Gli occhi aperti dei disertori e la furia cieca dei soldatini. Dov’è il vero coraggio oggi – Chi siamo. Mentre impazza il nostalgismo armato di Scurati, Della Loggia & C., vale la pena ricordare la parte migliore dell’identità occidentale: la disobbedienza

(Di Tomaso Montanari – ilfattoquotidiano.it) – “Se i miei soldati cominciassero a pensare, nessuno di essi rimarrebbe nelle file”. Citando questa lucida constatazione di Federico II di Prussia, Tolstoj riflette sulla ‘cieca’ obbedienza dei soldati che non trovano il coraggio disertare anche se “nel fondo della loro anima sentono che fanno un atto cattivo obbedendo alle autorità che li strappano al lavoro, alla famiglia e li mandano alla strage inutile”. La disobbedienza dei militari, la rivolta di chi dovrebbe fare la guerra e si rifiuta di farlo: la più taciuta delle virtù, il meno celebrato tra gli eroismi. Non è così in Germania, dove una ventina di monumenti ricordano i disertori: trentamila dei quali furono fucilati durante la Seconda guerra mondiale. Quello di Colonia, inaugurato nel 2009, ha un’iscrizione che lo definisce “omaggio ai soldati che si sono rifiutati di sparare ai soldati, che si sono rifiutati di sparare al popolo, che si sono rifiutati di torturare il popolo, che si sono rifiutati di dare informazioni contro il popolo, che si sono rifiutati di brutalizzare il popolo, che si sono rifiutati di discriminare il popolo, che si sono rifiutati di ridicolizzare il popolo, che hanno dimostrato coraggio civile, mentre la maggioranza taceva e si accodava”.
Ma è forse quello collocato a Potsdam, opera dell’artista turco Mehmet Aksoy, il più eloquente sul piano figurativo: in una grande massa di marmo di Carrara è evidente un vuoto, che ha la sagoma di un corpo umano. È il vuoto lasciato dal corpo del disertore che, disobbedendo e fuggendo, si è letteralmente sottratto alla massa. Quasi ognuno di questi monumenti ha avuto una storia difficile, di contestazioni e opposizioni: perché la memoria di chi ha disobbedito punta inevitabilmente il dito contro la maggioranza obbediente, evocando parole simili a quelle famose di Brecht: “Ecco gli elmi dei vinti, abbandonati | in piedi, di traverso e capovolti.| E il giorno amaro in cui voi siete stati | vinti non è quando ve li hanno tolti, | ma fu quel primo giorno in cui ve li | siete infilati senza altri commenti,| quando vi siete messi sull’attenti | e avete cominciato a dire sì”. Parole preziose, di cui avremmo bisogno come un antidoto nell’Italia di oggi. Pochi giorni fa, Antonio Scurati ha scritto un elogio degli “uomini risoluti a uccidere e a morire”, rimpiangendo i “guerrieri feroci, formidabili, orgogliosi e vittoriosi”, auspicando che noi europei riscopriamo “le ragioni per prepararci, se necessario”, a fare la guerra. Prima di Scurati, a esaltare la guerra erano stati alcuni cantori dell’identità occidentale, da Federico Fubini (“Noi occidentali stiamo perdendo la potenza delle armi perché non sopportiamo più di subire perdite in una guerra convenzionale. All’epoca dei nostri nonni un caduto era motivo d’orgoglio in famiglia, oggi è considerato inaccettabile”) a Ernesto Galli della Loggia (“Il rapporto con la guerra significa infatti il rapporto con il nostro presente in generale, con ciò che esso è, e insieme indica ciò per cui pensiamo che valga la pena di morire… La riprovazione che ci piace muovere a Israele per il suo uso spregiudicato della potenza, mi chiedo, non è forse solo un modo per cercare di nascondere a noi stessi la nostra impotenza? Per cercare di nascondere la rassegnazione da parte nostra, da parte dell’Occidente europeo, a non avere più alcun ruolo nelle faccende del mondo, al fatto di esserci virtualmente ritirati dalla storia?”).
Chi ha composto la pagina di Repubblica dove è apparso l’articolo di Scurati, ha scelto di illustrarla con una stampa cinquecentesca che mostra un gruppo di lanzichenecchi, i terribili mercenari tedeschi che sparsero per l’Italia morte e terrore, arrivando nel 1527 a compiere il terrificante Sacco di Roma: fra le pagine più abiette della storia europea. Così le verità rimosse tornano nel discorso: Scurati esalta la “guerra eroica, l’esperienza plenaria, l’accadimento fatidico, il momento della verità”, ma nella stessa tradizione occidentale, da Omero in poi, è altrettanto forte la voce di chi condanna la guerra, di chi ne rifiuta l’oscenità, l’orrore, l’inutilità. Nell’Inno a Marte di età ellenistica un guerriero chiede al dio della guerra il coraggio di non farla, la guerra: “Irradia di lassù la tua amica luce sopra le nostre vite, e la tua forza guerriera: così che io possa scacciare dalla mia testa l’odiosa viltà, e frenare quello slancio fallace del mio animo, e trattenere quella stridula voce nel mio cuore che mi provoca a gettarmi nella guerra agghiacciante. Tu, o beato, donami il coraggio: lasciami indugiare al sicuro nelle leggi della pace, e sfuggire così allo scontro con i nemici, al destino di una morte violenta”. Il coraggio di disertare, di dire (con Hannah Arendt) che “nessuno ha il diritto di obbedire”, di dire (con don Milani) che “l’obbedienza non è più una virtù”. La parte migliore della nostra famosa identità occidentale: la sola che, forse, può permetterci di avere un futuro.
Un bell’inno pacifista. Non ho mai sopportato l'”intellettuale” Scurati (M invece mi era piaciuto). Quello che dice sulle pagine di Repubblica è semplicemente rivoltante.
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Soldati.
Stanno come le foglie sugli alberi d’autunno …G.U.
Scurati da giovane cantava “La guerra di Piero” ? No, perché tanti suoi compagni la cantavano e oggi l’ hanno dimenticata.Poveracci.
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Tommaso Montanari da applausi 👏 (non dimentico che fosse per l’obbligo vaccinale Covid, quindi purtroppo quando pensa di essere dalla parte della ragione è pronto a prevaricare chi è contrario a un’imposizione che trova illogica, violenta, irreversibile e potenzialmente pericolosa, ovvero un TSO) dimentica lei https://youtube.com/shorts/Tm4QsF71naU?si=vdy6UhPUw-6PkgJS
che ho già postato ieri ma la ripetizione giova.
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più calzante da contano….i piccioli che se ne ricavano.
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“contàgio s. m. [dal lat. contagium, der. di contingĕre «toccare, essere a contatto, contaminare», comp. di con- e tangĕre «toccare»].”
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Articolo da incorniciare… nonostante Montanari sia un piddino. Mi chiedo: Che ci sta a fare una persona cosi nel piddì?
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Sei sicuro, Cavalie’?
Mamma mia, non ci posso credere… Secondo me dovrebbe essere nostro o, al limite, di AVS.
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Mi viene qualche dubbio, se non erro si era addirittura candidato con il piddì.
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Faccio qualche ricerca… una cosa è certa: sarebbe della parte “sinistra” del Pd, magari uno dei resistenti contro l’esercito renziano… 🤦🏻♀️
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Faccio qualche ricerca… una cosa è certa: sarebbe della parte “sinistra” del Pd, magari uno dei resistenti contro l’esercito renziano… 🤦🏻♀️
Ho trovato questo:
“Nel giugno 2016 è diventato consigliere speciale di Lorenzo Falchi (Sinistra Italiana), eletto sindaco del comune di Sesto Fiorentino. Nello stesso mese ha rifiutato la proposta di Virginia Raggi di far parte della giunta comunale di Roma Capitale, nel ruolo di assessore alla cultura. Si è reso disponibile a far parte di un board di consiglieri per la cultura della medesima giunta, ma la cosa non ha avuto alcun seguito.[14] Come membro del Comitato per il no, tra l’estate e l’autunno del 2016 ha svolto attivamente campagna per il no al referendum costituzionale sulla riforma proposta dal Governo Renzi. Su questo ha scritto il free e-book Così No.[15]
Nel 2016 ha espresso posizioni vicine al movimento No Cav schierandosi a favore della tutela delle Alpi Apuane[16][17]. Nello stesso anno firma l’appello de Il Fatto Quotidiano a sostegno delle ragioni per il “No” per il referendum costituzionale sulla riforma Renzi-Boschi.[18]
Nel marzo 2017 è diventato presidente di Libertà e Giustizia, succedendo a Nadia Urbinati. Il 13 aprile 2019 ha cessato il suo mandato di presidente e gli è subentrato nella carica lo storico Paul Ginsborg. Nel giugno 2017, con Anna Falcone, è stato fra i promotori dell’Alleanza Popolare per la Democrazia e l’Uguaglianza, giornalisticamente ribattezzata come «percorso del Brancaccio», dal nome dell’omonimo teatro romano dove si sono riunite 1 500 persone in occasione dell’assemblea nazionale per la formazione di una lista civica nazionale della sinistra; tale progetto è stato interrotto nel novembre 2017.”
(da Wikipedia)
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No, dai… non è piddino, anzi è sempre molto critico nei confronti del Pd…
😅 ffiiiuuuuuu!
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Ci vogliono anni di propaganda per far digerire una guerra a chi deve combatterla. Siamo nati nell’Europa unita e alleata degli USA e ci hanno sempre detto che stavamo in una botte di ferro. E in nome di quell’alleanza abbiamo mandato giù bocconi sempre più amari.
Ora siamo in mutande ma non per questo dobbiamo spendere i soldi dei nostri bisnipoti (quelli dei nipoti e dei figli li abbiamo già spesi tutti) in armi pressoché inutili dato che non possiamo combattere contro le testate nucleari.
Riapriamo i porti (e i gasdotti) con Russi e Cinesi e occupiamoci del mediterraneo che è più alla nostra portata.
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È facile essere pacifisti col corpo degli altri! Mask dice agli ucraini:OBBEDITE AI NOSTRI ORDINI DI RESA O VI SPENGO STARLINK e russi vi massacreranno in quarantott’ore! Non dovrebbe essere difficile capire che chi non terrorizza si ammala di terrore. Lasciamo il nostro destino nelle mani di gente così?
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Quindi la Russia NON stava combattendo con l’Ucraina ma con l’Occidente/NATO/UE.
Era meglio se stavi zitto.
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I grossi produttori di armi si arricchiscono vendendo a noi e a chi sta nella trincea davanti a noi cercando occultatamente di creare una posizione di parità per non perdere un cliente. E… se i russi arrivano a Lisbona? Tranquilli, ci penseranno i patrioti di fardelli di talia a respingerli, i quali, oggi si stanno allenando disarmando i giudici e promuovendo la disonestà fiscale… più patrioti di così… Lollo lo nominerei generale, i nostri nemici in trincea a sentire i suoi sermoni si piscerebbero addosso e diventerebbero facile presa per i nostri patrioti…
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”fardelli di talia” questa è tua? Spettacolare 👏👏👏
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Occhio!!! C’è il copyright…
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