
(Dott. Paolo Caruso) – Oggi più che mai si assiste alla intolleranza da parte della politica e in particolare dei partiti di governo nei confronti della Informazione, a volte un vero e proprio scontro verso quella informazione libera e autentica che rappresenta da sempre le fondamenta del vivere democratico di un Paese. Purtroppo in Italia la destra meloniana cerca di limitare ancor di più gli spazi di libertà, sottomettendo il sistema mediatico a esclusive logiche di Potere. Molti pseudo giornalisti condizionati anche dai propri editori hanno tradito il loro compito di custodi morali del libero pensiero, e si arrabattano a manipolare la verità inseguendo con mezzi e mezzucci i desiderata del Potere. Sorte contraria ai giornalisti ritenuti fuori dal coro e non allineati su cui cala spesso la mannaia della cosiddetta “querela temeraria” o come spesso accade e come accaduto in questi giorni sono al centro di offese pesanti. L’intolleranza si è manifestata anche in maniera scomposta e turbolenta con le offese ripetute, “pezzo di merda”, lanciate dal parlamentare di fratelli d’ Italia, Giovanni Donzelli, al giornalista scrittore Giacomo Salvini reo, a suo dire, di avere spiato le sue chat pubblicandone i contenuti in un libro “Fratelli di chat”. A detta dell’autore “solo chat inerenti la politica”. Denigrare in pubblico un giornalista perché non si condivide il suo scritto è un gesto intollerabile che offende il giornalismo, rappresenta una intimidazione alla persona, un serio bavaglio alla libertà di stampa. Del resto oggi si sono persi i valori morali e il rispetto per l’ interlocutore. Questo è il livello della classe dirigente meloniana, che non tollera la professionalità di certo giornalismo libero e reagisce con insulti e aggressioni verbali, almeno finora. La destra istituzionale di Fratelli d’Italia infatti preferisce l’informazione mainstream e i bagliori dell’istituto Luce di antica memoria. Una voce unica in assoluta sintonia con il Potere. Mala tempora currunt!
L’arroganza del potere…fascista… un film già visto dai più anziani!
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Adesso immaginatevi Di Maio nel 2015 definire così Bruno Vespa…
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