Trump vuole trasformare Gaza in una “Riviera del Medio Oriente” espellendo i palestinesi, ma il piano è illegale e irrealizzabile

(di Giulio Cavalli – lanotiziagiornale.it) – Donald Trump ha annunciato l’intenzione di prendere il controllo della Striscia di Gaza, espellere l’intera popolazione palestinese e trasformare l’area in una “Riviera del Medio Oriente”. Non serve una grande analisi per capire di cosa si stia parlando: pulizia etnica su vasta scala, in purezza.
Trump, mai timido nel suo revisionismo imperiale, porta questa volta l’arroganza a livelli inediti. L’espulsione forzata di circa due milioni di palestinesi è vietata dal diritto internazionale, in particolare dalla quarta Convenzione di Ginevra, che proibisce i trasferimenti coatti di popolazioni civili. Non si tratta di un dettaglio tecnico, ma di un crimine di guerra, il cui solo annuncio dovrebbe risuonare come un allarme globale.
Un crimine di guerra travestito da progetto economico
Dal punto di vista operativo, il piano è una distopia logistica. Sarebbe necessaria una presenza militare statunitense massiccia e permanente, in contraddizione con le stesse promesse elettorali di disimpegno dal Medio Oriente. Il costo economico? Superiore a ogni precedente impegno, ben oltre i 40 miliardi di dollari annui che gli Stati Uniti destinano oggi alla cooperazione internazionale, una spesa che Trump stesso ha definito eccessiva.
La reazione dei paesi limitrofi non si è fatta attendere. Egitto e Giordania, già sotto pressione per la gestione di milioni di rifugiati palestinesi, hanno rigettato con fermezza l’idea di accogliere nuovi sfollati. Un rifiuto che, nella visione di Trump, sembra più un dettaglio negoziabile che un vincolo insormontabile. Le critiche internazionali non sono state meno severe: Halie Soifer del Jewish Democratic Council of America ha definito la proposta “completamente staccata dalla realtà”, mentre Andrew Miller, ex consigliere per il Medio Oriente, l’ha qualificata come “la più incomprensibile mai sentita da un presidente americano”.
Una distopia logistica destinata al fallimento
Al di là della legalità e della fattibilità, il piano rappresenta un’aggressione diretta alla memoria collettiva del popolo palestinese. Ripeterebbe il trauma della Nakba del 1948, quando centinaia di migliaia di palestinesi furono costretti all’esilio. L’occupazione americana di Gaza non sarebbe solo una violazione del diritto all’autodeterminazione, ma un atto di cancellazione identitaria.
Questa non è una proposta per la pace o la prosperità. È un progetto coloniale travestito da opportunità economica. La trasformazione di Gaza in “Gaz-a-Lago”, come ironizzato da David M. Friedman, ex ambasciatore di Trump in Israele, è la quintessenza dell’arroganza imperiale che pretende di rimpiazzare la storia di un popolo con il cemento dei resort.
Il piano di Trump si inserisce in una lunga tradizione di politiche che ignorano il diritto dei popoli all’autodeterminazione. La rimozione forzata di una popolazione non può essere giustificata da ambizioni economiche, per quanto lucrose possano sembrare. L’assenza di un piano concreto per la gestione del territorio post-espulsione è la prova definitiva dell’approssimazione e della superficialità con cui è stato concepito.
La proposta rivela anche una contraddizione insanabile nella politica estera statunitense. Dopo decenni di tentativi, spesso fallimentari, di mediazione e diplomazia, l’idea di una presa di controllo unilaterale rappresenta un ritorno a logiche coloniali che si speravano superate. Per questo la comunità internazionale non può permettere che simili azioni vengano considerate senza conseguenze.
Insomma, il piano di Trump per Gaza è una miscela tossica di ignoranza giuridica, insensatezza strategica e disprezzo per i diritti umani. Non solo è irrealizzabile, ma costituisce una minaccia diretta alla stabilità del Medio Oriente e ai principi fondamentali del diritto internazionale. Qualsiasi tentativo di attuarlo non farebbe che esacerbare una crisi già devastante, alimentando ulteriori conflitti e sofferenze umane. O forse è proprio questo che piace così tanto a Trump.
Non credo sia invenzione di Trump, ho letto tempo fa, credo l’estate scorsa di un progetto simile. Qualcuno si ricorda di ciò?
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Io ricordo la risorsa di gas proprio davanti alla costa di Gaza, su cui americani ed israeliani, ma non solo loro, hanno messo gli occhi da tempo! Che poi è il vero motivo della situazione…..avevano bisogno di un pretesto, per fare ciò che hanno sempre fatto! Prima costringono le popolazioni a morire di fame, e poi offrono loro la sopravvivenza in cambio di territori e ricchezza che passano ad altri! Vorrei sapere se esiste qualcosa di più ignobile!
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Trump e Gaza trasformata in Riviera, il sogno del presidente immobiliarista
Secondo il Wall Street Journal già in estate aveva suggerito a Netanyahu: “Pensa quali alberghi si potranno costruire nella Striscia”
05 FEBBRAIO 2025
La dichiarata volontà di prendere il controllo di una Gaza svuotata dai palestinesi per trasformarla nella riviera del Medio Oriente conferma che Donald Trump anche da presidente ama vestire i panni “di uomo d’affari e immobiliarista, guardando al mondo come a una tela su cui espandere l’influenza americana e cementare la sua eredità“. E’ quanto scrive il Wall Street Journal, sottolineando che il livello di provocazione di questa proposta conferma la “determinazione con cui, dopo la netta vittoria di novembre, Trump si senta libero di seguire senza freni i suoi istinti”.Trump e la posizione “spettacolare” di Gaza
Già nei giorni scorsi, quando ha rivelato per la prima volta di voler lavorare a un piano per spostare i palestinesi di Gaza in Egitto e Giordania, lasciando la Striscia ormai ridotta a un “sito in demolizione”. Trump non aveva nascosto il suo istinto da immobiliarista: “Sapete, Gaza è interessante, ha una posizione fenomenale, sul mare, un tempo fantastico, tutto è positivo, si possono fare delle belle cose“.
Forse non è un caso che Trump abbia scelto un altro immobiliarista newyorkese, Steve Witkoff, come inviato per il Medio Oriente. Ed è stato proprio lui, dopo aver visitato Gaza, a dire al presidente che la Striscia, dopo oltre un anno di bombardamenti israeliani in cui sono state uccise 61mila persone, non è ormai abitabile. “Noi stimiamo che solo la rimozione delle macerie durerà dai 3 ai 5 anni, prima di avere un piano di ricostruzione. Per me è ingiusto dire ai palestinesi che possono tornare in cinque anni, è assurdo”, ha detto ieri ai giornalisti.Quando è nata l’idea immobiliare
Ma ancora prima di vincere le elezioni, Trump accarezzava il sogno-progetto immobiliare per Gaza: in una telefonata con Netanyahu la scorsa estate aveva detto che la Striscia aveva un enorme valore immobiliare, chiedendo al premier di immaginare che alberghi si potevano costruire, rivela il Wsj che ricorda come spesso il tycoon affronti la politica estera con il pallino immobiliare. Rivendicando, durante una cena di raccolta di fondi la scorsa estate a New York, di aver riconosciuto la sovranità israeliana sulle alture del Golan nel 2019, ha detto: “Si parla di un valore di 2 trilioni di dollari se si parla in termini di bene immobiliare”
E anche nell’incontro dello scorso autunno con Volodymyr Zelensky, rivela ancora il giornale conservatore americano, ha parlato dei progetti immobiliari che si possono sviluppare in Ucraina, in particolare a Odessa. Persino in uno dei suoi vertici con Kim Jong Un durante il suo primo mandato, aveva offerto al leader nordcoreano la prospettiva di realizzazione di alberghi sulla costa in cambio della rinuncia al nucleare.Il valore del lungomare
Tornando alla Riviera di Gaza, o come qualcuno già scrive la Mar a Lago di Gaza, bisogna infine ricordare che il primo a vantare pubblicamente “l’alto valore immobiliare” della Striscia è stato Jared Kushner, il genero di Trump, figlio dell’immobiliarista Charles, finito due anni in prigione per evasione fiscale, e ora nominato ambasciatore in Francia dal presidente che l’aveva graziato alla fine del suo primo mandato.
“Il lungomare di Gaza potrebbe avere un grande valore, se la gente fosse concentrata a migliorare il proprio livello di vita”, disse un anno fa l’ex ‘first son in law’ che fu uno dei principali consiglieri di Trump nel primo mandato e architetto degli accordi di Abramo. Non solo, nel suo intervento a un convegno ad Harvard, Kushner aggiungeva: “Lì è una situazione un po’ infelice – affermava riferendosi alla guerra e ai bombardamenti in corso – ma se penso nella prospettiva di Israele, io sposterei la popolazione e poi ripulirei“.
Di fatto i punti essenziali dell’annuncio dal suocero, tanto che a Washington circolano voci, riprese dal sito Puck, che sia stato proprio Kushner, che con la moglie Ivanka ha ufficialmente lasciato la politica dopo la fine del primo mandato, tenendosi lontano dalla campagna elettorale di Trump, ad aiutare il presidente nella stesura del suo piano.”
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Grazie Anail. Chiarito.
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Ne avevo trovato anche un altro e stavo per postartelo, ma mi si è spento il cell.
Anche io ricordavo il “meraviglioso progetto” e non era neanche legato a Trump, se non ricordo male…proprio Netanyahu original🤦🏻♀️
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Il solo fatto che lo abbia annunciato urbi et orbi, è ripugnante! Che poi non possa attuarlo non dipenderà certo dai trattati di diritto internazionale, ma dalla forza che altri saranno disposti a mettere in campo per impedirglielo! E di questo abbiamo la matematica certezza che la UE sia esclusa…..per automatismo! L’ unica forza è andata tutta nello scodinzolamento prima di andare a cuccia, che il padrone ora è impegnato!
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Esattamente, non la forza del diritto ma il diritto della forza, come sempre con gli ameri-cani.
Sì, c’é un grosso giacimento di gas davanti a Gaza, strano vero? Un pò come le terre rare ucraine.
Ad ogni modo quel che fanno gli ameri-cani non può essere sbagliato:
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Ecco a chi era stata promessa la terra….. a trump!
Ma guarda te quanto tempo è passato aooo… e senza canone …aggratis? Nooo il costo è alto: mettiamo sulla bilancia le morti dei palestinesi … un costo elevato da ammortizzare con la presenza dei noti turisti con il portafogli sempre gonfio!
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lo facesse a casa sua , ops lo ha già fatto, adesso anche basta , vada a giocare in altri prati! Ci voleva DE André
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