I Volenterosi orfani di Trump pensano di mettere insieme un esercito in grado di funzionare. Per sabotare l’orribile pace degli Usa sussurrano a Zelensky: non ti fidare, dì No a tutto

Keir Starmer ed Emmanuel Macron guidano la coalizione dei volenterosi

(Domenico Quirico – lastampa.it) – Eccoli! Lavorano in coppia, si danno il cambio in sornionerie, doppi fondi e manovre i due alacri armeggioni: vertice urgente a Parigi… Urgentissimo! Ci rivediamo a Londra… Straurgentissimo! Alti Comandi a rapporto da noi… Volenterosi, Irriducibili, Orfani di Trump, basta il lento risolvere, è il momento di fare gli esagerati, l’ora degli «incrollabili impegni», delle «forze di dissuasione», di «assumersi la responsabilità della sicurezza anche dei vicini!».

Li guardi, Macron e Starmer, stringer mani alla combriccola che hanno messo in piedi, una claque di annoiati, di renitenti, di facce che non vedono l’ora di fare la foto di gruppo per poi filarsela a occuparsi di cose serie a casa propria, dazi inflazione eccetera… Eppure sono proprio questi trenta stralunati che i Due vorrebbero ammutinare contro il monopolio tirannico dei Grandi, Trump, Putin, Xi, designando la perfida triade alle collere di una ciurma disposta agli ordini della nuova Entente cordiale: lasciate fare a noialtri e domani sarà tutto finito, invasioni, prepotenze, dazi e comanderà di nuovo l’Europa! Sarebbe una buona causa se sotto la retorica della patria comune non covassero i loro acerbi ed egoistici rancori, progetti di rapido arricchimento, vanità smisurate. A sentirli, il cessate il fuoco è una maledizione, la guerra generale è alle porte, la Legione e i commandos di sua maestà già dovrebbero squadronare sul Dnipro per metter subito la museruola agli arruffoni di Mosca.

Ti rendi conto continuamente dell’interminabile ripetizione della fatiscenza franco-britannica, della enorme pressione dell’impotenza travestita da politica che scorre, si ramifica e si estende come l’acqua alluvionale. Voglion fare il verso a Churchill e a De Gaulle ma somigliano a Stenterello e Pulcinella. Assistiamo alla pericolosa recita di due dottrinari senza mezzi abituati a modificare e tradire le proprie dottrine secondo l’opportunità: predicano il laborismo e vogliono esportare i migranti in Katanga, tagliano il sussidio per il riscaldamento agli ottuagenari poveri per fabbricar cannoni, trambustano contro il tiranno di Mosca e poi usano come manutengoli ignobili mascalzoni per puntellare l’ex impero. Più le loro teorie velleitarie sono scassinate dai fatti più si applicano a restaurarle con la chimerica propaganda delle parole. Son velleità pericolose quando si maneggiano armi e riarmi. A metter insieme un esercito che funzioni non per le parate e le manovre ma per la guerra ci vogliono lustri ma loro eccitano passioni turbolente come se una guerra fosse affare prossimo e di facile soluzione.

Queste immagini di gruppo (c’è perfino Erdogan, il tema dei suoi più recenti imprigionamenti immagino non sia all’ordine del giorno dei Volenterosi…) rimandano al rumore di una folla che chiacchiera per far passare il tempo, quelle riunioni di esponenti della stessa professione in qualche albergo di lusso, dentisti o imprenditori di lavori pubblici. Tra cravatte grisaglie e tailleurini l’unico che sembra aver qualcosa di terribile da affrontare, haimè!, è lui Zelensky. Lo invitano, si presenta, sa che non sono questi affettati chiacchieroni a decidere niente di risolutivo, la lor unica forza è e sarà il libretto di assegni, può ripetere davanti a loro quello che purtroppo con Trump non può dire, che l’Ucraina ha diritto a non concedere nulla.

Qual è lo scopo di questo scenografico fruga e sistema sulle due sponde della manica? Sabotare la “pace” dell’orribile Trump, sussurrando a Zelensky: non ti fidare, dì no a tutto, a Riad ti vogliono ingannare, Usa e Russia sono già d’accordo. Ci siamo noi che stiamo per diventare la prima potenza militare del mondo. Prima che la realtà implacabile appanni il luccicare dei due signori della guerra incassano una parentesi da primattori; e il business del riarmo santificato dalla necessità di difendersi. Eppure è facile svelare la bugia su cui si regge: che lo scopo sia organizzare in anticipo la Forza militare che dovrà garantire la futura osservanza della tregua e impedire a Putin di approfittarne…

Se c’è una cosa certa nel garbuglio delle fragili trattative a Riad è la impossibilità che truppe dei Paesi europei e della nato siano investite di un qualsiasi ruolo sul terreno in Ucraina. Mosca li considera, a ragione, cobelligeranti con Kiev e non li accetterà mai. Putin ha fatto sputar sangue per tre anni ai russi dicendo che serviva per tener lontana l’Alleanza dalle sue frontiere e dovrebbe convincerli, per far piacere ai due forsennati della lotta a oltranza, che sistemino cannoni e bagagli a Kharkiv! I due imperi, purtroppo, regoleranno tra loro il problema delle garanzie reciproche per il dopoguerra. L’Europa, con le sue sedicenti “potenze”, Francia e Regno Unito, entrambi la considerano inaffidabile e nemica, una mummia.

Macron e Starmer cercano non di creare l’Europa ma semmai di riavvolgere il film della Storia che dal 1945 li ha inesorabilmente relegati nel cantuccio malinconico delle ex potenze. Montano un grottesco remake del 1956, l’impresa sciagurata di Suez, quando Eden e Coty decisero di riprendersi il canale di Suez sequestrato dalle insopportabili pretese terzomondistiche di Nasser. Serviva un pretesto, diedero il via libera a Israele: lanciamo i paracadutisti per separare i contendenti che mettono in pericolo la sicurezza della navigazione e del commercio! L’ultimo belato del colonialismo europeo moribondo, il mondo era già diviso in sfere di controllo tra America e Unione sovietica (che incolonnava i carri armati verso Budapest). Bastarono un paio di telefonate, i paracadutisti di Massu fecero tristemente “fianco destr”.

Macron e Starmer non si rassegnano ad accidiose malinconie. Pensano di compensare la irrilevanza dei loro Paesi di fronte ai colossi vecchi e nuovi (l’India, perfino l’India!) con un macchiavellismo di basso conio e una scienza di espedienti ricopiati dal trapassato. Per l’Europa affidarsi alle goffe chimere di questi re spodestati può essere errore fatale.