(Tommaso Merlo) – Per capire i mali della nostra epoca basta confrontare la figura di Papa Francesco con quella del presidente americano. Oggi i “bergogli” sono molto rari mentre il mondo è pieno zeppo di “trump” ed è per questo che stiamo andando in malora. Non una questione politica, ma più profonda. Il vero problema del mondo è lo scarso livello di consapevolezza, Bergoglio era un uomo evoluto che esprimeva il suo cuore, Trump un ragazzino in balia del suo ego. Bergoglio viveva in pace con se stesso e con gli altri, Trump vive in una guerra permanente. Bergoglio era qui per unire, Trump è qui per dividere, per alzare muri e per colpire nemici che esistono solo nella sua testa. Bergoglio era venuto al mondo per dare e condividere, Trump è qui per prendere e accumulare, per imporsi, per sfruttare tutto e tutti per i suoi deliri egoistici. Bergoglio spargeva amore frutto del suo cuore, Trump sparge odio frutto del suo ego. Bergoglio dava il buon esempio incarnando quello in cui credeva, Trump se ne frega perfino della coerenza di quello che dice. Bergoglio era un uomo che aveva capito come quelle materiali sono solo illusioni ed è al contrario nella sobrietà e nella semplicità che si coglie il meglio della vita. Trump sguazza invece nell’oro e lo ostenta illuso che un giorno potrà bastargli e perfino placare il vuoto che lo perseguita. Bergoglio era un uomo genuino che si circondava di persone che avevano bisogno di lui, Trump recita un personaggio e si circonda di adulatori da sfruttare. Bergoglio era umile, gentile e rispettoso di tutti, Trump arrogante, rozzo e disposto a calpesta gli altri per raggiungere i suoi scopi. Non una questione di carattere e nemmeno politica o culturale, ma una questione di consapevolezza, di livello di crescita personale e che ci riguarda tutti dato che sotto la pelle siamo dannatamente identici. Bergoglio era sensibile e compassionevole non perché Gesù ha detto che bisogna esserlo, ma perché seguendo le sue orme aveva raggiunto le stesse conclusioni di amore universale. Conclusioni che si possono raggiungere col cristianesimo, col buddismo o camminando da soli nei boschi leggendo un libro, quello che conta è raggiungerle, è investire tempo ed energie nella propria crescita personale in modo da evolvere oltre al proprio misero ego e diventare pienamente se stessi. E cioè non solo una mente egoistica ma anche un cuore che è amorevole, empatico e più intelligente del cervello. Evolvendo oltre gli inganni materiali, oltre i luoghi comuni, oltre al proprio traumatico passato, oltre agli isterismi di massa, oltre alle paure frutto della nostra ignoranza, oltre i bigottismi, oltre alla sterile superficialità. Ed è a quel punto – in maniera del tutto naturale – che rigetteremo la follia della guerra, che ignoreremo la deriva consumistica, che considereremo gli altri esseri umani come noi e aiuteremo i più fragili, che ci opporremo alle ingiustizie e ai soprusi, che rispetteremo il pianeta per il bene delle future generazioni. Non una questione politica e nemmeno caratteriale o culturale, ma di crescita personale, di consapevolezza. Invece di vivere da adolescenti arroganti, superficiali e menefreghisti come Trump, vivremo come uomini evoluti e completi come Bergoglio. Con enorme giovamento per noi stessi e per tutti coloro che ci circondano, Eppure il mondo sembra andare in direzione opposta, i “bergogli” sono molto rari mentre è pieno zeppo di “trump” ed è per questo che stiamo andando in malora. Dobbiamo invertire la rotta prima che sia troppo tardi, lavorando alla nostra evoluzione personale in modo che quando diventerà collettiva, il mondo cambierà. Dobbiamo ispirarci a grandi uomini come Bergoglio, è questa l’unica salvezza.