Il sagrato di San Pietro ha visto riunirsi Zelensky, Trump, Macron e Starmer, immortalati da telecamere e fotografi. Incontro a cui non ha preso parte Meloni, che invece è tornata nell’area riservata alle autorità civili dieci minuti dopo averla lasciata e per qualche minuto ha conversato con il presidente del Senato Ignazio La Russa, che a un certo punto ha scosso la testa visibilmente contrariato.

(di Giulia Casula e Marco Billeci – fanpage.it) – I funerali di Papa Francesco sono stato un grande rito religioso e di popolo, ma anche senza dubbio un importante evento politico, che a visto riunirsi sul sagrato di San Pietro i grandi della terra e che ha raggiunto il suo apice con l’incontro tra Trump e Zelensky dentro la Basilica di San Pietro.
I due si sono seduti l’uno davanti all’altro in un colloquio che è parso decisamente più disteso di quello avvenuto allo Studio Ovale lo scorso febbraio, quando si erano resi protagonisti di un acceso scontro ripreso da telecamere e giornalisti. Il breve vertice di ieri, è stato definito “produttivo” dai leader e sembra aver segnato un piccolo passo verso la pace.
La Basilica di San Pietro però, è stata ospite di un altro incontro, quello tra Zelensky, Trump, Macron e Starmer, anch’esso immortalato da telecamere e fotografi. Nello scatto, che ha fatto il giro del web, non compare Giorgia Meloni. Dov’era la premier e perché è stata tagliata fuori dal colloquio?
Sotto questo aspetto, è interessante ricostruire i suoi movimenti prima e dopo la cerimonia. Meloni è arrivata in piazza San Pietro poco dopo le 9 e 30, ha salutato la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen. Poi però ha lasciato nuovamente il sagrato, per recarsi in a salutare i celebranti della messa.
In quegli stessi minuti dentro San Pietro andava in scena il mini vertice a quattro tra Trump, Zelensky, Starmer e Macron a cui la premier non ha preso parte. Meloni è invece tornata nell’area riservata alle autorità civili circa dieci minuti dopo averla lasciata e per qualche minuto ha conversato con il presidente del Senato Ignazio La Russa, con la mano davanti alla bocca. Negli istanti ripresi dalle telecamere di Fanpage.it, si vede la premier spiegare qualcosa al collega di governo, che a un certo punto scuote la testa visibilmente contrariato.
Meloni stava forse riferendo quanto accaduto poco prima tra i leader? Non possiamo saperlo con certezza, dato che nel parlare all’orecchio di La Russa la premier si è coperta con la mano nascondendo così il labiale. Quel che pare evidente invece, è il fastidio del presidente del Senato immediatamente dopo il racconto. La Russa potrebbe non aver gradito l’esclusione di Meloni e alcuni retroscena giornalistici – che raccontano di un’irritazione nei confronti dello staff di Chigi che non avrebbe informato per tempo la premier di quanto stesse succedendo – sembrano confermarlo.
Al termine della celebrazione poi la premier ha affrettato il passo per raggiungere il presidente americano, con cui ha avuto un breve colloquio, lasciando il Vaticano. Sempre sul fronte della politica italiana, i cronisti hanno annotato una certa freddezza tra i due vicepremier Tajani e Salvini, che sono rimasti per diversi minuti vicini, prima dell’inizio della messa, senza però rivolgersi la parola, salvo per un breve saluto.
Dilettanti allo sbaraglio in situazioni critiche… possono fare danni irreparabili
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Non si perde tempo a parlare con la servitù ,Meloni, ma con il padrone ,Trump.
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Prima di volare a Washington Meloni aveva più volte detto che lo faceva in virtù di un suo canale di comunicazione privilegiato verso gli USA del quale poteva beneficiare anche l’Europa, pur non parlando a suo nome. In tal caso avrebbe dovuto essere lo stesso Trump a coinvolgerla e invece no: come Premier italiano che fa gli onori di casa è uno smacco colossale e l’espressione di La Russa secondo me significa esattamente questo.
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Se ne è parlato ieri anche qui su Infosannio, ma è giusto rispondere con queste immagini a tutta questa pantomima della politica politicante e vuota, ai crocicchi e alle crocchie meloniane, ai saluti e alle risatine: https://www.ilgiornaleditalia.it/video/esteri/701228/gaza-bambino-insanguinato-chiede-aiuto-tra-le-macerie-resti-umani-a-pezzi-e-corpi-che-volano-per-l-intensita-delle-esplosioni-video-choc.html
Ecco chi siete, ecco cosa fate. Noi occidentali siamo morti dentro.
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E l’attentato di Bandar Abbas, dove dei buontemponi hanno fatto scoppiare dei container causando oltre 100 morti e 1.000 feriti. Gli iraniani parlano apertamente della responsabilità dei puzzoni a sei punte. Però che strano questo attentato, arriva proprio adesso che Iran e USA stanno a fare trattative politiche.
In Palestina 51 morti nelle ultime 24 ore.
Attacchi pure in Libano.
In genere, quando qualcuno compie eventi criminosi non è uno stato, e nemmeno un’organizzazione terrorista, ma un’associazione mafiosa.
Ah, non parliamone male, tante volte arrivasse qualche ganzo atlantista a dire che sono l’unica democrazia del medio oriente.
Ps anche il Libano lo è, però non fa testo. L’esercito libanese si è dichiarato neutrale di fronte al conflitto tra IDF e Hezbollah.
Come se l’Armata Rossa si fosse dichiarata neutrale di fronte all’invasione tedesca.
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Forse ho visto male ma sia Meloni che La Russa ridevano dopo aver confabulato. Ciò che mi ha fatto sobbalzare è stato vedere Tajani, vice Presidente del Consiglio, ministro degli Esteri che si aggirava con entrambe le mani nelle tasche dei pantaloni. Non c’è un Servizio del Cerimoniale che spieghi che NON si fa perché dà una sudicia e volgare impressione?
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A me sono sembrate risatine da “incavolati”….. un altra cosa che ho notato l’ impassibilità di mattarella che on ha degnato di una sguardo l’ allegra brigata la russa-melona…
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Ho pensato la stessa cosa. Una cafonata infinita, girellare con le mani in tasca manco si fosse al bar in cima alla spiaggia per il bicchierino delle 18, dopo l’ultimo bagnetto. Una buzzurrata degna di un novellino che non riesce a reggere il peso dell’ “impero” che nonno Scilvio gli ha lasciato (ma direi più “di cui il pisquano si è subito indebitamente appropriato”). Non tanto perché sian tutti oggettivamente dei buzzurri buttati in politica perché non avevano di meglio da fare, ma più che altro perché ‘sta gentuccia qui, non sapendo fare niente e non contando una pippa, è potenzialmente in grado di produrre danni enormi, come infatti stiamo vedendo da tempo e sicuramente da almeno tre anni.
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Oppure era nella foto ma essendo diversamente alta non si vede
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Oh-oh la servetta correva oh-oh la servetta correva dietro al gran Signore oh-oh- il gran Signore non la notò oh-oh 😀
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Notizie varie dal mondo: (Da il giornale d’Italia):
Esplosione nel più grande porto commerciale in Iran, vicino alla città costiera di Bandar Abbas, sullo strategico stretto di Hormuz. I morti sono oltre 100 e i feriti più di 1200. Non è stato reso noto il numero dei dispersi, anche se è possibile sia immaginare sia molto alto. Così come le cause, anche se il deputato del Parlamento iraniano Mohammad Seraj ha le idee abbastanza chiare: “L’esplosione nel porto di Shahid Rajaei di sabato non è stata accidentale, poiché ci sono chiari segni del coinvolgimento di Israele nell’incidente. L’esplosione è avvenuta simultaneamente in quattro punti diversi del porto, ed è chiaro che loro (gli israeliani) hanno piazzato esplosivi nei container nel paese che ha esportato il carico in Iran, o durante il viaggio verso l’Iran, o tramite i loro elementi all’interno dell’Iran o tramite l’utilizzo di satelliti o timer remoti”. Il deputato sostiene si sia trattato di un attentato terroristico ad opera degli israeliani, che avrebbero stimato anche l’ora esatta dell’arrivo del carico nel porto, per causare un danno più grave: “Gli israeliani hanno cercato di minare le interazioni internazionali dell’Iran, ma questa volta non possono influenzare il processo degli attuali colloqui Iran-Stati Uniti“.
Nel mentre i sionisti hanno bombardato anche Beirut:
Nuovo, ennesimo attacco di Israele, che continua non solo a bombardare Gaza ma anche il Libano. L’esercito israeliano ha portato avanti un attacco aereo nella periferia sud di Beirut, dove si è sentito un gran boato tra le case e dove il quartiere Hadath era stato minacciato dall’Idf con un ordine di evacuazione, da un edificio in particolare. L’esplosione è stata udita a chilometri di distanza: nella zona sono stati sparati anche colpi per aria. L’Idf ha asserito di aver colpito un “sito missilistico di Hezbollah”, mentre il presidente libanese Joseph Aoun è intervenuto tirando in ballo Usa e Francia, che “in quanto garanti dell’accordo di cessate il fuoco, devono assumersi le loro responsabilità e costringere Israele a cessare immediatamente i suoi attacchi”.
Adesso il presidente Aun che dirà? Che bisogna disarmare Hezbollah?
E chi lo difenderà mai il Libano visto che le sue patetiche forze armate non hanno un jet dal 1976 e che in occasione degli scontri con Hezbollah si sono dichiarate NEUTRALI (cioé non difendono il Libano da Israele).
Israele ha ignorato la proposta fatta da Hamas di una tregua duratura e della liberazione di tutti gli ostaggi israeliani presenti ancora nella Striscia, continuando a bombardare Gaza e causando nelle ultime 24 ore altri 51 morti tra i civili. I raid hanno colpito anche “le tende degli sfollati” ad Hamad City, nel governatorato di Khan Yunis. A riferirlo è stato il corrispondente dell’agenzia palestinese Wafa. Le Idf hanno ripreso i combattimenti lo scorso 18 marzo, violando il cessate il fuoco raggiunto a gennaio.
Ovunque ti giri e trovi dei morti ammazzati, c’é il loro zampino, quanto meno tra Palestina e Iran.
Mentre il mondo celebrava la morte di Papa Francesco nella Striscia ci sono stati oltre 50 morti civili, rendiamoci conto di cosa significa.
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Il famoso ponte…azz.. non è idoneo alla bisogna: troppo piccolo!
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