
(di Michele Serra – repubblica.it) – Il presidente della Comunità ebraica di Roma, Victor Fadlun, ha avuto parole molto dure contro l’esibizione di un gruppo musicale che al concertone del Primo Maggio ha cantato un testo filopalestinese sulle note di Hava Nagila (popolarissimo canto della tradizione ebraica).
Fadlun ha definito quell’esibizione “un insulto e una violenza inaccettabile”. La sensibilità lesa è la sua e nessuno ha il diritto di sindacare sui sentimenti di Fadlun e della comunità che rappresenta. Ma sbalordisce, al tempo stesso, l’incapacità o peggio il rifiuto di percepire che il macello di Gaza è di tali dimensioni, e di così lunga durata, da sconvolgere ogni precedente assetto della questione israelo-palestinese, e ogni precedente opinione sulla stessa.
Con osceno eufemismo, la destra israeliana ha definito a più riprese “migrazione volontaria” la fuga degli abitanti di Gaza dalla smisurata rappresaglia dopo la strage criminale del 7 ottobre; con ancora più osceno cinismo, Trump e i suoi famigli valutano lo smantellamento di Gaza come una lucrosa operazione immobiliare, facendo sembrare la distruzione sistematica di quelle case e di quegli edifici pubblici una specie di demolizione anticipata, in attesa dei nuovi cantieri in una Gaza post-palestinese.
Dentro questo tragico quadro due milioni di esseri umani, compresi le donne e i bambini, compresi gli oppositori di Hamas, hanno zero diritti e un solo dovere: scomparire. L’interruzione a singhiozzo dei rifornimenti di cibo e di medicinali aggravano un quadro già ampiamente imputabile di persecuzione su basi etnico-nazionali.
Il colpo che il governo di Israele ha dato all’immagine di quella Nazione è tremendo, forse irrecuperabile. Molto più preoccupante, per gli ebrei di tutto il mondo, di una canzone sul palco del Primo Maggio.
Ogni tanto anche Michele Serra scrive cose che condivido in toto uscendo dal suo (a fasi alterne) cerchiobottismo .
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FINALMENTE! Hai detto ciò che andava detto!
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Ovviamente deve tirare in ballo la destra. Non risulta che il Partito Demenziale che gli piace tanto abbia posizioni molto critiche verso Israele.
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Quando c’era Biden dietro il genocidio Serra mi sembrava molto più accondiscendente
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Brava Liliana, e bravo Jack sopra. Stavo riflettendo esattamente sulle stesse cose da voi espresse. Per una volta che Serra la scrive più o meno giusta, viene sùbito da domandarsi come mai costui non si sia posto la medesima domanda quando il suo partito di riferimento, il Partito Di-Destra, non abbia fatto lo stesso quando c’era da farlo: perché di occasioni ne ha avute e le ha miserevolmente perse sostanzialmente tutte. Ma certamente a quel punto poi, a ripensarci un po’ meglio, finisci in una condizione quasi patetica, poiché ad aspettarti che certe domande le faccia allora quindi nientemeno che La Schlein… finisci semplicemente nel ridicolo. Ma direi che finisci “ancora più nel patetico”, se possibile. E quindi niente, non se ne esce. 🤷🏼♂️
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