“La sinistra dorme, operai e insegnanti allo stremo”

(di Antonello Caporale – ilfattoquotidiano.it) – Professor Carillo, lei è un filosofo della politica. Da uomo di sinistra cosa scriverebbe a Elly Schlein?
Troppo moderatismo fa male. Le ricorderei che quando le democrazie illiberali avanzano, il radicalismo è un dovere. E che il riformismo all’italiana ha spianato la strada alla risposta populista, a partire dal 2008.
Pure lei ce l’ha a morte col Pd.
Perché i suoi gruppi dirigenti non hanno nessuna voglia di scoprire cosa si muova nella società, quali istanze si producano, chi e come le interpreti. Il Pd è un partito imbolsito, vecchio, in cui il vincolo di fedeltà alle oligarchie interne è il principale, se non l’unico, criterio di selezione del personale politico.
Vorrebbe anche licenziare un sacco di gente e far emigrare in chissà quale altrove i volti della sinistra che propone la tv.
Siamo all’effetto-loop, con responsabilità gravissime del sistema dei media. Con il rispetto che si deve alla storia di Prodi o alle canzoni di Vecchioni o al giornalismo di Augias, per fare tre nomi che più frequentemente indicano la retta via, credo che finiscano per assumere le sembianze di madonne pellegrine che saturano lo spazio e il discorso pubblico, officiando rituali collettivi stantii.
Come se all’infuori di loro…
… ci fosse un Paese di ciucci. Nessuno che dica con Arbasino ai protagonisti di una retorica che non sollecita il pensiero critico ma rafforza il perbenismo: “Smettila, altrimenti mi diventi una macchietta”.
Lei vive in Campania e ha detto: “De Luca è De Luca. Ma dopo di lui chi?”.
Il deserto, infatti. Altro che cantera: noi un politico che avesse il talento di un Yamal lo soffocheremmo nella culla…
Parla di cantera, segue il calcio, ama il Barça.
La cantera è un giardino dove far fiorire i talenti. Noi preferiamo il deserto.
Ok, raderebbe al suolo il Pd. Ma poi è sicuro che da quelle macerie nascerebbe un fiore?
Un congresso potrebbe essere una trappola per Schlein, ma meglio rischiare che languire nella palude. Viene un momento in cui il principe agisce d’impeto, Machiavelli aveva ragione.
Vuole mandare per stracci Schlein.
Vorrei invece aiutarla a prendere il volo. L’opposizione è frustrante ma ti consente di capitalizzare un vantaggio. La retorica scalmanata di Meloni ha pagato in termini di consenso. Su un tema come l’evasione il governo andrebbe incalzato: se hai tutto per stanare gli evasori e non lo fai, o li compiaci, vuol dire che sei connivente.
Odia i toni bassi del riformismo all’italiana.
La sanità pubblica è stata smantellata sulla base del dogma liberista dello Stato sociale come lusso che non ci si può permettere. Il diritto alla salute non è più universale ma un privilegio di classe: i benestanti si curano, chi ha basso reddito rinuncia a curarsi o muore in lista d’attesa. Una sinistra che non senta il pathos della disuguaglianza, che non ingaggi un conflitto contro la deriva neo-feudale della società, semplicemente non è una sinistra.
Conflitto di classe, siamo alle barricate.
Prenda la scuola. La classe docente è retribuita pressoché al di sotto della soglia di povertà e delegittimata agli occhi di studenti e famiglie. Sarebbe di sinistra una proposta che restituisca dignità agli insegnanti a partire dai salari. Per non parlare di una campagna per tenere aperte le scuole tutto l’anno, promuovere un’attività sportiva non più per pochi, combattere l’obesità dei poveri. Si contribuirebbe alla crescita del capitale sociale, da cui dipende la qualità della democrazia. Sul piano globale starei attento agli attacchi di Trump alla libertà d’insegnamento e di ricerca: guai se il contagio si propagasse. Le destre sanno che una scuola libera è un contro-potere.
Come recuperare gli operai, chi non vota più?
Sono gli esodati della politica. Forse battendo sulla perdita di potere d’acquisto dei salari. Basterebbe questa tragedia per un conflitto sociale e politico. Senza il quale non ci sono né democrazia né sinistra.
L’avrà letto Elly?
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ma poi l’ avrà capito?
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Schlein è diventata segretaria grazie al voto degli 👉elettori👈, non degli iscritti. Era sufficiente che capisse e accettasse la origine del suo mandato per imprimere una svolta al suo partito. I cambiamenti in una forza politica sono resi evidenti da come vota nelle sedi preposte e dagli “innesti” che le varie tornate elettorali consentono al segretario di un partito di candidare gente fresca, nuova.
Dove sono le evidenti e rivoluzionarie novità a guida Schlein?
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Avanzi – 1993
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Non ci sono. Ecco il motivo per cui il PD perde consensi a favore del M5S. Chi ha votato la Schlein si aspettava un cambiamento che non c’è stato e quindi trasmigra verso altre forze politiche. Ha solo un po’ spostato a sinistra il partito sulle questioni del lavoro e del reddito. Ma che credibilità ha il PD che conduce una campagna contro il Jobs Act che esso stesso ha votato? Nessuna! Infatti, gli operai non lo hanno dimenticato: https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/02/26/primarie-linsofferenza-degli-operai-di-mirafiori-noi-a-votare-il-pd-e-il-partito-del-jobs-act-e-non-e-cambiato-ora-tra-noi-ce-chi-sceglie-meloni/7072399/
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C’è sempre il solito errore di fondo: e cioè pensare che Schlein conti qualcosa. È lei la prima ‘macchietta’! È stata messa lì, a capo del PD proprio per quello, perché non conta una seg@ e fa solo superc@zzole prematurate tra un Bellaciào e l’altro. Illogico aspettarsi che dica qualcosa dopo aver letto l’articolo sopra, ammesso che sia poi in grado di capirlo come qualcuno saggiamente fa notare. Compreso questo fatto fondamentale, non ha neanche senso continuare a parlare di un partito che di “democratico” non ha mai avuto sostanzialmente nulla sin dalla sua nascita.
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Esatto. Nel PD contano i “capibastone” e i “cacicchi” che la Schlein voleva estirpare. Sono loro infatti che hanno tirato le liste alle Europee e permesso al PD di ottenere un buon risultato, e non la Schlein. Io aggiungo che non ha senso continuare a parlare di un partito che di “sinistra” non ha mai avuto sostanzialmente nulla sin dalla sua nascita.
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