea e nuove sanzioni. A conferma di come un conto sia la politica teatrante, un altro lo “stato profondo” che da decenni combatte con la Russia attraverso la Nato. L’Ucraina è solo un utile idiota, l’obiettivo americano e delle sue colonie europee è da sempre Mosca, è far fare a Putin la fine di Saddam e di Gheddafi per saccheggiare le risorse naturali russe e per piazzare basi militari alle spalle della Cina che rimane l’obiettivo ultimo del malconcio impero occidentale. Ed è esattamente in questo modo che Putin vede la guerra in Ucraina, come una minaccia esistenziale, come una tappa dell’espansione ad Est della Nato dopo una miriade di promesse tradite, allo scopo di ottenere la sua testa e soggiogare la Russia. Un piano di lungo periodo, portato avanti dallo “stato profondo” a prescindere da chi governa. I politici fanno teatro, ma a comandare sono quelli col vestito scuro che dice Putin. Lo si vede anche da noi, dove si susseguono elezioni e governi ma guerre e riarmi proseguono a prescindere dai risultati elettorali e alla faccia della volontà popolare. E se l’obiettivo dello “stato profondo” è Mosca, quella in Ucraina è solo una guerra intermedia che in un modo o nell’altro continuerà e anche in altri paesi. Il conflitto ucraino serve ad impegnare la Russia in un conflitto lungo un fronte di mille chilometri e quindi logorarla in vista dello scontro decisivo. Ed oltre ai deliri geopolitici coloniali, lo “stato profondo” occidentale è motivato dagli immensi profitti che garantisce la guerra. L’Ucraina è un immenso affare che ha permesso di svuotare i magazzini occidentali e lanciare il più grande riarmo della storia per riempirli di nuovo. Ma nella tragedia del popolo palestinese, lo “stato profondo” sta agendo in maniera ancora più perversa. Jeffrey Epstein è un agente del Mossad, un pedofilo pregiudicato che dal niente ha accumulato immense fortune a furia di ricattare la crema americana. Flotta privata, isole, ville e palazzi tra cui quello a New York dove ha vissuto l’ex premier israeliano. Location che Epstein aveva riempito di telecamere per ricattare le sue vittime fino al giorno in cui muore misteriosamente in carcere. Un suicidio per la stampa mainstream, un omicidio per il resto del mondo. Ma il punto è che la rete ricattatoria di Epstein è stata usata dei servizi segreti israeliani per influenzare la politica americana. Una sorta di operazione segreta della lobby sionista per piegare ancora di più gli Stati Uniti ai propri deliri coloniali in Medioriente. E è per questo che né Biden né adesso Trump fanno luce sulla vicenda, perché riguarda lo “stato profondo”. Che nei video vi sia anche Trump con giù i pantaloni può darsi, ma se fosse solo quello allora Biden avrebbe mandato i video compromettenti ai giornali di persona per far fuori il suo rivale. Ed invece Biden ha secretato la vicenda screditandola a mero complottismo, mentre Trump l’ha cavalcata come emblema della perversione del sistema e dell’ipocrisia delle élite. Oggi gli uomini di Trump sono a capo dell’FBI e dello stato americano, ma con una giravolta impressionante hanno deciso di coprire e negare tutto. E questo mentre una certa Ghislaine Maxwell socia di Epstein nel traffico di minori, è in carcere con una condanna a vent’anni. Ci sono quindi pedofili e trafficanti, ci sono centinaia di ragazzine abusate e rovinate a vita, ci sono le location ed indizi da vendere, eppure viene impedito di fare piena luce sulla vicenda. E questo perché dà fastidio allo “stato profondo” e gli uomini in vestito scuro che ha descritto Putin sono andati da Trump a spiegargli come devono andare le cose soprattutto in tempi in cui i sionisti sono in gravi difficoltà. La base Maga è in rivolta e secondo alcuni Trump potrebbe non sopravvivere questo ennesimo tradimento, ma comunque vada a finire la parabola dell’ennesimo fantoccio presidenziale, lo “stato profondo” continuerà a comandare il democratico Occidente all’insaputa di quello che un tempo era il popolo sovrano. O almeno lo farà fino al giorno in cui il popolo comprenderà l’epocale inganno e si riprenderà le redini.