(Tommaso Merlo) – I leader Europei l’hanno presa in quel posto in Ucraina e rosicano. Le trattative le fanno gli americani in Medio Oriente mentre loro si ritrovano in quel di Parigi nel disperato tentativo di salvare perlomeno la faccia. Impresa impossibile. Hanno sprecato cifre folli in una fallimentare guerra per procura e l’unica cosa che hanno ottenuto è disprezzo record da parte dei loro cittadini. E come dargli torto, la gente comune conta i centesimi per fare la spesa, lorsignori contano i miliardi per fare guerre ridicole. Davvero una pagina buia per l’Europa. Sconfitta, umiliata e senza nessuna prospettiva. Roba da ritrovarsi a Parigi ma per dimettersi in gruppo e chiedere pure scusa. Altro che falsissimi sorrisi e bla bla bla. Fantascienza. Dopo una vita a scalare, schiodarli dalla cima è durissima. Un problema non da poco. Nelle democrazie virtuose dovrebbero emergere i migliori, statisti capaci di leggere la storia ed i protagonisti del loro tempo oltre le apparenze e decidere in maniera saggia e lungimirante per il bene comune. L’Europa è invece in mano a dei politicanti che non solo non ci capiscono una mazza ma continuano cocciutamente a tirare la zappa sui piedi all’intero continente. Guerra, crisi economica e nessun passo politico né avanti né indietro. Un incredibile stallo mentre il mondo sta cambiando a velocità impressionanti. Politicanti che quando sbagliano non solo fan finta di nulla ma perseverano pure nell’errore. Come se volessero dimostrare che hanno comunque ragione loro, come se fosse il loro ego l’unica ideologia rimasta a loro come al mondo intero. Politicanti conseguenza di un sistema democratico che non riesce a selezionare i migliori e nemmeno a sbarazzarsi dei peggiori. Ma stiamo restiamo alla cronaca. In genere il nemico comune unisce, i politicanti europei sono riusciti nell’epica impresa di frantumare il continente e trascinarlo nel punto più basso dal dopoguerra ad oggi. Una crisi tale che potrebbe richiede addirittura un reset. Già, non tutto il male vien per nuocere. Anzi, sovente il male aiuta a crescere. Vedremo quanti giovani europei saranno disposti a farsi ammazzare per questa combriccola europea e quanti invece ricorreranno al kit di sopravvivenza composto da biglietto aereo per un paese esotico, costume da bagno e un intero repertorio di pernacchie e gesti dell’ombrello. E come dargli torto. Se i politicanti proprio ci tengono che vadano loro in trincea seguiti dai tecnocrati e pure dai produttori di armi. Così magari capiranno una volta per tutte cosa sia davvero la guerra e la smetteranno di fare i guerrafondai coi soldi e il fondoschiena altrui. Perchè alla fine la guerra sono persone che ammazzano altre persone per qualche delirio politico alimentato da reggenti che non sono capaci di sedersi ad un tavolo a ragionare e trovare soluzioni intelligenti. Nient’altro di questo. Una questione di maturità. Più una persona evolve, più abbandona la violenza. E lo stesso vale per i popoli. Più evolvono e più ripudiano la guerra. L’origine della violenza è dentro di noi, fuori ci sono solo pretesti. Uomini neri, questioni di principio, sicurezza. Nient’altro che pretesti. La guerra finirà quando le persone e quindi i popoli capiranno cos’è davvero e si rifiuteranno di stare al gioco. Non un giorno prima. Se la guerra non rendesse sarebbe più facile sradicarla ed invece è una delle depravazioni dell’umanità che gonfia di più l’ego dei potenti e le tasche degli affaristi. Ma senza carne da macello non vanno da nessuna parte. Senza soldati, senza lavoratori nell’indotto bellico e senza cittadini che votano politicanti guerrafondai, la guerra come la conosciamo verrà sradicata. Non un giorno prima. Al massimo potranno ricorrere ai robot al posto dei soldati e all’intelligenza artificiale al posto dei generali. Tipo gare di robotica all’aperto. Sempre soldi buttati e stesse logiche infantili, ma almeno si risparmierebbero vite umane. Servirebbe poi a guadagnare tempo, in attesa che l’umanità maturi e decida di sradicare la guerra dal mondo una volta per tutte.