(di Silvio Garattini * – ilfattoquotidiano.it) – Si è tenuta a Verona, all’inizio di aprile, con grande successo di partecipazione, la 57ª edizione di Vinitaly, la più importante manifestazione di promozione del vino. Il vino fa parte della nostra cultura e della dieta mediterranea, e raggiunge un fatturato in Italia pari a 14,5 miliardi di euro, ma attraverso le esportazioni in tutto il mondo, con un impatto diretto e indiretto, assomma a 45,2 miliardi di euro.

Sono 670 mila gli ettari sottratti alla forestazione dalla coltivazione di vigne con una produzione di 41 milioni di ettolitri pari a 4,1 miliardi di litri contenenti 492 milioni di litri di alcol etilico, una quantità spaventosa di alcol che contribuisce in modo significativo allo sviluppo di tumori, visto che l’Organizzazione mondiale della Sanità ha dichiarato che l’alcol è cancerogeno. Oltre all’effetto sui tumori, l’alcol è anche responsabile di molte malattie e, fra l’altro, di molti incidenti stradali e occupazionali di cui ci lamentiamo. È tuttavia parzialmente consolante l’idea che, per la prima volta, compaiano a Vinitaly dei vini dealcolati in analogia con quanto sta accadendo per le birre.

La tutela della salute, prevista dalla nostra Costituzione, dovrebbe determinare una serie di provvedimenti come quelli che sono stati disposti per il tabacco. Si dovrebbero fornire chiare informazioni ai cittadini, ad esempio, scrivendo sulle bottiglie “questo prodotto è dannoso alla salute”, come avviene in Nuova Zelanda, come suggerito recentemente dall’Irlanda e come richiesto da vari appelli della comunità scientifica.

Dato che è cancerogeno non dovrebbe esserne consentita la pubblicità come per le sigarette. Ma di fatto le sigarette si vendono solo in tabaccheria per gli opportuni controlli, mentre l’alcol, nelle sue varie forme, si vende dappertutto. Come oggi è inconcepibile che si faccia un festival o un’esposizione a sostegno del consumo della sigaretta, non si dovrebbero autorizzare i numerosi eventi a favore del consumo di vino! Invece Vinitaly è stato frequentato ed esaltato da parte di vari ministri e autorità. Il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, non solo ha detto di non accettare la cancerogenicità dell’alcol ma ha dichiarato che bisogna rompere la criminalizzazione del vino, nonché le follie ideologiche attraverso l’aiuto della scienza rappresentata dal suo ministero. È veramente imbarazzante che si neghi l’evidenza. Intanto il ministero della Salute è muto.

* Fondatore e Presidente Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS