UNIONE EUROPEA OFFENSIVA PROPAGANDISTA, TERRORISTA E FASCISTOIDE.

(Gioacchino Musumeci) – Leggo inorridito e sconcertato che con 399 voti a favore, 178 contro e 71 astensioni il parlamento Europeo ha approvato la relazione sulla sicurezza e difesa comune. Praticamente un inno alla manipolazione collettiva: “ Gli stati sono invitati a promuovere tra cittadini una comprensione più ampia di minacce e rischi” ovvero terrorizzare l’opinione pubblica sventolando fantasmi. Non solo, “bisogna allineare ( leggi bisogna manipolare”) le percezioni dei cittadini con programmi educativi e di sensibilizzazione, in particolare per i giovani, volti a migliorare le conoscenze su sicurezza difesa e importanza delle forze armate…a rafforzare la preparazione e la prontezza civile e militare, la resilienza psicologica degli individui e la preparazione delle famiglie.”

Governanti mostrificanti intimano subdolamente a cittadini rammolliti e poco propensi a imbracciare fucili di prepararsi allo scontro militare e apprendere come superare lo shock della distruzione in nome del superiore del DNA occidentale.

Il geniale Franco Battiato aveva ragione fin dagli anni ottanta: “Patriots to arms, engagez vous:…Alla riscossa stupidi che i fiumi sono in piena..Potete stare a galla ( sottinteso “come stronzi”). E non è colpa mia se esistono carnefici, se esiste l’imbecillità…

Per certo l’Europa 2025 è, se possibile, più repellente di quella dello scorso anno. Per i suoi vertici psicotici se non ci sono ragioni sufficienti per la guerra, il loro partito farà la guerra con un pretesto, poi inventerà una ragione. E nonostante non esista bandiera che possa coprire la vergogna di trucidare innocenti, la UE vuole persuadere l’opinione pubblica della necessità dei conflitti. E il tempo impiegato in propaganda schifosa è un investimento conveniente in vista di profitti plurimiliardari per cui sacrificare interi popoli.

Così Nella relazione demenziale approvata dal parlamento sono contenuti razzismo, nazionalismo, militarismo e bieca propaganda, ovvero gli elementi fondanti della dottrina fascista rispolverata da stupidi vertici europei per la ghiotta occasione bellica.

Parafrasando Erich Maria Remarque posso definire il bellicismo europeo una fogna, gorgo di acque nere che attira con forza apparentemente invincibile e distrugge senza fatica ogni resistenza.

Non posso che schifare ogni iniziativa parlamentare europea tesa a manipolare milioni di persone proprio come avveniva in occasione del primo conflitto mondiale. Siamo spaventosamente regrediti di oltre secolo.

La propaganda moderna UE ricalca molti aspetti di quella guerresca del XX secolo: oggi come allora, tutto nasce dalla necessità di “convogliare in un’unica direzione la volontà del popolo, perché segua le direttive e le decisioni dei capi”; il contenuto della relazione sulla sicurezza ne è un esempio clamoroso quando suggerisce di educare i giovani – dunque i più influenzabili- che dovremmo collettivamente ispirare a coltivare lo spirito critico e i valori della pace, a sedare le loro coscienze in nome delle mitraglie. Dio ci salvi dai cattolici guerrafondai, non esistono autocrati peggiori di loro.

Esiste un parallelismo inquietante nel metodo di persuasione usato ai tempi di Mussolini e l’operato della Propaganda bellicista di oggi. A quei tempi l’Italia era spaccata tra interventisti e neutralisti che oggi potremmo indicare nei bellicisti e pacifisti. E Mussolini scriveva della necessità di passare “dalla neutralità assoluta” caratterizzante la posizione italiana, alla neutralità attiva e operante”, aprendo le porte a un possibile ingresso dell’Italia in guerra a fatti in corso. Così come la UE apre al conflitto contro la Russia. Alcuni giornali, gli stessi oggi schifosamente funzionali alla propaganda bellicista, come la Domenica del Corriere, inserto settimanale del Corriere della Sera, di cui sono arcinote le copertine propagandistiche di Achille Beltrame, ragionano proprio su questi binari. Quest’ultimo, in particolare, nelle primissime fasi della guerra glorificava la resistenza belga contro l’invasore, come oggi si esalta la resistenza ucraina, divinizzava le gesta inglesi e francesi, e demonizzava l’aggressore austro-ungarico e raccontava, ingigantendole, le atrocità tedesche come oggi con quelle russe. Una narrazione, via via sempre più violenta ed esplicita, sostenuta, accompagnata e alimentata da intellettuali e movimenti culturali la cui funzione era convincere l’opinione pubblica alla necessità di partecipare alla guerra.

Ebbene nel 2025 la UE si rivolge ai cittadini europei con la stessa retorica del 1918. Pensate quanto tutti questi ingegneri della persuasione stimano i popoli europei e con quanta protervia apostrofano gli indisciplinati pacifisti . Ebbene solo popoli estremamente imbecilli potrebbero cadere vittime del tentativo di spregevoli e letali dissimulatori, irrispettosi di cittadini che dovrebbero licenziarli domattina e condannarli con profondissima ignominia alla vergogna perpetua.