L’annuncio del presidente della commissione Difesa della Camera Minardo. Il modello che si vorrebbe seguire è quello dell’Austria. Sul tavolo anche una proposta del Pd

(di Antonio Fraschilla – repubblica.it) – Il centrodestra lavora a un disegno di legge per istituire la riserva militare. E lo fa anche con la sponda dell’opposizione. Ad annunciarlo è il presidente della commissione Difesa della Camera Nino Minardo, della Lega, che ha fissato per l’8 luglio l’inizio dei lavori. L’obiettivo è arriva a un testo unico tra quello presentato da Minardo e quello del deputato del Pd Stefano Graziano.
Nel testo presentato di Minardo si danno un po’ di numeri del progetto: “La presente proposta di legge intende disciplinare – si legge – promuovere e quindi istituire, nell’ambito delle Forze armate, un bacino di 10.000 unità di personale militare da destinare a riserva ausiliaria dello Stato. Tale riserva di posti consentirebbe di selezionare, su base volontaria, personale già formato e addestrato dalle Forze armate, di fatto idoneo ad essere utilmente e rapidamente mobilitato in caso di urgente necessità. La nuova riserva ausiliaria delle Forze armate sarebbe composta da ex militari, cessati senza demerito dal servizio, che prestano la loro attività, su base volontaria, come riservisti per cinque anni a decorrere dal congedo, prolungabili mediante successivi rinnovi”.
I riservisti sarebbero sottoposti a degli obblighi: “L’appartenenza alla riserva ausiliaria comporta una serie di doveri a carico dell’ex militare che ne fa parte come volontario. Questi è tenuto a garantire la propria reperibilità, comunicando tempestivamente all’autorità militare ogni eventuale cambio di domicilio, deve sottoporsi annualmente all’accertamento del possesso dei requisiti psico-fisici necessari per il richiamo in servizio e frequentare corsi, di durata non inferiore a due settimane all’anno, per l’addestramento, l’aggiornamento e il mantenimento delle qualifiche acquisite nel corso del servizio”.
Il modello che si vorrebbe seguire è quello dell’Austria, che prevede un massimo di 35 mila riservisti, tra ex militari di leva volontaria, obbligati a fare 30 giorni di addestramento all’anno per almeno cinque anni e permesso firmato dal datore di lavoro. Il compenso si aggirerebbe intorno ai 6 mila euro all’anno. Un modello che potrebbe in parte essere applicato anche in Italia, facendo entrare nella leva chi ha fatto il militare in ferma breve volontaria o ex addetti alle forze dell’ordine.
“Abbiamo due proposte di legge all’esame – dice Minardo – una a mia firma e una del collega Graziano, entrambe incentrate sul tema della riserva militare. Si tratta di un argomento che abbiamo approfondito anche attraverso il confronto con le esperienze di altri Paesi. Ritengo che i tempi siano maturi per avviare un serio dibattito su questo strumento, ritenuto da più parti indispensabile per rispondere alle esigenze strategiche del nostro Paese. La mia proposta prevede che i riservisti siano selezionati esclusivamente tra i cittadini italiani in congedo che abbiano prestato servizio come volontari in ferma triennale o in ferma iniziale. In questo modo si garantirebbe l’impiego, su base volontaria, di personale già formato e addestrato dalle Forze Armate, pronto a essere rapidamente mobilitato in caso di necessità o urgenza”.
La riserva potrebbe essere mobilitata dal governo “in tempo di conflitto o in situazioni di grave crisi suscettibili di ripercuotersi sulla sicurezza dello Stato, per la difesa dei confini nazionali, oppure in caso di dichiarazione dello stato di emergenza di rilievo nazionale da parte del Consiglio dei ministri”.
della serie: armiamoci e partite. Armi obsolete e carne da macello.
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Pian piano stanno dipingendo il quadro…
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chiedo per un amico, non ho visto santo Gilli, ed ,l’ingegnere, Mario intervenire, sono in fila per le adesioni?
grazie per le risposte
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No, ormai sono troppo vecchio. Ad ogni modo, proprio perché oggi sono vecchio, a suo tempo prestai servizio di leva che era obbligatorio. Pensa che mi dichiarai disponibile anche per la missione in Somalia.
Non sono tra quelli che pensano che bisognerebbe ripristinare il servizio per ragioni educative anche se, parlando con tanti che come me lo prestarono, colgo che quasi tutti, dopo, lo hanno considerato una sorta di rito di passaggio nell’età adulta. Quindi, non negativo.
Sarei invece d’accordo per la funzione: avere un esercito adeguato qualora per ragioni esterne diventi necessario. Visto in questo senso, però, dovrebbe essere gestito non all’italiana come in tanti casi fu la leva obbligatoria.
Dovrebbe essere più corto (ma ciò si scontrerebbe con la copertura annuale in termini numerici) e di livello professionale.
Riguardo la riserva si tratta del sistema migliore possibile in subordine alla prima ipotesi di leva obbligatoria. Ma due settimane l’anno non servono a nulla sul piano della preparazione.
L’unica cosa utile è che i 30, 50, 80 o quelli che eventualmente fossero stabiliti, sarebbero immediatamente disponibili.
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Addirittura le comiche adesso!!
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Speriamo siano richiamati i figli di questi parlamentarti: tutti patrioti ..invece si saranno i soliti disgraziati!
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L*italia si sta impegnando in spese da 13 MLD anno dal qui al 2038
La lista della spesa prevede carri armati ( leopard 2a8, panther KF51) F35 , awacs, un paio di fregate sottomarini U212
La risposta italiana all’aumento delle missioni e spese militari: presente!
L’esplosione delle spese militari italiane
https://www.avionews.it/item/1256797-italy-purchases-german-leopard-2
E’ normale che serva personale.
Un paese in putrefazione che spende una volta e mezzo il RdC per acquistare armi.
Si potrebbe spendere di meno; per potersi sparare in bocca a questi basta una pistola versione conomica.
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