Gli autori scrivono ovvietà, ma il governo punta a controllare l’educazione tra i banchi

(di Tomaso Montanari – ilfattoquotidiano.it) – Astuta come una volpe, la deputata di Fratelli d’Italia Augusta Montaruli ha intuito che il modo più efficace per smentire un libro scolastico in cui si constata la perfetta continuità tra le idee del fascismo e quelle di Fratelli d’Italia è ovviamente quello di chiedere una censura politica, il ritiro e possibilmente il rogo di quel medesimo libro. Che dubbio può esserci, a questo punto, sulla sincera fede democratica di codesta deputata?

Quando poi a lei si accoda l’ineffabile ministro dell’Istruzione e (de)merito Giuseppe Valditara, chiedendo all’Associazione Italiana degli Editori di “verificare” le affermazioni del libro, e ricordando “che non possono essere adottati volumi che contengano frasi offensive, ovvero affermazioni tendenziose, che alterino la verità dei fatti tradendo la serietà della ricostruzione storica che è alla base di una scuola democratica”, ecco che solo i comunisti più fanatici possono avere il vago sospetto che qualcosa forse non vada.

Verrebbe solo da ridere, se questi signori non fossero oggi i padroni del Paese, e della scuola della Repubblica. Ma, quando lo si rammenta, passa davvero ogni voglia di ridere. Di fronte alle parole del ministro, risuonano nella memoria quelle famose della circolare ministeriale dell’8 maggio 1930 sulla Scelta e uso dei libri di testo negli istituti medi d’istruzione: “L’aderenza del libro di testo allo spirito e all’azione del Regime fascista non deve risultare semplicemente da poche frasi di celebrazione, ma da una interpretazione di tutta la materia rispondente alla nostra nuova cultura intimamente e appassionatamente italiana”.

Si sbaglierebbe a sottovalutare il ritorno di questa dimensione progettuale: in tutti i paesi occidentali in cui governa, questa estrema destra di ispirazione (direttamente o latamente) fascista si sta occupando di scuola molto di più della sinistra neoliberale che l’ha preceduta. Lo fa, per fortuna, sgangheratamente e con scoperta brutalità: ma lo fa e lo fa per controllare le opinioni fin dalla sede della loro prima formazione, la scuola appunto.

Il progetto è esplicitamente revisionista: quello di archiviare la scuola della Costituzione, la scuola antifascista, la scuola antinazionalista e pacifista della Repubblica. La pars costruens di questo nuovo nazionalismo scolastico italiano e occidentale è affidata alle nuove, grottesche e pericolose, Indicazioni nazionali partorite da Ernesto Galli della Loggia e dai suoi degni sodali, mentre al braccio armato della politica politicata spetta la pars destruens: far fuori libri e autori non grati al regime. Esattamente ciò che avviene in questi giorni.

Nella fattispecie, il terzo volume di Trame del tempo di Caterina Ciccopiedi, Valentina Colombi e Carlo Greppi (Laterza) si limita a mettere in fila una serie di dati di fatto, affermando che Fratelli d’Italia “continua ad avere una stretta relazione con la sua ‘base’ dichiaratamente fascista”, “si distingue nell’attuazione di misure dichiaratamente liberticide, come il cosiddetto ddl “Sicurezza’” e “prosegue inoltre la guerra ai migranti con rinnovato fervore, con piani di deportazione e una loro costante criminalizzazione sui mezzi di comunicazione”. E cosa ci sarebbe mai da eccepire di fronte a queste ovvietà? Alessandro Manzoni avrebbe commentato che dire queste tre cose è “come dare dell’illustrissimo a un cavaliere”, cioè cosa ovvia e dovuta. Perché sono tre dati di fatti: dimostrabili, e infatti ampiamente dimostrati in mille sedi giornalistiche e saggistiche. La richiesta di Valditara di “verificarli” ha un sapore inconfondibilmente orwelliano, da ministero non dell’Istruzione, ma della Verità. Come ha chiosato, perfettamente Alessandro Laterza, “siamo nell’anticamera della censura e della violazione di non so quanti articoli della Costituzione”. Michela Murgia ripeteva che “fascista è, chi il fascista fa”. Chissà se almeno stavolta chi si ostina ingenuamente a non vederlo, aprirà un po’ quegli occhi.