(Tommaso Merlo) – Rieccoci. I pronipoti dei fascisti mal digeriscono la festa della liberazione, mentre i pronipoti dei partigiani la glorificano. Se siamo un paese disastrato è anche per questo. Invece di gestire il passato in modo intelligente, siamo impantanati nei nostri traumi. Quello che vale per la vita delle persone vale anche per quella dei paesi. I traumi vanno superati altrimenti ci perseguitano per tutta la vita. Dal passato vanno salvate le lezioni utili e rimosso tutto il resto. Ed ecco la ricetta. Accettare quanto successo anche perché possiamo rimuginare quanto vogliano ma il passato non cambia e sopravvivendo giusto nella nostra testa, ci logora. Secondo, perdonare tutto e tutti perché solo così tagliamo i lacci e possiamo girare pagina. Una mossa intelligente più che compassionevole. Terzo, “amare i nostri nemici”, la mossa più difficile ma quella miracolosa che trasforma i traumi in grandi opportunità di crescita ed i mostri in maestri. E più i traumi sono dolorosi, più sono benefici. È la strada più difficile, ma l’unica che funziona. Per le persone come per i paesi come l’Italia. Il fascismo è stato il grande trauma della nostra storia moderna. Vent’anni di regime liberticida colmati con la mattanza della seconda guerra mondiale e della breve guerra civile. Idee ed isterismi collettivi che hanno prodotto milioni di morti, cumuli di macerie e ferite profonde. Sono passati ottant’anni e mentre una minoranza politicizzata ancora si scanna, gran parte dei cittadini si gode la pace e i fatti propri. Ormai non nota nemmeno più nessuno le lapidi coi nomi dei caduti sui muri dei paesini disabitati dell’entroterra come delle grandi città. Tra loro moltissimi giovani, della stessa età di quelli che andranno a morire al fronte per la terza guerra mondiale che stanno preparando. Un 25 aprile dal gusto amaro. Riparte la follia della guerra. E questo perché non avendo superato il trauma, lo ricreiamo, lo riviviamo. Vale per l’Italia come per tutta l’Europa. Non abbiamo accettato, non abbiamo perdonato e di nemici da odiare ne abbiamo trovati altri. Non abbiamo capito che non esiste ragione al mondo per ammazzare altri esseri umani e che la guerra non ha nessun senso. Le idee non si sconfiggono uccidendo chi le pensa, anzi. Più le sopprimi nel sangue più resistono e ricompaiono in forme sempre nuove. Come il fascismo. Di mussolini è ancora pieno il mondo. Di dittatori, di partiti unici, di repressione delle libertà fondamentali e delle opposizioni. Ed è anche pieno di resistenze che combattono sui monti. È pieno di guerre, di ricostruzioni e anche di drammatiche ricadute come la nostra. Certo, in Occidente è impensabile che qualche duce si affacci ad un balcone a blaterale, verrebbe sommerso dalle pernacchie. Quello che sopravvive sono però i rigurgiti di una ideologia sconfitta militarmente ma non culturalmente e quindi non politicamente. Lo si vede in modo limpido negli Stati Uniti, paradossalmente i nostri liberatori dal nazifascismo. Trump è circondato da fedeli gerarchi e camerati in cappellino rosso, parlamento ed opposizioni umiliate, scontro col potere giudiziario, delegittimazione della stampa, oppressione anche violenta del dissenso e delle minoranze. Un’ondata nera che oggi come allora si allea coi paesi ideologicamente affini. Il fascismo non è stato sconfitto e questo perché quel trauma non è stato curato e quindi superato davvero. Il fascismo gode di ottima salute in giro per il mondo mentre da noi è stato inutilmente soppresso con la guerra e poi con una gestione sbagliata del passato. Invece di accettare, perdonare e perfino di amarsi a vicenda ricostruendo un futuro insieme, la memoria di quegli anni terribili è stata usata per continuare a combattere gli odiati nemici, per tenere aperte le ferite e cercare rivalse, per alimentare identità ideologiche sempre più sbiadite, per sentirsi dalla parte del giusto e superiori, per dominare la scena politica e culturale. Memoria come arma politca invece che come terapia. Col risultato che dopo decenni di catacombe, la versione annacquata occidentale del fascismo ha conquistato addirittura la Casa Bianca mentre l’Europa fondata sulla pace si sta preparando al terzo conflitto mondiale. Dove andranno a morire giovani della stessa età di quelli incisi sulle lapidi dimenticate sui muri dei paeselli disabitati dell’entroterra come delle grandi città. Se siamo un paese disastrato e il mondo è in subbuglio, è anche per questo. Invece di gestire il passato in modo intelligente, siamo impantanati nei nostri traumi. Non li superiamo e quindi li ricreiamo e li riviviamo. Vale per la nostra vita come per quella del mondo intero. Già, un 25 aprile dal gusto davvero amaro.