
(di Michele Serra – repubblica.it) – È semplicemente meravigliosa la storia del signor Paolo Zampolli, facoltoso italoamericano amico di Trump (ma avrà almeno un amico povero, il Trump?) che il presidente avrebbe nominato, a quanto si dice in giro, “inviato speciale per l’Italia”. Primi due incarichi del suo mandato: la partita della Lazio accanto a Lotito e un incontro “cordiale e costruttivo” con il Salvini, come da comunicato social di quest’ultimo.
Per il prosieguo, lo ha spiegato lo stesso Zampolli, non ci sono obblighi particolari. L’agenda è libera, e quel che capita capita. Per esempio un’intervista da Bruno Vespa. Per il resto, Zampolli può godersi il suo soggiorno sui sette colli come Audrey Hepburn in Vacanze romane.
A che titolo Zampolli sia tra noi, non è del tutto chiaro. Non risulta in alcun protocollo, non ha presentato le credenziali ad alcun ministero o istituzione italiana, la Farnesina non ha idea di chi sia costui. Semplicemente, è qui. E questo, evidentemente, è già un buon motivo per essere gentili con lui: cordiali e costruttivi, per non essere da meno del Salvini.
Però senza esagerare, perché per quanto ufficioso sia il ruolo di Zampolli, dovrà pure compilare un rapporto, sulla via del ritorno, per informare il presidente del clima che ha trovato in Italia. Due chiacchiere con gli esportatori dei prodotti italiani in America (le famose “eccellenze italiane” che il governo cita ogni dieci secondi), per esempio, dovrebbe farle. Sarebbe interessante.
Probabile che, alla luce dei dazi, siano meno cordiali e costruttivi, ma non dubitiamo che l’inviato speciale di Trump in Italia prenda sul serio il suo incarico e dunque riferisca in Patria.
Se Serra ci volesse fare una lista di amici poveri della famiglia Biden gliene saremmo molto grati. Ma in mancanza di quella gradiremmo che ci facesse qualche nome di un suo personale amico messo male economicamente magari beneficiario in passato del RDC.
A proposito di dignitari diplomatici, sicuramente per lui una come la Basile è un’ indegna dato che propugna il dialogo anziché la guerra. Quindi l’ incaricato di Trump ,a prescindere da chi sia come persona, se non ha intenzioni belligeranti, specialmente con quel criminale di Putin, non è persona adatta. E se lo dice un pdino reduce da Gaza c’è da credergli .
"Mi piace""Mi piace"
In Ucraina si sono scontrati due imperialismi: Usa (con il contorno Nato) e Russia…
Trump fu il primo ad armare l’Ucraina… come ricordato dallo stesso presidente Usa a Zelensky:
“Obama vi ha dato le lenzuola, io vi ho dato i missili Javelin.
Devi essere più riconoscente, senza di noi non hai carte da giocare”.
Gli Usa mettono alla porta i loro fantocci (come fecero in Vietnam, quando la CIA fece fuori Ngô Đình Diệm, il primo presidente del Vietnam del Sud) quando non servono più ai loro piani.
"Mi piace""Mi piace"