(Tommaso Merlo) – Non era droga quella nascosta da Macron sul treno, ma una dose da cavallo di antidepressivo. Poveraccio, non ne può più di andare a Kiev a sentirsi i piagnistei di Zelensky. Lui e gli altri due fenomeni da baraccone, sanno benissimo che la guerra è persa da mesi, e se ancora gironzolano a fare certe pagliacciate è per salvare la faccia illusi di averne ancora una. Oggi come oggi l’apparenza è davvero tutto, perfino in politica. Altro che statisti, attori che recitano per conto delle lobby e del loro misero ego. Hanno voluto la guerra in Ucraina a tutti i costi spacciandola come scontro tra civiltà, hanno sprecato immense risorse pubbliche, hanno boicottato ogni dialogo e oggi si ritrovano circondati da cumuli di cadaveri e di macerie anche politiche. Loro seduti in uno squallido treno vestiti di stracci mentre un Putin vittorioso mostra l’argenteria al mondo seduto accanto al leader cinese. Il centro del mondo si è spostato di colpo ad oriente e noi siamo sprofondati in una deprimente crisi esistenziale. È questo il risultato della guerra per procura contro la Russia, un folle autolesionismo dalle ripercussioni geopolitiche incalcolabili. Ma invece di prendere onestamente atto del disastro compiuto, invece di chiedere umilmente scusa a tutti e trovarsi un mestiere meno dannoso per la collettività, ancora recitano la parte degli statisti. Macron ormai è il presidente di se stesso e di suo marito, quello inglese è il premier più disprezzato dai tempi delle Stonehenge mentre quello tedesco ha iniziato con uno scivolone ed è destinato a proseguire ancora peggio tra neofascisti veri e presunti e sionismo di stato. I tre fenomeni si sognano Putin di notte e pregano affinché si plachi. Quando ha proposto di trattare in quel di Istanbul, hanno subito detto a Zelensky di preparare le valige e di non fare cazzate che bombe e missili sono finiti come del resto gli ucraini da mandare in trincea e le fregnacce da raccontare ai cittadini europei. La lobby della guerra ha aggiornato il copione, siamo passati al riamo in vista della terza guerra mondiale. Sono già riusciti a scavalcare la volontà popolare e stanziare centinaia di miliardi, ma per produrre le nuove collezioni di bombe e cannoni serve tempo. Zelensky si deve adeguare se non vuole che a schiodarlo a calci dalla poltrona arrivi Putin in persona. Dall’altra parte dell’oceano intanto siamo al cottolengo e più che antidepressivi si imbottiscono di calmanti e psicofarmaci. Quel vecchio fanfarone di Trump se ne inventa una più del demonio e a ritmi serratissimi. Si è addirittura ringoiato i dazi con la Cina dopo aver scatenato a vanvera una guerra mondiale commerciale. Fa tutto da solo, spacciando errori madornali e capitolazioni come trionfi con la naturalezza di un venditore di aspirapolveri porta a porta. Prima pianta delle cagnare immani, poi si rimangia tutto e quanto la situazione torna normale, si prende tutti i meriti. Non si vedeva un pazzo del genere al potere dai tempi di Caligola. Non resta che vedere cosa combinerà in Medioriente dove lo attende un jumbo jet con a bordo piscina olimpionica riempita di Champagne e campo da golf a 9 buche. Omaggio del Qatar dove Trump sta costruendo un mega resort di lusso con vista sulle dune da aggiungere alla sua collezione di bancarotte. Non si riesce a stargli dietro, il mondo intero gira attorno a lui nella speranza ne combini una giusta anche solo per caso. Tipo a Gaza. Sta litigando di brutto con Netanyahu e dopo l’accordo con Hamas per la liberazione dell’ostaggio, l’auspicio è che l’orgoglio e l’ignoranza di Trump lo spinga a fare mosse azzardate che facciano saltare l’ipocrisia occidentale e con essa il delirante regime sionista. Si vocifera sia anche intenzionato a togliere le sanzioni alla Siria e stringere la mano al nuovo califfo Ahmed al-Sharaa che fino a ieri aveva una taglia sulla testa di 10 milioni di dollari per la sua carriera terroristica. Siamo al marasma narcisistico che dalle menti dei potenti si sparge per il mondo intero. In Europa si tira avanti con gli antidepressivi per gestire una devastante crisi esistenziale e la disfatta ucraina, mentre in America vanno a psicofarmaci per gestire il cottolengo trumpiano e il crollo imperiale. Se la passano meglio Putin e Xi e tutti i brics che stanno nel frattempo dando vita ad un nuovo ordine mondiale che invece che la psicotica egemonia occidentale punta ad una salubre multipolarità. Il centro del mondo si è spostato di colpo ad oriente mentre da noi l’apparenza domina la realtà. Con attori che recitano la parte degli statisti per conto delle lobby e del loro misero ego.