(Giancarlo Selmi) – Il problema della (dis)informazione in Italia diventa sempre più un’emergenza democratica. E, si rifletta, lo è ancora di più per colpa di chi di emergenza democratica parla un giorno sì e l’altro pure, in maniera unidirezionale, rivolgendosi alle destre.

Mi riferisco ai “giornaloni”, al Corriere della Sera e quelli del Gruppo Gedi, con in testa Repubblica, diventato ormai un giornale che definire “terrificante” è un eufemismo.

Insieme a La7, vero e proprio “house organ” di quella parte del PD che viene rappresentata da gente come Picierno, Guerini e Fassino. Le destre fanno il loro lavoro, hanno colonizzato la Rai, hanno una batteria di giornali e pennivendoli fiancheggiatori enorme, è tutto vero, ma chi dovrebbe rilanciare le ragioni di chi si oppone alla destra, si occupa di ben altra cosa.

Repubblica, Corriere della Sera, Messaggero, La Stampa più altri chiamati giornali, ma in realtà organi del partito delle armi e della guerra e di un’area politica che si colloca nel cosiddetto “centro riformista”, vero angolo politico dell’establishment, propagano senza vergogna ciò che loro vorrebbero diventasse il pensiero unico su guerra e riarmo. Attaccando pesantemente, senza vergogna o ritegno, giungendo all’insulto, chi ha la grave colpa di “opporsi” alla ideologia armamentista. Non solo il Movimento e Giuseppe Conte, bersagli principali, ma anche Basile, Orsini e Travaglio.

Il vergognoso appello alla non partecipazione di Cappellini di Repubblica, l’altro più ridicolo (ma visto che è partito dal Rag. Cerasa non poteva che essere così) del Foglio per la cancellazione del Movimento, gli indegni insulti di Francesco Merlo, la mancata copertura, il silenzio e il tentativo di sminuire o ridicolizzare la manifestazione di sabato scorso a Roma, la più grande, in termini di partecipazione, degli ultimi decenni, fa parte di quel progetto.

E quindi, diventa difficile capire come facciano i signori di Repubblica o Formigli e tanti altri, a parlare di democrazia in rischio o di fascismo, quando essi stessi stanno operando per cancellare il diritto a essere informati delle persone. Quando essi stessi omettono, insultano o diffondono fakes su Giuseppe Conte. Perché stanno attentando alla democrazia tanto e, dal punto di vista informativo, forse più, di quanto non lo stiano facendo Meloni e coro cantante.