La rinuncia alla pace “giusta” in cambio di un accordo “duraturo”. L’Ucraina prende atto dell’impossibilità euro-atlantica di intervenire subito

(Domenico Quirico – lastampa.it) – Cosa è un metodo diplomatico serio, realistico, efficace, cosa lo distingue dalla volgare propaganda menzognera? È la capacità di conservare una certa forma di relazione con la realtà; e quando ci si impegna nel manipolarla per determinarne una nuova necessaria o migliore, continua tenacemente ad appoggiarsi su di essa. Quindi dal momento in cui si decide di raddrizzare e dipanare un certo numero di bugie ufficiali che non reggono più diventa possibile ristabilire un certo numero di fatti oggettivi.
La pedagogia dell’essere il soggetto debole di una guerra, ad esempio, richiede scioltezza e elasticità. Operazione complessa certamente che richiede un tatto appena meno sottile di quello che nei viaggi di Gulliver consentiva ai grandi accademici di Lagado di estrarre raggi di sole dai cetrioli. Trump ha utilizzato, brutalmente, la rapida planetarizzazione delle immagini per disgregare i monoliti caduchi di tre anni di guerra inutile e sciagurata.
Ieri Volodymyr Zelensky ha compiuto un atto diplomatico intelligente. Abbozzare non vuol dire abbassarsi. La civetta di Minerva vola di notte e scruta le tenebre. In fondo si è limitato a eliminare un aggettivo appiccicato alla parola pace, l’aggettivo «giusta». Da tre anni era un obbligo semantico e politico, era il viatico del fenomeno della “sindrome dei pellegrini”, i viaggiatori eccellenti nel Palazzo di Kiev e serviva a smascherare ed esecrare presunti pacifisti tremebondi e presunte lobbies putiniane.
Che cosa conteneva questo aggettivo che bloccava qualsiasi discussione, sfumatura, tentativo più o meno velleitario di passare a una fase di trattativa con un invasore purtroppo ineliminabile? Nulla di meno che la vittoria sulla Russia sul campo di battaglia ovvero la ritirata degli aggressori ai confini del 2014.
Pace e resa dei russi si sovrapponevano anche se nessuno lo diceva esplicitamente tra gli alleati molto ipocriti dell’Ucraina. Ieri il presidente ucraino ha sostituito «giusta» con un aggettivo realistico: sotto il patronato di Trump, ha detto, lo scopo è raggiungere una pace «duratura». Indicando anche un metodo, il meccanismo, rodato da secoli, di estensioni progressive e controllate di fasi di tregua sul campo di battaglia. Partendo come impone la logica dalla situazione sul terreno.

Ci sono voluti tre anni, a causa di antigeniali consiglieri di cui non si sa se deprecare la stupidità o la malafede, per comprendere che la guerra può concludersi solo con la fissazione di una regola di coesistenza, che non è finlandizzazione o crudo vassallaggio, tra Ucraina e Russia. A questo sono condannate dalla geografia e non dalle contingenze politiche o dal perdurare del putinismo e delle sue approssimative, ma ostinate, “revanche” sul Novecento.
Questo risultato molto difficile, che è il massimo che le condizioni oggettive purtroppo offrono all’Ucraina, può passare solo attraverso un nuovo dialogo tra le due potenze atomiche, Russia e Stati Uniti, che fissino nuove forme di coesistenza reciproca di cui l’Ucraina sarà una parte. In attesa di nuovi scenari che prevedono un nuovo scontro tra giganti, con Pechino che le amministrazioni americane e non solo Trump considerano molto più pericoloso di Putin; e per cui l’Ucraina è un inciampo e una perdita di tempo.

L’intelligente ritorno alla realtà del presidente ucraino è la constatazione della impotenza della goffa parata euro-atlantica di Lancaster House. Zelensky, ammaestrato da tre anni di dura guerra, ha constatato che le promesse metafisiche di fare a meno dell’America, che i “volenterosi” erano pronti a sostenerlo fino a quando sarebbe stato necessario, avevano sul piano pratico lo stesso valore del colbacco dei granatieri di guardia e delle foto con il lillipuziano erede della regina Vittoria. Spirava nelle austere sale, e Zelensky deve averlo notato, perché è parte di un mondo abituato a sopravvivere tra feroci predatori, quell’aura che contraddistingue l’estinzione di specie animali condannati dall’evoluzione biologica come i dinosauri.
Ogni volta che si tratta di osservare un minuto di silenzio in una cerimonia non diamo tutti un’occhiata discreta all’orologio? Quanto tempo dovrebbe durare con esattezza un intervallo decente prima che si possano riprendere discorsi seri con il maleducato, il “gangster” di Washington? Ventiquattro ore ha pensato Zelensky che, guardandosi attorno e scrutando le facce dei suoi “alleati” londinesi prodighi di abbracci, ma poveri di munizioni, facce da amministratori di estreme unzioni, ha esattamente previsto che non sarebbero stati capaci di mantenere la loro indignazione unitaria molto a lungo.
E ha verificato che il presunto bluff del presidente aveva aspetti terribilmente concreti e rapidi, ovvero la sospensione degli aiuti militari. L’attesa che l’Europa impegnata nel suo volontaristico riarmo tra una decina di anni sia in grado di fornirgli le munizioni sufficienti per resistere eroicamente equivaleva a pochi mesi di sopravvivenza.
L’emergenza e l’urgenza estrema, le decisioni irrevocabili del «ci siamo anche noi perbacco», ha notato Zelensky, partoriva il più inattuale dei piani, ovvero una tregua di un mese che doveva essere garantita da soldati europei. Nessuno si è premurato di spiegare perché mai Putin dovrebbe accettare qualcosa che significherebbe riconoscere di aver perso la guerra. A Bruxelles e nelle capitali europee sono ancora fermi alla propensione a credere non alla realtà, ma a quello che essi desiderano.
Beh, un articolo corretto e onesto di Quirico è un buon inizio per il mainstream.
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Arzigogolato, ma vero.
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No, non credo proprio, Zelenski sta prendendo solo tempo . La sua è una proposta oscena per le orecchie russe e lui lo sa . Cosa significa cessate il fuoco immediato in cambio della firma dell’ accordo con gli Usa? Significa riorganizzarsi militarmente per Kiev e non interrompere il flusso di aiuti e supporto Usa ,cosa che Putin non può accettare ovviamente. Gli Azov comandano in Ucraina e Zelenski ubbidisce .
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“volgare propaganda menzognera”
dovresti scriverlo nel tuo biglietto da visita
voltagabbana indefesso
“guerra inutile e sciagurata” non l’hai MAI scritto
ma lo fai ORA che il vento è cambiato
da quel verme che sei.
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Perciò ho scritto “arzigogolato, ma vero“: di solito scriveva menzogne… “poetiche”…
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è il blog di A. Di Battista oppure La Stampa di Torino ? Il l’8 settembre 1943 ” la guerra continua” il 9 la fuga a Pescara del re: anche quella era ” realpolitik”.
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Però la figura del @@ l’ha fatta bene,,,proprio un buon attore o veramente un @@?
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