
(di Michele Serra – repubblica.it) – La morte lenta della gente di Gaza, la fame e la sete dei bambini, il blocco dei soccorsi, non hanno più niente a che fare con una rappresaglia fuori controllo e forse neppure con una guerra. Siamo di fronte a un assedio brutale e implacabile, i cui artefici ammettono ormai esplicitamente che sarà tolto solo quando gli assediati saranno scacciati per sempre dalle loro case.
Siamo arrivati al paradosso, pochi giorni fa, dei vertici militari israeliani che hanno cercato di calmierare, almeno in parte, il furore dei ministri ultraortodossi assatanati. I soldati conoscono direttamente l’orrore del sangue e il peso della morte. Non possono permettersi la leggerezza oscena con la quale i capi politici mandano in guerra il loro popolo, a morire o a uccidere gli altri.
Se si ritiene giuridicamente sbagliata o politicamente inopportuna la parola genocidio, una possibile alternativa è: cancellazione. La cancellazione di Israele, così spesso invocata lungo i decenni da molti dei governi arabi circostanti, ha trovato la sua orrenda simmetria nella cancellazione effettiva, operativa, dei palestinesi di Gaza: che è in atto ora, in questi giorni, adesso.
Spiegare la storia tutta intera è sempre importante, ma più importante sarebbe cercare di fermarla quando la storia impazzisce. Emergenza umanitaria vuol dire emergenza umanitaria. Vuol dire che muoiono i civili, le donne e i bambini, e non nella folgore feroce di un attentato o di un pogrom: in un macello lento, lucido e progressivo. Possibile che non si possa fare qualcosa per fermarlo, a parte le stucchevoli parole di condanna, come queste?
Hai provato con una piazza?
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Oh per bacco , ci siamo ,anche Serra di è accorto dello sterminio a Gaza . Stiamo però attenti con le parole sennò qualcuno si potrebbe fare male(Sic) . Non si tratta di genocidio se non è progettata l’ eliminazione sistematica di tutti i palestinesi , anche se i loro territori vanno ripuliti dalla loro presenza e quindi… l’ horror è cominciato con la creazione di uno stato che prevedeva la cancellazione degli abitanti che abitavano quel territorio da millenni. Tutto il resto è logica conseguenza di quell’ abominio originale passato anche l’ approvazione dell’ ONU.
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A Gaza ormai è solo orrore, l’orrore. Solo chi ha un cuore di tenebra può ancora appellarsi a sofismi di ordine giuridico (genocidio no; strage forse; sterminio no; effetti collaterali si; aggredito sì; aggressore solo l’altro; ecc. ecc.). Un vecchio detto diceva che ‘chi salva un vita, salva l’umanità intera’, ma chi ammazza ventimila bambini, cosa fa? Occidere, coniugato al participio presente, si scrive occidente.
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Premesso che non leggo serra per principio, perchè non è un giornalista ma un bugiardo pagato per mentire, rilevo però che si è accorto del genocidio.
Siccome ultimamente (hanno iniziato i giornali inglesi mi pare) è cominciata la gara a prendere le distanze da israele, immagino che ci sia un cambio di strategia, visto che lo sterminio va avanti immutato da quasi due anni. Forse la protesta mondiale sale troppo e hanno deciso di scaricare israele,e si affrettano i più veloci ad abbandonare la nave che affonda, perchè gli ultimi resteranno col cerino in mano in un lago di benzina.
Purtroppo per loro però c’è la rete, che ha una memoria di ferro e non dimentica nemmeno dopo decenni: quello che hanno detto e scritto per giustificare israele fino ad ora non si cancella. Smarcarsi ora è troppissimo tardi, è tardi già dal 9 ottobre 23.
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anche da molto prima ..
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È questione di stile. Anzi, di postura, determinata dalla predisposizione o meno a fare inchini.
Raffaele Oriani, ad esempio, ha la schiena dritta
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