L’allora leader del Pd fermò il patto voluto da Emiliano

(di Wanda Marra – ilfattoquotidiano.it) – Non volle correre in coalizione con i Cinque Stelle e disse no anche alla desistenza nei collegi: la scelta di Enrico Letta per le politiche del 2022 fu netta. Al nord, come al sud. La storia è nota, ma oggi anche fonti vicine all’ex segretario del Pd la raccontano da un’altra angolazione: ogni tentativo di alleanza elettorale si chiuse non tanto (o non solo) perché il Movimento non votò la fiducia a Mario Draghi, ma perché Letta non intendeva coalizzarsi con chi non era d’accordo sulla linea di sostegno all’Ucraina. A tornare su quelle convulse giornate dell’estate del 2022 è stato il presidente della Puglia, Michele Emiliano, che mercoledì in un dibattito con Antonio Padellaro (che poi ieri l’ha scritto sul Fatto) ha raccontato come, dopo il sì di Giuseppe Conte e Beppe Grillo, cercò di convincere Enrico Letta agli accordi nei collegi. Ricevendo un netto rifiuto. Dice Emiliano: “Con un’intesa del genere avremmo potuto pareggiare le elezioni con la destra e forse avremmo anche potuto vincerle”. Parole pesanti, che Letta non smentisce. Emiliano poi l’appello lo lanciò lo stesso in un’intervista al Fatto prima delle elezioni: “Facciamo confluire i consensi nei collegi, non importa se su noi o su Conte”.
Le divergenze tra Letta e Conte nei mesi erano state pesanti: sull’aumento del 2% del Pil nel 2024 per le spese militari si era consumata una rottura palese. E poi, il leader del Movimento, dopo aver approvato il primo decreto con cui si autorizzava l’invio di armi all’Ucraina, già nel maggio del 2022 diceva che avrebbe detto no a nuovi invii. Per Letta, la linea del Piave. Ma nella sua scelta non era da solo. Il 20 luglio, il giorno della sfiducia a Draghi in Senato erano riuniti in una sorta di war room, insieme a lui, il fedelissimo Marco Meloni, i ministri Lorenzo Guerini, Dario Franceschini, Andrea Orlando. Tutti concentrati sul convincere Conte a cambiare idea sul voto. Il 26 fu tutta la direzione del Pd a votare la relazione del segretario, scelta di non allearsi con il Movimento compresa. Per la desistenza nei collegi si continuò a lavorare. Il Pd del Nord era però contrario: si aspettava l’alleanza con Calenda, anche quella poi fallita. A Sud tra gli altri ci provò – inutilmente – fino all’ultimo anche Francesco Boccia. Emiliano ha lanciato accuse anche più gravi: “Sono convinto che la volta scorsa abbiamo perso le elezioni perché si è deciso a tavolino di far vincere Giorgia Meloni”. La premier era su posizioni convintamente filo-Ucraina. E così riecheggiano le parole di Gustavo Zagrebelsky in un’intervista a Micromega del luglio 2022, sulle vere ragioni dell’anatema della dirigenza del Pd contro i 5S: la ragione non risiederebbe nella caduta del governo Draghi, “ma nel fatto che su alcune questioni di politica estera e di politica militare il Movimento abbia assunto posizioni leggermente autonome rispetto al blocco Nato-Europa atlantica-Stati Uniti”.
Dopo la rottura, Conte e Letta non si sono praticamente più visti. Eppure Letta era diventato segretario sulla linea Bettini-Franceschini, quella dell’“amalgama” Pd-5S. Il rapporto tra i due iniziò ad incrinarsi in occasione dell’elezione del presidente della Repubblica: Letta ha sempre sostenuto che non era vero, come affermato da Conte, che c’era l’accordo su Elisabetta Belloni. E non aveva gradito il vertice dell’avvocato con Matteo Salvini. La vicenda fa parte del passato, ma la questione è quanto mai attuale: Pd e 5S continuano a dividersi sulla politica estera. Anche se nel frattempo al Nazareno è arrivata Elly Schlein.
“..ma la questione è quanto mai attuale..”
Non capisco perché Wanda Marra si ponga tale problema quando non lo è per i vertici del partito (di Conte) e nemmeno per gli elettori (idem).
La cottura è al punto giusto.
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Il problema invece c’è, eccome se c’è! E si risolve nell’unico modo in cui può essere risolto: usando il cervello… prima ancora del cuore o dell’emotività, per così dire. Per cominciare: qual è il problema principale da risolvere oggi in Italia?? Un governo che pare essere, anzi lo è. ispirato al MSI la cui eredità culturale e politica per me è evidente su ciascun atto governativo, in primis l’Uoma-sola-al-comando in barba ai contrappesi, per dirne una. Idem per il resto del progetto dei Sorelli d’Italia. Cosa per me più che EVIDENTE, e mi spiace che non lo sia per la coppia Padella&Travaglio sguinzagliata nel paese a vendere affannosamente un libretto di appena 90 pagg., basato sul fatto (vero!) che il PD è incapace di attualizzare in forma moderna la contestazione di quel lascito di Almirante su cui per decenni si sono formate le menti di coloro che oggi stanno al governo. Il PD, per dirla papale papale, è banalmente impressionato dal braccio alzato e teso di vecchi o giovani nostalgici del tempo che fu, oppure dal fatto che Donna Giorgia rifiuta di ammettere che la Carta è figlia dei partigiani. Senza avvedersi che il “fascismo” ereditato viaggia su tutt’altri binari rispetto al secolo scorso.
Intendiamoci, esistono in Europa fior di partiti conservatori anche se si nascondono dietro le comode etichette di laburismo, progresso, democratico ecc., ma mai e poi mai si sognerebbero di dar seguito a una regressione costituzionale simile a quella in mente agli amici di Bocchino (“bisogna educare la gente a starsene a casa quando c’è una manifestazione di protesta” dixit costui). E con questo chiudo questa lunga e necessaria premessa al discorso in tema.
Ordunque, cosa deve fare il M5s?? Vasto programma!
Prima di tutto, continuare, senza tregua, a soffiare il fiato sul collo al Pd dei Guerini, dei Rondolini, dei Bonaccini… agli ordini di Renzi, soprattutto sulla questione dirimente della politica estera e del riarmo, su cui, da quelle parti, sembrano tutti ciurlare nel manico. Poi, quando sarà il momento di creare (due mesi prima delle elezioni) la “gioiosa macchina da guerra” (cit. Ochetto con una c), si vedrà cosa scrivere per sommi capi nel programma elettorale. Ben sapendo che la vera partita si giocherà sull’ammontare di voti che ogni partito della coalizione avrà ottenuto. Il vero programma, governativo stavolta, si scriverà sulla base dei voti racimolati da ciascun partito. Detta altrimenti: più voti otterranno i 5* e più conteranno sul programma e sui nomi dei ministri del futuro governo (E’ la inderogabile “regola del gioco”, bellezza!).
Senza facili estremismi e velleitarismi che… regalerebbero di nuovo il governo alla Nana, come è stato nel ’22, quando quel genio di Letta e di tutto il Pd (Bersani compreso) votò per rapinare vergognosamente i voti di sinistra (cioè tutti) ai 5*. Mal gliene incolse… agli imbecilli!
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“più voti otterranno i 5* e più conteranno sul programma e sui nomi dei ministri del futuro governo (E’ la inderogabile “regola del gioco”, bellezza!)”
Rispondo preventivamente a come, eventualmente, ti risponderanno @giansenio e simili con la solita leggenda metropolitana: “NON E’ VERO PERCHE’ RENZI HA DIMOSTRATO CHE BASTA IL 2% PER INCIDERE!!!”
In realtà Renzi, che avrà tanti difetti ma non è stupido, alle elezioni 2018 piazzo (lista) al Senato , che è meno numeroso della Camera, tanti suoi fedelissimi. Questo fece di lui l’ago della bilancia per la tenuta del Governo Conte2.
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E perchè non puntare al colpaccio? Perchè il M5S non potrebbe invece distinguersi per tentare di essere primo partito anzichè stampella del PD, perchè non tentare di convincere l’astensionista gia multifregato dai governi di centrosinistra dal almeno 50 anni a a questa parte? Perchè il M5S nato rivoluzionario deve finire democristiano?
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@ MarcoBo
Se il M5s si presentasse da solo alle elezioni politiche temo che verrebbe considerato dal grande elettorato che conta come un reietto che non vuole abbattere questo governo, che può essere sconfitto solo da una forte coalizione. E così, prenderebbe pochi voti. Quando c’è una guerra, prima vanno demoliti i fortilizi principali del nemico (FdI). Poi si si passa a quelli secondari o dei vicini di casa che remano contro una politica sana. Son finiti i tempi in cui bastava un solo vaffa urlato per chiamare a raccolta la gente in una piazza già stracolma, visto e considerato che poi lo stesso MoV non disdegnò l’inciucio con Draghi & C. Nel ’22 la somma dei voti dei partiti contro il centrodestra fu di un milione e mezzo in più di quelli di Meloni&C. Ma divisi (vedi l’orrenda operazione Letta), il governo lo presero gli avversari. Evitiamo di replicare il “capolavoro” di perdere ancora le elezioni stupidamente.
I partiti di csx dovranno avere le carte pulite per vincere. E il M5s ha un programma limpidissimo e senza sbavature, che fa ben sperare. Coalizione non vuol dire annullare le differenze. La gente lo sa cosa vuole il M5s e cosa vuole il PD, anche se si presentano insieme. Gli astenuti avrebbero di che scegliere per ritornare a votare.
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Grazie Gae… mi spiace che non riesco più a leggere come una volta.Mi divoravo i libri, ora (è già fda tempo) mi tocca staccarte per la fatica..
;i rimane da ascoltare le cazzate di questi delinquenti! Ciao a presto!
PS: ti ho risposto qui perchè in bacheca i com.sono chiusi!
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@Gae
Il grande elettorato che conta?
Mi spiace, ho smesso di leggere qui il tuo commento perche non siamo in sintonia.
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Wanda Marra, come De Carolis, continua a far finta di non sapere che PD e M5S non essendosi UNITI non possono dividersi.
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al Nazareno è arrivata Elly Schlein… Capirai. Se non è zuppa è pan colorato ehm, bagnato
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Quindi per Conte e per me le divergenze vol pd sulla politica estera sarebbero state appianate? Anzi la politica estera e le guerre non sarebbero più un problema per noi?
Il falso è nelle parole di chi lo dice, che se ne convince ascoltando il.proprio eco. No, non se ne convince, sa che è falso, e più lo sa, più deve ripeterlo, per cercare qualcuno con cui condividerlo. La condivisione non lo rende vero, rimane falso, solo ripetuto da più voci. Il consenso sul falso. Senza evidenze, senza fatti, gne gne Conte inciucia, vi frega, lo so io il perché, non serve spiegarlo, è evidente,lo dico da tanto tempo,come fate a non vederlo, a non capirlo. È difficile capire una cosa falsa, non ci riesce nemmeno chi la dice. Qualcuno ci crede, ma non chiedetegli di spiegare il perché
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Sul piano decisionale è ovvio che fdi e pd hanno responsabilità diverse, perché il primo è partito di governo e il secondo no. Ma sul versante vocale i due partiti cantano nello stesso coro. La cosa che risulta tragicomica è che ES sembra rappresentare la corrente di minoranza, dato che risulta dia indicazioni diverse rispetto a come votano i suoi.
La credibilità di Conte è messa a durissima prova nel momento in cui evita di applicare lo stesso metro di giudizio (parlo della legittima propaganda politico elettorale) ai due partiti, solo perché il pd si dichiara progressista e stipula accordi col fu movimento. E tanto basta.
Sul piano guerra, armi e linea von der leyen in cosa sono diversi fdi e pd al punto da giustificare alleanze (al momento locali)?
Con quale credibilità il fu movimento può presentarsi in accoppiata con un partito che avalla decisioni Eu che incidono pesantemente sulla vita di cittadini e imprese?
Se il pd si dichiara progressista si può fare. C’è fame e sete di ideologia da fare paura, si può fare.
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il programna è il discrimine. Nessuno avalla nessuno, e nessuno è alleato con qualcun altro. Salvo che sia il governatore delle Marche a decidere la linea del pd su armi e guerra.
le differenze sui conflitti in corso sono evidenti, e possono ridursi se la linea del pd cambiasse. I 5s non si sono mossi di un millimetro, dal 2022 ad oggi. E non si muoveranno. Si chiama coerenza. Che impedisce alleanze con chi non la condivide. AVS, che forse la condivide, ha scelto di rimanere comunque integrata col pd di Schlein, senza essere criticato dai puristi.
La politica estera è un discrimine, come lo è il.programma 2018, con.i contenuti di riequilibrio delle opportunità sociali e civili che divennero leggi. Smantellate dai draghistiuntempogrillinipoirenziani. Grillo si è disallineato da solo. Gli altri, sono un discrimine tanto quanto la politica estera. Niente liberalriformismo. Niente renziani. Il programna. Compromessi su linea politica e persone, no grazie
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Il livello di meschinità dei politici globalisti supera l’immaginazione del cittadino “buon padre di famiglia” (come si diceva un tempo, quando ancora esistevano le famiglie – da loro stessi devastate)
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Scusi Marra, ma perché non lo chiede a Conte come andarono le cose ? Non dimentichi che M5S era reduce da una guerra con il PD e Draghi e che fu proprio candidandosi per conto suo senza alleanze che riusci’ ad avere un risultato decente . Se dopo tutto quello che era successo si fosse presentato , come se nulla fosse successo, in alleanza con Letta sarebbe sceso a percentuali renziane.
Ma perché certa gente si mette a sole con questi caldo ?
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Anche il passaggio di consegne a me è sembrato significativo, con un Draghi sorridente e soddisfatto che riceveva “l’uomo giusto al posto giusto al momento giusto”.
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MarcoBo
“E perchè non puntare al colpaccio? Perchè il M5S non potrebbe invece distinguersi per tentare di essere primo partito anzichè stampella del PD, perchè non tentare di convincere l’astensionista gia multifregato dai governi di centrosinistra dal almeno 50 anni a a questa parte? Perchè il M5S nato rivoluzionario deve finire democristiano?“
“L’argomento fantoccio[1] (dall’inglese straw man argument o straw man fallacy) è una fallacia logica che consiste nel confutare un argomento proponendone una rappresentazione errata o distorta[2].
Analisi
In una discussione una persona sostituisce all’argomento A un nuovo argomento B, in apparenza simile. In questo modo la discussione si sposta sull’argomento B. Così l’argomento A non viene affrontato. Ma l’argomento B è fittizio: è stato costruito espressamente per mettere in difficoltà l’interlocutore (ecco perché “fantoccio”). Se l’operazione retorica riesce sembrerà che l’avversario sia riuscito a smontare l’argomento A. Tutto sta nel far sembrare che A e B coincidano.[3]
https://it.wikipedia.org/wiki/Argomento_fantoccio
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la proprietà “transitiva” è solo nei numeri e non nella politica…. approvo il com!
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Sappiamo che come candidato presidente delle Marche sarà l’ €urodeputato Ricci, mentre la Campania, coi via libera al terzo mandato e quello più importante di De Luca, vedrà l’ entrata in gioco di Fico.
In Puglia, stando alle sue parole, l’ €urodeputato Decaro deve ancora sciogliere l’incognita, perché ha ricevuto mezzo milione di voti e sente il peso e la responsabilità del suo incarico in Europa. Mi viene da dire che se il signor Decaro sentisse veramente il peso e la responsabilità del suo incarico in Europa dopo essere stato votato da mezzo milione di pugliesi avrebbe già abbondantemente respinto ogni possibile voce di sua candidatura a presidente, proprio per il rispetto dovuto a quegli elettori. Decaro fa anche una battuta sui figli di Emiliano ma mi risulta incomprensibile per il semplice fatto che ne ignoro totalmente il contesto: i ragazzi hanno aspirazioni particolari? Giuro non so niente.
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Col via libera di Vincenzo De Luca (bisognerà trattare) e con la eventuale parola mantenuta di Clemente Mastella (vedi link), credo che Roberto Fico possa dare una svolta alla vita dei campani, perlomeno una speranza di cambiamento. Presterò attenzione alla sua campagna elettorale, se sarà effettivamente lui. I problemi da risolvere in Campania sono stati causati da Caldoro immagino. O da Bassolino.
https://infosannio.com/2025/02/26/clemente-mastella-campania-io-avrei-preferito-piantedosi-pero-dico-si-a-fico/
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Be’, almeno le posizioni sono chiare, c’è chi insiste con l’incrocio per cambiare cordata senza che nulla cambi e c’è chi vorrebbe un cambiamento. Diversamente da voi io non pretendo di convincere nessuno, non posto per partito preso e non sono più iscritto nemmeno al M5S, prima ed ultima illusione di cambiamento.
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hahaha …della serie ” son tutti uguali” quindi daremo un segnale forte non andando a votare!
Abbiamo visto e costatiamo con mano la situazione italiana…graziew a giobgia a cui abbiamo dato un segnalone!
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“Diversamente da voi io non pretendo di convincere nessuno, non posto per partito preso e non sono più iscritto nemmeno al M5S”
Facevi prima a scrivere: “io sono buono e voi siete cattivi”.
Diversamente da “noi”, di cui tu non sai niente, continui a imbastire processi alle intenzioni basati su TUE DISCUTIBILI OPINIONI PERSONALI spacciate per fatti, come “l’endorsement di Conte per far vincere Gualtieri e far perdere la Raggi”.
Se ti si fa notare che l’alternativa ad una coalizione di CSX è tenerci la Meloni, tu potresti anche rispondere che è meglio la Meloni o #sontuttiuguali. Discutibile ma pur sempre un’opinione. Io non sono d’accordo e spesso ARGOMENTO il perchè.
Invece tu te ne esci con “stampella del PD”, “democristiani” e altre etichette da te create col solo scopo di non rispondere nel merito del fatto che l’alternativa è che ci teniamo la Meloni. Ti sta bene? Pensi sia migliorata o peggiorata l’Italia con lei al comando?
Ma poi, chi l’ha certificata sta cosa della “stampella del PD”?
Chi l’ha certificata sta cosa dei “democristiani”?
Come mai queste “perle” non le hai tirate fuori durante il Conte2?
Se fosse come dici tu, Letta avrebbe accettato volentieri il M5S (“stampella”) in coalizione. Se non l’ha fatto, evidentemente sta storia della “stampella” non sta in piedi. Il problema non è avere opinioni diverse, ma è basare le proprie opinioni escludendo i fatti che smontano queste opinioni.
Sicuro che siamo “noi” (chi???) e non tu quello che posta per partito preso”?
Il “partito preso”, se non ci arrivi a capirlo, nel tuo caso sono le tue convinzioni a cui non vuoi rinunciare.
Quei “voi” a cui ti riferisci è solo gente in buona fede che, molto semplicemente, pensa che attualmente un Governo di csx sarebbe meglio di quello attuale, NON CHE SARA’ PERFETTO E IMMUNE DA CRITICHE. Se non sei d’accordo puoi sempre argomentare il perchè. Se c’è un’alternativa migliore per governare, cioè fare qualcosa di concreto e non solo belle parole, fai sapere qual è.
E non rispondere con la solita storiella del “meno peggio”. Si sa che c’è chi vede il bicchiere mezzo vuoto e chi lo vede mezzo pieno, ma sono opinioni soggettive e non fatti/argomenti su cui imbastire un ragionamento.
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Sulle questioni personali tra te e MarcoBo non metto becco, ti risponderà lui, se crede. Poiché tocchi punti che hai sempre contestato anche a me, desidero replicare in merito: se, come pare, sei un convinto sostenitore del sistema bipolare, ovvero il (presunto) sano alternarsi di due schieramenti opposti e nitidamente riconoscibili, il tuo ragionamento è assolutamente perfetto. E potrebbe persino essere convincente anche per me. Il gigantesco problema della questione risiede nel fatto che tali presupposti NON ESISTONO!!
Dove o come si possono vedere questi due schieramenti opposti e nitidi, dalle fumose chiacchiere?
Lo snaturamento che io trovo totalmente inaccettabile è l’ avere tolto al movimento la posizione naturale e privilegiata di essere fuori da questo schema malato, cioè di essere perfettamente autonomo. Sono balle le rivendicazioni di indipendenza, balle rosa e gialle: il partito di Conte È COSTRETTO a muoversi col freno a mano tirato, perché una vera posizione indipendente ti consente di NON FARE SCONTI A NESSUNO!
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“se, come pare, sei un convinto sostenitore del sistema bipolare”
No, io sostengo il “sistema naturale”, ovvero quello che fanno tutti gli esseri viventi, da sempre, quando c’è da fare una scelta tra diverse opzioni: si sceglie l’alternativa che si considera migliore tra le migliori disponibili.
“Dove o come si possono vedere questi due schieramenti opposti e nitidi, dalle fumose chiacchiere?“
Non può esistere quello che dici tu perchè nessun elettorato può essere suddiviso in 2 soli schieramenti. Gli elettori di destra non la pensano tutti allo stesso modo su tutto, idem per gli elettori di sinistra e di centro. Quindi è inevitabile che si creino più partiti che, per vincere le elezioni, ovvero fare qualcosa di concreto, dovranno fare compromessi in base ai rapporti di forza (voti) all’interno di una coalizione. Ma comunque nessuno vieta agli elettori di votare solo un partito di una coalizione e far estinguere gli altri. Se non lo fanno è per il motivo che ti ho detto prima: gli elettori di una coalizione non la pensano tutti allo stesso modo su tutto.
“trovo totalmente inaccettabile è l’ avere tolto al movimento la posizione naturale e privilegiata di essere fuori da questo schema malato”
L’ho capito che non ti piace il collocamento del M5S a sinistra e/o progressista, che poi alla fine ciò che non ti piace sono sempre i due soliti temi: diritti civili e immigrazione.
L’ho capito che vorresti un M5S “ne di destra e ne di sinistra”, ma prima o poi si dovranno fare delle scelte in merito e bisogna stare da una parte o dall’altra.
A me non è che piacessero le idee di Salvini e i suoi decreti sicurezza nel Conte1, ma capivo che non potevo pretendere che gli elettori della Lega, ALLEATO DI GOVERNO DEL M5S, dovessero rinunciare a tutte le loro idee per accontentare me. Loro avevano rinunciato a molte delle loro idee ed io a qualcuna delle mie. Ci sta.
Ma, alla fine dei giochi, rimane sempre la solita domanda: è migliorata o peggiorata l’Italia con la Meloni al comando?
Per me è peggiorata e già questo mi basta e avanza per fare delle scelte elettorali.
Credo che il problema tuo, e non solo, sia considerare il voto come fosse un matrimonio. Io invece scelgo/voto esattamente come facciamo tutti al supermercato: scelgo ciò che considero attualmente il meglio disponibile e che posso permettermi. Molto semplice. Ti consiglio di fare altrettanto e vedrai che la vita sarà meno pesante e senza eventuali stupidi sensi di colpa.
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In realtà (riguardo a quanto dice @Giansenio) il nostro non è un sistema bipolare. Si tratta piuttosto di un sistema multipartitico in cui i rappresentanti vengono eletti con un sistema proporzionale con forti correttivi maggioritari. In particolare con l’uninominale per il senato ed il premio di maggioranza per le coalizioni. Se non ci fossero questi elementi (Rosatellum) ogni partito si potrebbe presentare con il suo programma e le coalizioni si verrebbero a creare dopo le elezioni con equilibri dati dai rapporti di forza sanciti dal voto popolare. Il sistema elettorale vigente pare fatto apposta per favorire l’astensione, in quanto costringe ad alleanze pre-voto che annacquano il programma all’origine e non tengono poi conto, alla fine, del reale peso dei soggetti che si aggregano. Sistema che sembra cucito su misura per svantaggiare i 5s, che dichiaravano e spergiuravano di non voler fare alleanze che, in un sistema come il nostro, diventano poi indispensabili per governare.
A questo punto o si cambia il sistema elettorale con un proporzionale puro, possibilmente prima del 2027, oppure si continua a giocare con le regole in vigore. In quest’ultimo caso nulla vieterebbe di fare un contratto di governo pre elettorale con la grave incognita, però, di dover entrare pericolosamente nel dettaglio e scontentare così fette rilevanti di elettorato. L’alternativa è tenersi Meloni al governo, cosa che peraltro sarebbe anche accettabile se fosse persona capace e attenta agli interessi del Paese. Ma visto che così non è diventa un imperativo non derogabile quello di sostituirla il prima possibile, prima che i danni provocati diventino irreparabili. Se poi qualcuno riesce a darmi una diversa soluzione, che sia ragionevole però, sarò felice di discuterne nel merito.
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letta, renzi, calenda, picerno ,veltroni non sono di sinistra, ed hanno di fatto favorito la destra, solo un cretino crede a certe storie, il m5s andava demolito e il costo è stato dare l’italia alla meloni, adesso bisogna stare attenti perchè un 25% dei dirigenti pd è destro e la segretaria per salvare il partito li dovrebbe sbattere fuori
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nel 2016, con una partecipazione al voto intorno al 50%, Virginia Raggi e la Appendino divennero i primi sindaci 5s di due delle principali città , sconfiggendo al primo turno il candidato pd renziano. 5 ani dopo il pd si è ripreso la città. E la dx si è ripresa le due regioni. Come successo anche a Livorno e Parma, dove il sindaco grillino eletto per due turni (il secondo da tutti a sx) è risultato essere un radicale panliberista che si è avvicinato a + Europa e soci.
Nel 2018 il pd rifiutò l apparentamento con il m5s, salvo farlo nel 2019, e poi sino al luglio 22 nel governo Draghi. Nel 2022 non volle l accordo con i 5s. Se la schlein è minoranza, non si vede come il.pd possa essere oggi interessato ad un accordo con Conte. Tranne Letta, sono ancora tutti li i renziani. Ce li ha messi Letta, non Schlein, Renzi e Prodi. Avs è rimasto con loro.
Siamo alla concezione bipolare dei grillini. Il m5s in mezzo, per non dover faticare a muoversi nei due sensi di marcia, gli altri che riempiono i due campi, tendenti entrambi al centro. Qualcuno all estrema dx, nessuno all extrema sx. Ma se la scelta politica è determinata da diritti civili e immigrazione, chi aderisce è un elettore di dx, se vuole limitare diritti od opportunità. Chi vuole riequilibrare è di sx, per differenza. Idem se si parla di diritti sociali, di partecipazione, e di redistribuzione più equa. Se segui il programma e i provvedimenti 5s, si può capire perché sono tanto diversi da quelli introdotti da chi quei diritti li vuole limitare. Se nel m5s c erano persone contro i diritti civili e gli immigrati, il.loro idolo era Salvini, non Grillo. E si sono subito riposizionati, nel 2019 e nel 2022. Chi si astiene è sicuramente indifferente al riequilibrio delle opportunità civili e sociali. Che in pratica vuol dire fate voi, io sto bene così, gli altri amen. Non è un polo, è un baratro. Il primo partito menominfluente della storia della civiltà.
il.m5s non ha bisogno di andare da solo sperando tornino gli astenuti. È da solo, nel percorso politico, è da solo a provarci su guerra, Gaza, armi, sanità, scuola, lavoro. Agli astenuti non interessano questi temi, tanto….colpiva di più prendersela con le ong che cercavano di strappare persone dalle onde del mare, in taxi.
se scegli degli obiettivi politici, scegli dove stare. Sostenendo chi quei temi li promuove. E perché no votando per chi li sostiene. Se la dx è meglio comunque di chi promuove quei temi, allora chi lo pensa è di dx e ha sbagliato posto per dibattere.
Il bipolarismo è in ogni forza politica, alla fine. Gradazioni dello stesso colore, cmque
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