(Tommaso Merlo) – I misfatti dimostrano cosa sia la combriccola destronsa che da Trump arriva fino ad Orban. L’ultimo è il clamoroso attacco all’università. O si adeguano politicamente al governo o gli tagliano i fondi. Un ricatto clamoroso. La lobby sionista che infesta la Casa Bianca non ha perdonato le proteste universitarie pro Palestina imbrattate come antisemite ed è arrivata puntuale la vendetta di Trump. Il presidente ha colto l’occasione anche per tentare di sopprimere ogni iniziativa a favore di diversità e minoranze negli atenei. Altra fobia destronsa. Sono suprematisti bianchi paranoidi convinti che i musi pallidi vengano discriminati da trans, immigrati e falsi bisognosi a scapito del merito. Complottismo nero al potere e se non bastasse sparso dall’amministrazione più incompetente della storia americana. Altra specialità della casa. Gerarchi selezionati in base alle loro doti di leccamento piedi in modo da non intralciare il ducetto di turno. Gli immigrati ormai li arrestano per strada e li deportano in luride prigioni del Sudamerica. Ammassati come bestiame per un tatuaggio di troppo senza uno straccio di processo. Manco Hollywood ha mai partorito tanto. Il tutto in nome della sicurezza o di qualche loro confine mentale. A testa bassa, anche a costo di scontrarsi con la magistratura, altra loro ossessione. Detestano qualunque cosa intralci il loro potere. Dalla combriccola di Trump fino ad Orban passando per ogni avamposto dell’internazionale nera. Evidenti somiglianze declinate nelle varie salse nazionali. Detestano le diversità fisiche ma anche di pensiero. Sono arrivati al punto di arrestare e deportare perfino studenti e voci fuori dal coro colpevoli di contraddire la propaganda di regime. Demonizzano le opposizioni politiche, sopprimono le proteste di piazza e son disposti a ricorrere alle maniere forti pur di imporre la loro volontà. Non supposizioni ma fatti. In nome di quello che chiamano popolo ma in realtà è solo la loro curva, in nome dei soliti rigurgiti ideologici che compensano il vuoto attuale che li pervade, in nome di un Dio bigotto tutto loro che discrimina e non lesina il pugno di ferro. Vogliono fermare il vento del cambiamento globale con le mani e sopprimere ogni libertà che disturbi i loro deliri propagandistici. Temono il pensiero più profondo e articolato delle loro soluzioni sbrigative. Non supposizioni ma fatti. Ma è positivo che i destronsi governino, perché così tutti possono capire di che pasta sono fatti davvero e quanto siano fallimentari le ricette politiche che propongono. Il migliore antidoto a certi deliri propagandistici, è la realtà. Il problema è che senza vera opposizione, si rischia di andare per le lunghe. Ed è questo il punto. Chi siano i destronsi è fin troppo chiaro mentre dall’altra parte è nebbia fitta. I sinistronsi sono divisi ovunque tra partitocrazia altolocata e nuova società civile. Da una parte politicanti in cravatta e foulard ripudiati più volte nelle urne ma che non hanno nessuna intenzione né di cambiare né di levare il disturbo e tra una battuta in politichese e l’altra si godono le agiate poltrone. Dall’altra cittadini in mutande che vorrebbero qualcuno che rappresenti le loro istanze ma per davvero. Senza peli sulla lingua, senza ipocriti perbenismi, senza inganni. La speranza è che certe forzature fascistoidi aiutino. Come sta succedendo negli Stati Uniti tramortiti da tre mesi da incubo. Col vecchio Sanders e la Cortez che riempiono i palazzetti mentre i senatori democratici prendono il tè a Washington, coi cortei che si allungano a dismisura ovunque e le istituzioni che resistono a partire da quelle universitarie. L’energia ed i contenuti per sconfiggere i destronsi sorgono da lì, nella rediviva società civile globale che non si vuole arrendere ed anzi pretende cambiamento. Una società civile stanca di tapparsi il naso nelle urne ma anche di non votare più e che vorrebbe riappropriarsi del diritto di partecipare democraticamente in un momento storico così cupo.