(Tommaso Merlo) – I pagliacci europei invocano la diplomazia mentre si rinfiamma il Medioriente. Loro che buttano benzina sul fuoco ucraino da anni rifiutandosi di parlare con la Russia come bambini capricciosi. Loro che ci stanno riarmando fino ai denti dando retta alla lobby della guerra invece che ai loro cittadini in bolletta. Vogliono che gli altri facciano quello che loro non fanno, una diplomazia che sarebbe il loro lavoro e per cui sono pagati profumatamente. Pagliacci che di questo passo faranno piovere missili sulle nostre città e saremo costretti anche noi a correre all’impazzata nei rifugi come a Kiev e Tel Aviv. Ma quando avverrà, le menti delle masse saranno impaurite e manipolate a sufficienza per scaricare tutta la colpa su qualche aggressori e non certo su chi ha tradito le radici pacifiche europee e preparato la guerra. Pagliacci che non hanno smesso di ammiccare al sionismo nemmeno davanti al genocidio del secolo. Stringendo la mano a quel macellaio di Netanyahu alla faccia dei tribunali internazionali e della retorica dei diritti umani sbandierata solo quando gli conviene. Si sono degnati di qualche tardiva lacrima di coccodrillo solo quando lo schifo a Gaza ha superato ogni decenza umana. Il genocidio è il naturale risultato di decenni di complicità con Israele come lo è l’ennesima escalation regionale. I pagliacci europei hanno garantito piena impunità al sionismo permettendogli di fiorire politicamente ed arrivare addirittura al potere, hanno cooperato con Israele come se fosse una democrazia modello mentre perseguitava i palestinesi e gli impediva perfino il diritto ad uno stato coi brandelli di terra che gli sono rimasti. Invece di imporre una soluzione politica e pacifica, invece di pretendere il rispetto del diritto internazionale, hanno tifato per uno o per l’altro lavandosene sostanzialmente le mani. Tutto in Medioriente ruota attorno alla straziante persecuzione palestinese, tutto. Anche la guerra con l’Iran la cui unica vera colpa è di non accettare l’esistenza di quello che chiamano il regime sionista e di supportare milizie pro palestinesi come gli Hezbollah, gli Houthi e lo stesso Hamas. Estremismi islamici nati come reazione all’estremismo sionista. Non esiste un problema Medioriente, esiste un problema Israele e cioè un progetto sostanzialmente coloniale che in oltre settant’anni ha generato solo dolore e sangue. E questo proprio a causa del sionismo che non vuole nessuna pace e nessun compromesso, vuole solo imporre con la forza la sua volontà e cioè rubare tutte le terre ai palestinesi anche a costo di ucciderli o di cacciarli via o di soggiogarli. Fatti, non parole. Con alle spalle gli americani che han fatto addirittura peggio dei pagliacci europei permettendo alla lobby sionista di infiltrarsi talmente profondamente a Washington da decidere la politica estera americana in Medioriente. Lo si è visto in maniera drammatica a Gaza, con Netanyahu che ha calpestato come zerbini ben due presidenti e di due schieramenti opposti ottenendo armi, soldi e copertura politica perfino per perpetrare uno sterminio. Trump è un burattino della lobby come Biden, è solo più casinista e rumoroso. Altro che presidente della pace, i focolai della terza guerra mondiale sono addirittura due e mai così accesi. Lo scontro con l’Iran è il sogno di Netanyahu e del sionismo da decenni, vogliono annientare ogni nemico e conquistare una posizione regionale dominante basata sulla superiorità militare. In modo che chiunque osi ostacolarli viene raso al suolo. Fatti, non parole. Gli unici paesi non finiti in macerie sono Giordania ed Egitto perché si sono venduti mentre l’Iran è il nemico numero uno di Israele ma anche quello più potente ed era nel mirino da tempo. Il nucleare non c’entra nulla, vogliono un cambio di regime a Teheran, voglio far fuori l’Ayatollah e mettere un governo che fa comodo a loro. Tipico delle democrazie modello e perfettamente in linea con il diritto internazionale. Come no. La strategia di Netanyahu e dei suoi complici è sempre la stessa, provocare ferocemente attaccando per primi e poi fare le vittime sacrificali, vogliono trascinare gli americani nel conflitto diretto perché non possono da soli piegare un paese così grande e lontano e grazie a Trump potrebbero coronare il loro sogno. Quello di una Grande Israele che domina il Medioriente con la forza e col quale risolvere senza più nessun ostacolo l’origine di tutto e cioè la questione palestinese, annettendo gli ultimi brandelli di terra ed uccidendo, cacciando e soggiogando i palestinesi superstiti. Poi certo, un conto sono i sogni ed un altro la realtà, e dato che si raccoglie quello che si semina, può accadere ancora di tutto.