La produzione industriale scende da 25 mesi filati e l’Istat certifica che gli stipendi, da quando c’è questo governo, hanno perso l’8% del potere d’acquisto, cioè almeno 200 euro al mese. Ma senza l’Istat non lo vedevano che la povertà avanza? Annarita Verace

(di Paolo Di Mizio – lanotiziagiornale.it) – Gentile lettrice, c’è una forte distopia tra la realtà, in genere nera, e le rosee fantasie della Meloni. Ricordo una sua frase sublime dell’anno scorso: “L’Italia è la locomotiva d’Europa”, e invece il nostro Pil fu sotto la media dell’eurozona: fu una zavorra per l’Ue, altro che locomotiva. E dunque perché circa il 30% degli italiani le crede? Mi sono risposto che, a parte l’abilità della Meloni nel raccontare che gli asini volano, esistono due fattori. Il primo attiene la psicologia di massa, un fenomeno che lo scrittore Mark Twain riassunse così: “È facile ingannare la gente. Il difficile è convincerla che è stata ingannata”. Il secondo fattore è l’informazione: stampa e tv. Mai nella nostra storia, a parte il ventennio fascista, s’era visto un conformismo di tale fatta. Stando ai volumi delle vendite dei giornali, circa il 90% dei lettori si abbevera presso testate completamente appiattite sul potere. In televisione siamo, penso, oltre il 99%. Il conformismo si è amplificato con la guerra in Ucraina, quando la Meloni, che era sempre stata pro Putin, fu prontissima a cambiare casacca e allinearsi ai poteri che contano. Grazie a questo i suoi fiaschi vengono nascosti sotto il tappeto e nelle rare conferenze stampa nessuno contesta le sue balle allucinanti. Anzi, qualche giornalista alza lo sguardo e giura di aver visto un asino volare.