
(di Massimo Gramellini – corriere.it) – «Quel che conta nella vita è il cash . Bere bene, giocare ai cavalli e qualche fanciulla». A parte l’uso del termine «fanciulla» (un po’ anomalo, considerato il contesto) ecco le cose che mi colpiscono nelle dichiarazioni di Filippo Romeo, in arte Filippo Champagne, figlio di papà, fratello di politico e frequentatore assiduo del locale milanese assurto a simbolo della depravazione contemporanea.
1) L’età del soggetto, 49 anni: la totale dedizione agli impulsi basici è una prerogativa della giovinezza, poi di solito la tavolozza degli interessi si allarga o comunque si complica, ma pare non sia questo il caso.
2) La mancanza di un segno caratteristico: anche George Best diceva «ho speso gran parte dei miei soldi in alcol, donne e macchine veloci, il resto l’ho sperperato», però è stato una delle più grandi ali destre della storia del calcio e, come tanti altri dissipatori del proprio talento, aveva — appunto — un talento con cui allietare il suo prossimo, ma pare non sia questo il caso.
3) L’assenza di prospettive: il ricco turbo-materialista è sempre esistito, però non si accontentava del consumo immediato e non si godeva la vita in leasing. Collezionava cose e aveva un’idea di futuro, ma pare non sia questo il caso.
4) Senza un hobby adulto, né un talento, né una visione, Filippo Champagne ha 452 mila followers su Instagram che vorrebbero essere come lui. Se qualcuno pensa che la scuola dell’obbligo abbia fallito, è proprio questo il caso.
È insopportabile: se anche fosse vero che la scuola dell’obbligo è fallita, e non lo è, i responsabili sarebbero, in larga parte, proprio i referenti per i quali sembra scrivere il Nostro.
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Che iperbole Gramellinos! Attaccare la scuola dell’obbligo perché un personaggio noto gioca, sciabola e pippa quanto i moltissimi professionisti e laureati frequentatori della Milano da bere.
Leggo online che è fratello di un politico di rilievo della Lega che “ha studiato al liceo scientifico del Collegio Arcivescovile Ballerini di Seregno” (quindi oltre la scuola dell’obbligo e quindi frequentato, con ogni probabilità, anche dall’influencer) e che ha un palmares degno di nota :
“Il 18 gennaio 2019 è stato condannato in primo grado, dal tribunale di Milano assieme a 51 persone tra ex assessori ed ex consiglieri regionali della Lombardia, a 1 anno 8 mesi per il reato di peculato nell’inchiesta “Spese pazze” in Regione Lombardia[18], sei mesi in meno di quanto richiesto dal PM, per «presunte spese indebite spalmate nell’arco di 4 anni per quasi 30mila euro, denaro speso in molti casi per pranzi e cene».[1][19][20]
Il 13 luglio 2021 la condanna per peculato viene confermata dalla Corte d’Appello di Milano, con sospensione condizionale della pena e non menzione nel casellario giudiziale perché «la condanna considera le attenuanti generiche dovute al fatto che ha già risarcito la Regione Lombardia». (Wikipedia)
Quanto all’influenzante, ex calciatore, champagnista, forse 🥥 dipendente, affetto da satiriasi, portato in auge dal noto sciabolatore della Zanzara (con le P2 e P3) e da Parenzo, se vai in giro per Milano, di soggetti tipo questo ne incontri mille milioni di miliardi.
Che c’azzecca la scuola dell’obbligo?
Forse auspichi un’istruzione stile collegio militare o speri di avere anche in Italy il taglio Trumpiano del Ministero dell’Istruzione?
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Spiace dirlo ma Gramo ha ragione e voi due dovreste imparare a leggere meglio prima di scrivere.
Infatti, lui dice:
”’ Filippo Champagne ha 452 mila followers su Instagram che vorrebbero essere come lui. Se qualcuno pensa che la scuola dell’obbligo abbia fallito, è proprio questo il caso ”’
Il che significa che non è il tipo che dimostra che la scuola dell’obbligo sia fallita, MA I QUATTROCENTOCINQUANTADUEMILA che lo seguono e che si suppone abbiano fatto la scuola dell’obbligo, eppure stanno ad adulare una nullità come questo depravato. Cosa hanno imparato andando a scuola, evidentemente è la domanda che si pone l’articolista.
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Egregio Sparviero, pochi giorni fa qualcuno che scrive su questo blog si è definito ” arrogante e rompipalle”. AVEVA RAGIONE.
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Esatto, ma aveva ragione anche nel dare del somaro a certi che scrivono senza capire il testo che hanno letto 😀
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Ma invece quelli che, al netto di bot e profili fake indiani, seguono i novelli prostituti/influencer modello Ferragni &co vanno bene? E che c’entra la scuola dell’obbligo.
Un dato per i pesci in barile: “In tredici anni, dal 2011 al 2023, sono 550 mila i giovani italiani di 18-34 anni emigrati all’estero. Al netto dei rientri, il dato è pari a 377 mila. Si stima che al capitale umano uscito corrisponda un valore di 134 miliardi, cifra che potrebbe triplicarsi se si considera la sottovalutazione dei dati ufficiali.” https://www.cnel.it/Comunicazione-e-Stampa/Notizie/ArtMID/1174/ArticleID/4378/PRESENTATO-AL-CNEL-IL-RAPPORTO-GIOVANI-ALL%E2%80%99ESTERO#:~:text=In%20tredici%20anni%2C%20dal%202011,la%20sottovalutazione%20dei%20dati%20ufficiali.
La partita è truccata, anche da gente come Gramellini che mette in discussione la scuola dell’obbligo per scrivere il suo compitino quotidiano 📰 e per non trattare cose più serie e importanti.
E Sparviero 🎣
(tentativo 2, mi buttano sempre in moderazione…)
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Spiego per chi non c’arriva (https://youtu.be/tJzr85lHtzM)
Se dopo aver studiato, alla scuola dell’obbligo, e i due Romeos hanno frequentato pure la scuola non obbligatoria (che caxxo c’azzecca nell’analisi dei fatti della Gintoneria lo sanno solo Gramellini e Sparviero) vedo che fanno successo personaggi come i Romeo’s brother, che il grano lo maneggiano solo i leccacubo, come l’autore del pezzo, i politici o i criminali, e che hanno anche “alte” frequentazioni vips (come Cruciani e Parenzo 🤣, calciatori, cantanti e starlettine) e persino alti funzionari di Stato, hanno macchine lussuose e Rolex, sex&cocaina, e di lavoro pubblicano video allora, visto che, non esistendo meritocrazia e ascensore sociale, non mi resta che essere proprio come loro, o perlomeno ambire alla loro vita.
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