Lo riporta il Washington Post, che ha citato documenti forniti da funzionari di governo americano. E ha aggiunto che le persone di origini europee coinvolte sono circa ottocento

Migranti deportati a Guantanamo nel febbraio 2025

(di Massimo Basile – repubblica.it) – NEW YORK – Tra i novemila immigrati che verranno deportati nelle prossime ore nel carcere americano di Guantanamo, a Cuba, ci sono centinaia di cittadini provenienti da Paesi alleati degli Stati Uniti, inclusa l’Italia. Vengono anche da Francia, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Belgio, Olanda, Lituania, Polonia, Turchia e Ucraina. Uno è austriaco, cento sono romeni e 170 russi. Gli europei sono circa ottocento. Lo riporta il Washington Post, che ha citato documenti forniti da funzionari di governo. L’amministrazione statunitense, secondo il quotidiano, non ha informato i governi stranieri, neanche quelli con cui ha i rapporti più stretti come l’Italia, la Gran Bretagna e la Francia. Ma Guantanamo – fa sapere la portavoce di Stato, Tammy Bruce – non sarà la destinazione finale per i deportati europei.

È uno strappo diplomatico che può portare a un ulteriore irrigidimento nei rapporti, in alcuni governi. La notizia dei novemila in procinto di essere deportati era stata data da Politico. Poi con il passare delle ore sono emersi nuovi dettagli. La notizia ha messo in agitazione le diplomazie europee, alcune delle quali avrebbero cercato, inutilmente, di convincere il dipartimento degli interni Usa ad abbandonare il piano. “Il messaggio – ha risposto un rappresentante del dipartimento di Stato americano – è di sconvolgere le persone” e lanciare un messaggio al mondo: negli Stati Uniti non si entra illegalmente.

Questa decisione arriva nel giorno in cui Donald Trump, nel suo discorso a Fort Bragg, una delle più grandi basi militari americane, in North Carolina, aveva lanciato un messaggio all’Europa. Il presidente aveva parlato di “invasione straniera” e lanciato un avvertimento all’Europa: ha chiesto di “fare qualcosa per l’immigrazione incontrollata, prima che sia troppo tardi”. Non è chiaro al momento chi siano i deportati e se siano entrati illegalmente negli Stati Uniti, oppure siano stati trovati con il visto d’ingresso scaduto. Il dipartimento di Stato parla di “criminali” e non considera Guantanamo la tappa finale.

Il piano di trasferimento sarebbe stato deciso per alleggerire la presenza di detenuti nei centri immigrazione dove vengono messi gli arrestati. La presenza massiccia di europei, e l’assenza di comunicazione con i governi, aggiunge un’escalation drammatica a rapporti già tesi, e non solo in chiave dazi. Trump ha spesso accusato l’Europa di “aver trattato male” gli Stati Uniti e di “essere stata ingiusta” nei confronti dell’America. Adesso il tycoon vuole far capire che gli Stati Uniti non considerano gli europei in modo diverso dai cittadini degli altri Paesi.

La portavoce del dipartimento di Stato, Tammy Bruce, alla domanda di una giornalista che chiedeva quanto questa scelta potrebbe influire sui rapporti con l’Europa, ha risposto: “Per quanto riguarda i singoli Paesi, non parlerò di questo. Non parlerò di nessun Paese specifico. Quando si tratta di immigrati illegali, in particolare quelli con precedenti penali, che potrebbero essere inviati o meno a Guantanamo, è chiaro che questo rientri in un quadro diplomatico. Mi stai chiedendo di parlare di ciò che il segretario o altri potrebbero discutere con i loro omologhi stranieri, e sicuramente non lo farò”.

“Non farò ipotesi – ha aggiunto – né parlerò della natura di eventuali reazioni negative o sull’impatto per il dipartimento di Stato. Quello che posso dirti è che ci sarebbe una reazione negativa tra gli americani se non stessimo facendo il nostro lavoro”. “Posso dire – ha spiegato Bruce – che, ovviamente, non è una novità che stiamo trasferendo immigrati illegali con precedenti penali a Guantanamo prima. Non è la destinazione finale. È una tappa prima che vengano rimandati nel loro Paese d’origine. Ma per quanto riguarda ogni singolo Paese, non intendo parlarne”.