
(di Massimo Gramellini – corriere.it) – L’ azienda di Elon Musk ha scritto una dura lettera all’amministrazione degli Stati Uniti per contestare la politica dei dazi decisa dal governo di Elon Musk. Come faremo a costruire ancora le nostre auto elettriche, se per ripicca i cinesi ci negassero le batterie al litio? ha chiesto il Musk di Tesla al Musk di Trump.
Senza contare gli eventuali contro-dazi che potrebbero colpire altri componenti prodotti all’estero, ha ricordato non senza polemica il proprietario di Tesla all’omonimo comproprietario della Casa Bianca.
Si attende a breve la risposta di questo secondo Musk. Convocherà a Washington l’altro Musk per un incontro a quattr’occhi, da Musk a Musk? Lo licenzierà con un messaggino? O invocherà la mediazione di un Musk ulteriore, un marziano animato dall’Intelligenza Artificiale che alla fine potrebbe risultare il più autentico dei tre?
A essere onesti, di Musk ce ne sarebbe un quarto, che di mestiere fa il capro espiatorio. Anche gli altri oligarchi della tecnologia si sono genuflessi a Trump, eppure non risulta che in giro per il mondo qualche sincero democratico abbia smesso di comprare su Amazon o di usare WhatsApp, né che le azioni di queste aziende siano crollate in Borsa come la Tesla. Forse perché Bezos e Zuckerberg, più furbi o meno narcisi, restano un passo indietro e badano agli affari loro. Invece Musk vorrebbe farsi anche i nostri e, a forza di camminare sull’orlo del baratro, rischia di fare un passo avanti. Sempre che non sia Trump a dargli una spinta.
ah ah, ma questo ci fa o c’è. Zukemberg e bezos, sono sempre affini al potere, lo erano prima come lo sono adesso. Se vuoi fare i soldi non importa se il cubo che lecchi è democratico o repubblicano.
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Trovo imbarazzo per questi 4 cialtroni di giornalisti italiani, tipo Gramellini, che con l’avvento di Trump ( e di Musk) scoprono quanto siano ostili, pericolosi, indigeribili gli USA.
Perché poi loro ( prebende USAID a parte…) con gli USA a predominio “dem” ci sguazzavano. La “più grande democrazia”, la “garanzia dei diritti”, “la nostra tutela dalle autocrazie/dittature”. Mai che guardassero un po’ oltre la superficie della Propaganda e dell’ipocrisia colorata.
Eppure questi “merd0i0l1” vengono tutti dalla Sinistra, che in Italia ha radici Socialiste e più ancora Comuniste. Quindi si sarebbero dovuti strutturare con almeno qualche sospetto sulla bontà della Democrazia americana. Visto che le contraddizioni, i pericoli, l’arroganza, il classismo delle lobby ( guerra di classe dei Ricchi contro i Poveri), erano state denunciate da più intellettuali d’area. Ed invece basta una Clinton qualunque, un Obama abbronzato, una Kamala ridens e si sentono rappresentati.
Poi arriva il Cialtrone a ciuffo biondo e vanno in tilt. Perché gli smonta il giocattolino della Propaganda e forse gli fa mancare parte del sostentamento.
A queste ridicole “vedove inconsalabili” sono allergico. E chiunque li faccia frignare un po’ ha la mia simpatia.
Tanto per me, come cantava Alberto Radius nei ’70 ( America Goodbye), “San Francisco è una Truffa, lo sai”. E da allora, da sempre, l’America politica ( politica, e ribadisco politica) è un Nemico da abbattere.
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“E da allora, da sempre, l’America politica ( politica, e ribadisco politica) è un Nemico da abbattere”. Olè! ☮️
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Grande pezzo.
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Mah
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Un grandissimo musicista degli anni ‘70/‘80, morto due anni fa, parte degli ancor più mitici PFM!
Pezzone meraviglioso.
Ma uno che fa queste citazioni raffinatissime, come fa a scrivere continue becerate?
Santo, ma allora c’è ancora speranza!
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No guarda, mi tocca deluderti ancora. Sconoscevo questo pezzo, che a dirti la verità non mi fa impazzire. L’ho postato solo in onore di pablero, come un’eco alla sua citazione.
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Scusate ma se si parla di AMERIKA:
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