Le due incendiarie – L’Unione è condannata all’irrilevanza se, invece di prendersela con Trump, non richiama all’ordine i rappresentanti che vogliono prolungare la guerra: da Von der Leyen all’estone Kallas

(Di Barbara Spinelli – ilfattoquotidiano.it) – Dicono molti commentatori che l’Europa si è fatta infine sentire: lo avrebbe fatto riconfortando Zelensky, dopo lo scontro di venerdì fra il presidente ucraino e Donald Trump, e promettendo un fenomenale riarmo e una guerra fredda a guida europea anziché statunitense.
Parigi e Londra sono pronte a schierare truppe in Ucraina, per garantirne la sicurezza dopo la tregua e l’accordo di pace con Mosca. Per ora Putin è contrario: non ha fatto la guerra per avere eserciti di Stati Nato al proprio confine.
Se questa è Europa, ben vengano le opposizioni al Piano di Riarmo, oggi al vertice dell’Unione. Non sono i progetti marziali della Commissione a facilitare la pace, ma le formidabili pressioni di Trump: martedì notte la Casa Bianca ha annunciato la sospensione di ogni aiuto all’Ucraina, compresi gli aiuti dei Servizi segreti, e il giorno dopo Zelensky ha accettato la mediazione Usa e proposto un’interruzione delle operazioni di aria e di mare. È quello che Papa Francesco un anno fa chiamò il “coraggio della bandiera bianca”. Viene l’ora di trattare con Putin, per fortuna non più paragonato a Hitler. L’apertura di Zelensky è giudicata positiva da Mosca.
Non si sa bene cosa si intenda, quando si invoca l’Europa: se i suoi cittadini, o i suoi Stati, o l’Europa parallela che Macron sta costruendo con Londra che non è più nell’Ue, o la Commissione guidata da Von der Leyen che non ha competenze in politica estera. Non si sa neanche fino in fondo il significato della manifestazione che il 15 marzo chiederà che l’Europa “dica qualcosa”, “parli con una voce sola”. Per dire cosa? Per quale politica estera, in un’Unione che su pace e guerra è divisa?
A motivare lo scandalo non è l’inaudita incapacità europea di concepire negoziati di pace con Mosca, ma la brutalità di Trump: è lui il nemico, accusato di umiliare Zelensky e costringerlo alla bandiera bianca. Tanto i morti non sono i nostri. Lo scandalo avrebbe senso se si parlasse di Gaza e degli aiuti Usa a Israele. Ma su Russia e Ucraina cosa si chiede? Che l’Europa negozi con Mosca un comune sistema di sicurezza oppure che inasprisca ancor più la conflittualità, contro la distensione tentata da Trump? E che vuol dire “difesa europea anziché riarmo” (posizione Pd), se manca una comune politica estera e diplomatica?
Venerdì alla Casa Bianca Zelensky si è infilato da solo nella tremenda trappola ripresa in mondovisione. Per capire l’evento tragico va vista l’intera conferenza stampa, e non solo l’esplosione finale. La conferenza non era cominciata male, Trump aveva elogiato l’esercito ucraino, ma Zelensky ha fatto di tutto per scatenare lo scontro. Ha parlato di Putin come di “un killer e un terrorista”, ha ripetuto che Mosca ha violato ben 25 volte gli accordi di tregua. Ha mostrato a Trump le foto di ucraini maltrattati dall’esercito russo e ha provocato il vicepresidente Vance: “Quale tregua?”. Inoltre ha reclamato un’assistenza militare Usa che equivalga di fatto al sostegno garantito dalla Nato.
Trump è un affarista neocoloniale che non esita ad accaparrarsi parte delle ricchezze minerarie ucraine (o russe se il Donbass resta russo) ma ha detto una cosa assennata: io sono sopra delle parti – ha ripetuto – non posso insultare Putin e al tempo stesso negoziare sulla fine dei bombardamenti.
Sarebbe stato ben più brutale se avesse detto un’ulteriore verità: l’Ucraina, la Nato e l’Europa hanno perso la guerra, ora si tratta di capire come mai è scoppiata. I continui allargamenti della Nato, la trasformazione dell’Ucraina in un fortilizio, il trattamento oppressivo delle minoranze russe e della loro lingua: tutto questo è vissuto come minaccia esistenziale a Mosca, non dall’invasione del ’22 ma dal 2008. Va ricordato che fu Trump nel primo mandato ad armare Kiev con i temibili missili anticarro Javelin, cruciali nella guerra odierna: Zelensky l’ha giustamente evocato nella conferenza stampa.
Si legge sui giornali che l’Europa si riunisce finalmente per contrastare Trump. E farebbe bene se lo contrastasse su Israele, cosa che non fa. Farebbe bene se difendesse l’Onu vilipesa da Washington anziché la Nato. Fa molto meno bene quando si presenta come Europa atlantista, fingendo d’ignorare la sconfitta storica della Nato e il radicale distacco statunitense dall’Europa.
Fuori posto è anche lo sdegno per il negoziato Washington-Mosca, che in un primo momento esclude Zelensky ed europei. È una lamentazione volutamente smemorata. Quando fu abbattuto il Muro di Berlino e cominciò a prefigurarsi l’unificazione tedesca (in realtà fu un’annessione della Germania Est), furono Bush padre e Gorbaciov a negoziare bilateralmente. Solo in un secondo momento le trattative si estesero alle due Germanie e ai firmatari degli accordi postbellici, Regno Unito e Francia. Allora la procedura apparve naturale. Gli unici che potevano sbloccare le cose erano Washington e il Cremlino. Ora invece si protesta, e non perché l’Europa sia più forte ma perché è diventata più inconsistente, più asservita alle industrie militari, meno addestrata alla diplomazia.
L’Unione è condannata all’irrilevanza se non richiama all’ordine rappresentanti pericolosi per la pace come Von der Leyen o l’estone Kaja Kallas, Alto rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri e la sicurezza: un personaggio, quest’ultimo, che non ha mai fatto autocritica su quanto disse nel maggio ’24, poco prima d’esser nominata: “Non è una cattiva idea lo smembramento della Federazione russa in tante piccole nazioni”.
Quanto a Von der Leyen, memorabili sono le parole dopo il vertice euro-atlantico di Londra: l’Ue deve trasformare l’Ucraina in un “riccio d’acciaio indigesto a invasori” come la Russia. Il capo dell’esecutivo Ue non spiega come procedere, perché la politica estera e di difesa non è per fortuna di sua competenza. Se parla così è perché si mette al servizio delle industrie militari, non dei governanti e ancor meno dei popoli. Un sondaggio dell’Istituto inglese Focaldata rivela che i cittadini europei sono ostili alla strategia del riccio d’acciaio: una forte maggioranza di elettori francesi, tedeschi e inglesi vuole ridurre le spese militari o almeno mantenerle ai livelli attuali (il 66% in Francia, il 53 in Germania, il 54 nel Regno Unito). Dice James Kanagasooriam, capo dell’istituto di sondaggi: “I poteri politici sono alle prese con un enorme nodo gordiano”. È il nodo gordiano che lega indissolubilmente le politiche neoliberali di austerità alla militarizzazione dell’Unione.
Il “Piano Riarmo Europa” presentato martedì da Von der Leyen conferma in pieno il nodo gordiano. È annunciato un esborso di 800 miliardi di euro entro quattro anni: “Si apre un’era di riarmo. Questo è il momento dell’Europa. Siamo pronti a passare a una velocità superiore”. Una parte dei fondi europei destinati alla coesione sociale, territoriale e ambientale sarà dirottata verso il riarmo. È sperabile che qualcuno fermi la Commissione. Almeno per quanto riguarda i confini orientali d’Europa il pericolo è lei, non Trump.
Eh, ma le donne in politica salveranno il mondo, dicevano un pò di anni fa.
Purtroppamente sembra che a comandare ci vadano gli elementi peggiori e la Kallas, per esempio, è nettamente peggio del predecessore Borell, per quanto esso non brillasse di luce propria per così dire.
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Il pericolo è uno come Micron che offre agli alleati “lo scudo nucleare”. I francesi della grandeur vogliono dare il loro cetriolo anche agli Ucraini?
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Credo che l’argomento sia trattato in modo alquanto fuorviante.
La commissione europea che VDL presiede sta facendo una PROPOSTA per il riarmo.
La decisione finale spetta al consiglio europeo che è formato dai capi di stato o di governo.
Se sarà presa la decisione di procedere col piano, la responsabilità primaria è da attribuire al consiglio non alla commissione o a VDL
Lei può essere incolpata di avere istigato il riarmo, ma nulla più.
i primi veri responsabili sono i capi di stato o di governo; uno per uno tutti coloro che sosterranno questo piano demenziale.
Quindi di cosa sta parlando Spinelli?
Va di moda dare la colpa alla VDL o è una strategia di disinformazione per non fare ricadere la colpa sui veri responsabili?
Se vogliamo dirla in modo più diretto mi sembra che VDL sia a libro paga dell’industria bellica e cerchi di fare pressioni sui leader nazionali, ma l’ultima parola spetta, ribadisco ai leader nazionali.
Il neo eletto cancelliere Merz ha annunciato che aumenterà le spese militari; se non altro perche ritiene che in un periodo di recessione il rilancio della spesa pubblica in armamenti possa servire a rilanciare l’economia; gli operai della VW che saranno licenziati saranno assunti dalla Rheinmetal.
Macron, nonostante abbia parti di autostrade col Limite MASSIMO a 60 Km/h perché sono malridotte a tal punto che non è possibile andare più veloci si dice pronto; anche perché con la Russia ha il dente avvelenato dopo la destabilizzazione dell’Africa occidentale.
Che farà la nostra ?
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“Inarrivabile nell’arte delle giravolte e del camaleontismo politico, è proprio Ursula von der Leyen. Che motivando la sua scelta di dirottare i fondi di coesione per finanziare il mega shopping militare con la “minaccia esistenziale” che incomberebbe sul futuro dell’Ue ha pensato bene di RICORRERE ALL’ARTICOLO del TRATTATO che le CONSENTE di EVITARE il VOTO del PARLAMENTO. Non sia mai che l’unico organo elettivo dell’Unione europea dovesse bocciare il suo Piano.”
Dall’articolo di Pitoni (qui, su Infosannio)
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E, qualora non ti bastasse, ecco l’incolpevole Bomber Leyen in azione:
https://infosannio.com/2025/03/05/von-der-leyen-vuole-scavalcare-il-parlamento-ue-per-far-approvare-il-suo-piano-di-riarmo/
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Von der Leyen vuole scavalcare il Parlamento Ue per far approvare il suo piano di riarmo –
Qui i miei commenti in merito al ruolo che ha il parlamento europeo.
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Leoncino, sei troppo divertente. Quindi la VdL sarebbe una che passa lì per caso? Una specie di lobbista delle armi e niente di più.
Quindi Adriano Sofri non è colpevole di niente, mica è il mandante morale di qualche omicidio, per esempio, la colpa è di chi l’ha eseguito.
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Non è difficile arrivarci, basta usare un minimo di logica.
Se uno mi PROPONE di uccidere una persona mi sta facendo una PROPOSTA, fin qui dovrebbe essere chiaro, o sbaglio?
Io sono libero di accettare o rifiutare quella proposta, anche qui dovresti riuscire ad arrivarci, spero.
Se io accetto, commetto l’omicidio e mi arrestano, chi è secondo te il colpevole dell’omicidio, io o chi mi ha fatto la proposta? Chi mi ha proposto di compiere il crimine si chiama mandante ed è colpevole in quanto tale, ma chi ha commesso l’omicidio è il primo d essere colpevole perché, pur potendosi rifiutare, ha commesso il delitto.
piaciuta la barzelletta?
Quindi riepilogando: VdL ha PROPOSTO e il consiglio, cioè l’insieme dei capi di stato o di governo ha accettato, con l’esclusione dell’Ungheria.
Adesso priva ad indovinare chi è il mandante e chi è l’omicida, poi mi fai sapere
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”….Zelensky ha fatto di tutto per scatenare lo scontro. Ha parlato di Putin come di “un killer e un terrorista”, ha ripetuto che Mosca ha violato ben 25 volte gli accordi di tregua. Ha mostrato a Trump le foto di ucraini maltrattati dall’esercito russo….” Ma che screanzato, parlare male di Putin con Trump, il suo migliore amico, che gaffe , signora mia, avrebbe dovuto ringraziarlo ! NO COMMENT.
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Era meglio se il “NO COMMENT” lo scrivevi all’inizio… e stop.
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Grande Anail…ma ora basta. Ed non esiste. Nel vuoto pneumatico non ci si deve infilare più. Soprattutto quando si è Anail.
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Beh, a me la EU sembra una babilonia e lo è davvero perché parlano tutti lingue diverse non solo metaforicamente. In quanto ai paesi dell’ est , per la verità ve ne sono anche di quelli che hanno frenato la spudoratezza generale con Van Der Lajen a capo . Il problema che certe capette si comportano come se avessero poteri che in effetti nessuno gli ha affidato. La EU non è uno stato federale e neanche uno stato unitario ma solo un’ organizzazione tesa ad accumulare stati molto diversi tra loro per evitare conflitti tra loro che sono stati per secoli la caratteristica Continentale . Bisognerebbe fonderli culturalmente prima che politicamente,ma questo richiede almeno un secolo . Ogni accelerazione può causare catastrofi e quella del riarmo unitario della presidente della commissione è proprio una scorciatoia pericolosissima .
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per capire quello che sta succedendo basta pensare al metodo mafioso che dice “se non puoi abbattere il tuo nemico dall’esterno fatelo amico e distruggilo dall’interno.L’occidente ha fatto la guerra alla Russia da molti secoli addietro e non è mai riuscita a conquistarla,Napoleone,Hitler,?Mussolini,.Tutti questi del comunismo dello Zar non gliene è fregato niente.Quello che volevano e vogliono sono le ricchezze della Russia,immense,A Forza di guerreggiare con la Russia non hanno visto arrivare il terzo incomodo La Cina.Adesso gli USA non hanno interesse a fare la guerra alla Russia e quindi lasciano sola l’Europa.Hanno ragione gli europei ad avere paura chissà che non sia arrivato il tempo di pagare i milioni e milioni di morti causati dagli europei in Russia.
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