Non ha tenuto conto dei rischi ed è una colpa. Possiamo forse credere o ipotizzare che Cecilia Sala non fosse a conoscenza della situazione locale?

(Vittorio Feltri – ilgiornale.it) – Cecilia Sala si è avventurata in un Paese, l’Iran, in cui vige un regime totalitario di stampo islamico e fortemente oscurantista, che esercita il potere per mezzo del terrore, di cui le prime vittime sono le donne. Ricordo altresì che dal settembre del 2022, in seguito all’uccisione di una ragazza curda colpevole di non indossare correttamente il velo, il medesimo Paese è stato attraversato da una rivolta sociale che l’autorità ha represso mediante violenze di ogni tipo, bagni di sangue, arresti, bastonate mortali, stupri, una macelleria di migliaia di esseri umani, tra cui numerosi minori. Possiamo forse credere o ipotizzare che Sala non fosse a conoscenza della situazione locale?
Alle condizioni interne si aggiunga la scenario globale, che attualmente vede uno scontro acceso tra Occidente e autarchie islamiche. Insomma, non mi pare un bel momento per compiere un pellegrinaggio a Teheran. Quindi Sala ci è andata a suo rischio e pericolo, da sola, non si capisce bene perché. Insomma, era stata inviata da un giornale? Da una tv? Era supportata? Pare che non fosse la prima volta che la giornalista visitava questo Paese, che la affascinava particolarmente. E pare che ella esaltasse la cultura barbara di questi popoli, di cui ora sta scoprendo la scarsa civiltà, purtroppo sulla sua stessa pelle. Di fatto, infatti, ancora non conosciamo i motivi dell’arresto e stiamo facendo solamente supposizioni. Eppure il buonsenso e la legge impongono che, al momento dell’arresto, tali motivi vengano comunicati e resi ufficiali. Ma nel primitivo Iran, evidentemente, non si usa farlo. Sembra che ci sia dietro una questione diplomatica, una specie di ritorsione, determinata dall’arresto in Italia, ossia all’aeroporto di Malpensa, qualche giorno prima del fermo di Cecilia, di un cittadino iraniano, ricercato dagli Stati Uniti.
A prescindere dalle motivazioni, il trattenimento appare ingiusto, anche per le modalità. Eppure non posso fare a meno di chiedermi per quale ragione ci ostiniamo a viaggiare verso tali mete, verso Paesi fermi alla preistoria, dove il diritto non esiste, dove ogni libertà viene calpestata, dove non vige alcuna garanzia giuridica, dove l’unica legge ammessa è contenuta nel Corano. Ho letto, sì, che qualcuno sostiene che il governo avrebbe dovuto avvertire Sala. Come? Perché? La Farnesina già mette in guardia gli italiani dal recarsi in Iran, tanto più in questo periodo. Cos’altro dovrebbe fare l’esecutivo? È il cittadino a doversi tutelare, avendo a disposizione ogni informazione possibile. E si presume che una giornalista sia informata, che legga i giornali, che conosca la situazione, che sia consapevole dei pericoli, che non si avventuri in Iran come se stesse andando a fare una scampagnata alle porte di Milano. Non si può dare sempre la colpa al governo e soltanto perché è di centrodestra. L’ideologia mettiamola da parte.
Cecilia Sala è nei guai per causa sua, ossia a causa della sua condotta superficiale, della sua avventatezza, della sottovalutazione, da parte sua, dei rischi, della sua inesperienza, poiché, e questa storia lo mostra con evidenza, non basta viaggiare spesso o essere già stati in certi luoghi per prendere la patente di esperti. Evidentemente serve qualcosa in più, che Sala non possiede. I giornalisti non si avventurano. Le loro trasferte sono pianificate, strutturate, studiate.
Salveremo la pelle di Sala, la riporteremo a casa, faremo di tutto per la nostra concittadina. La rivogliamo qui. Di sicuro non l’abbandoneremo in Iran. Ma a quei colleghi che già la esaltano, facendone una specie di idolo, faccio presente che non siamo al cospetto di un genio.
Feltri di rischi seri non ne ha mai corsi in vita sua , a parte sfidare il ridicolo facendo da cortigiano a Don Silvio, poi l’ ha sempre sfangata con l’alibi del “ tanto e’ un vecchio rincoglionito “ quando gli accade di sparare la prima scemenza che gli passa per la testa, quindi per favore non pretenda di dare lezioni a nessuno. E’ solo anziano, non saggio.
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Oltre che anziano è pure reprobo come solo una pessima vecchiaia può fare di un individuo già incarognito di suo.
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Ribadisco che è una bella fregna (vedi foto sopra).
Per il resto c’é Pubble:
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SM🙄🙄
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Buon anno ❤ ❤ ❤
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Feltri ha ragione da vendere: troppo cuore e poco cervello.
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Questa sogna di essere la nuova Oriana Fallaci. Peccato che scriva per un pezzo di carta inutile che neppure è crespato, ma puzza
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invece di spezzare una lancia a favore della fanciulla, le da una bastonata….ci starebbe bene anche lui insieme a quei talibani, dal misogeno che e’….
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Non amo Sala, ma peggio di Feltri impossibile. Non sa nulla di nessun tema ma ne parla con l’autorità del suocero al cenone di Natale. Ci aggiunge sempre tinte di maschilismo e turpiloquio e tutti a dire che è uno che parla chiaro. Ricordo quando insultò il grande Enzo Baldoni, lui sì giornalista vero, e anche Giuliana Sgrena, Simonetta Pari, Simona Torretta, umani molto migliori di lui.
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Trovato l’identikit della donna ideale per qualcuno: una via di mezzo tra la “ fregna” elegantemente suindicata e Nostra Signora Del Gas.
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Eppure in quest’orrido manifesto del peggior conservatorismo scritto da Vittorio Feltri, che descrive l’Iran come gli inglesi descrivevano il Congo nell’ottocento, che trasuda completi di tweed e sigari davanti a un caminetto, riesco a trovarci dei punti di contatto con tanti commenti letti qui su Infosannio. Ad esempio la chiusura: “Ma a quei colleghi che già la esaltano, facendone una specie di idolo, faccio presente che non siamo al cospetto di un genio”. Ecco, per me, tra loro e Vittorio Feltri non c’è poi tutta questa differenza.
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I giornalisti che vanno a fare il proprio mestiere in paesi difficili, sanno di correre dei rischi, quelli che poi scoprono realmente roba scottante a volte ci rimettono la pelle, come Ilaria Alpi, a loro dovrebbe andare solo rispetto ed ammirazione! Quanti giornalisti sono morti e continuano a morire? Perché il giornalismo di inchiesta in certi contesti è pericoloso per chi gestisce quei contesti, dove occorre occultare e disinformare! Ma il caso Sala non rientra in questa categoria di giornalismo, ma veramente crediamo che sia stata arrestata per la sua pericolosità verso il regime? Da quanti anni va e torna dall’ Iran, praticamente ignorata dal regime che improvvisamente scopre quanto possa essere scomoda una giornalista del Foglio? Del Foglio!! Se non ci fosse stato l’ arresto dietro ordine USA dell’ imprenditore svizzero-iraniano in Italia, il caso Sala non sarebbe mai esistito……
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Mi chiedo perché ancora non si sia offerto per uno scambio con la donzella il direttore Ciliegia🤔
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