
(di Massimo Gramellini – corriere.it) – C’è già chi lo sta prendendo in giro e chi gli ribatte che i problemi sono ben altri, ma Dario Franceschini non ha tutti i torti quando propone una legge per dare ai figli che nasceranno il cognome della madre. Intanto perché ci offre una speranza: in Italia nasceranno ancora dei figli. (Guardando le statistiche non pare così scontato). E poi perché ha il pregio di abbattere il macigno del doppio cognome, impraticabile in un paese soffocato dalla burocrazia, e l’ipocrisia della «libertà di scelta». Non prendiamoci per il naso: in una società che in molti suoi strati è ancora dominata da un pregiudizio tradizionale, libertà di scelta significa libertà di continuare a scegliere il cognome del padre. A volte certe situazioni vanno un po’ forzate (oddio, sto cominciando a parlare come il manifesto di Ventotene).
Si tratterebbe di uno choc in grado di contribuire concretamente al riequilibrio dei generi, perché andrebbe a toccare una corda identitaria, dunque profondissima.
Il punto debole della proposta, ne converrà anche Franceschini, è che venendo da un uomo sembra profilarsi come l’ennesima concessione. Altra cosa sarebbe se a presentarla in un disegno di legge congiunto fossero le deputate Giorgia Paratore (già Meloni) ed Elly Viviani (già Schlein). Ma temo che nemmeno il matriarcato riuscirebbe a compiere il miracolo di metterle d’accordo, per cui potrebbe rendersi necessario l’intervento di un mediatore maschio: Dario Gardini (già Franceschini) naturalmente.
le grandi battaglie del PD:
tutto fuorchè: salari adeguati, giustizia equa e veloce, difesa e manutenzione territorio e delle infrasttrutture, recupero dell’evasione fiscale, potenziamento e difesa della scuola e sanità pubblica, contenimento ed efficientamento della spesa pubblica, contrasto al conflitto d’interessi, contrasto alla criminalità organizzata e non, abolizione del finanziamento pubblico alla stampa, ecc…
insomma l’applicazione integrale degli articoli della Costituzione fino AL TITOLO IV – saltando il V (il V è una ciofeca) e TITOLO VI compreso.
Sanno proporre Fuffa nient’altro che fuffa e i servi li esaltano
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Ma dai, adriano58: Se non fosse così non sarebbe il PD! Loro sono il partito rotto, quelli che han sempre aspirato a fare il botto. È una questione di coerenza, abbi pazienza…
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Adriano se avesse toccato gli argomenti che tu elenchi nessuno se lo sarebbe filato, così invece è balzato agli onori della cronaca del niente che ogni giorno ci propinano.
Bene o male …l’importante che si parli di me.
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Il partito democratico è il miglior alleato di Giorgia Meloni
http://youtube.com/post/UgkxBJaOc-CurHJ6Np3Y8QaY2-w4Z-_b-ym6?si=yY4pEUh5ktwoveRC
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