
(di Massimo Gramellini – corriere.it) – Finalmente i social sono una discarica legale. Quando si scrivevano certe cose da far accapponare la pelle a un elefante, si era almeno attraversati dal sospetto di compiere un reato. Adesso non più, e lo dobbiamo all’intuizione di un magistrato, Roberto Furlan, che ha chiesto di archiviare la denuncia presentata da Cristina Seymandi, co-protagonista di quel video dell’estate 2023 in cui il promesso sposo la accusava davanti agli amici di averlo tradito.
La donna fu travolta da una tale quantità di commenti sessisti e beceraggini rastrellate nei bassifondi dell’animo umano che al confronto una curva di ultrà sembra una sala da tè. Coltivando la bizzarra convinzione che ciò che è vietato nel mondo reale dovrebbe esserlo anche in quello virtuale (non foss’altro perché per molti il virtuale è la nuova dimensione del reale), mi sarei aspettato una punizione esemplare. Invece il pm ha affermato nero su bianco che «il luogo dove le offese sono pronunciate conta eccome» e «non pare più esigibile che la critica ai fatti privati delle persone si esprima sempre con toni misurati ed eleganti».
Tralasciando qualsiasi considerazione sulla resa dello Stato (il pensiero va agli adolescenti vittime di gogne social), mi viene in mente che tra i «toni misurati ed eleganti» e le schifezze vomitate sui profili della signora Seymandi deve pur esserci una via di mezzo. Mi vengono in mente anche tante altre cose, né misurate né eleganti, che mi costerebbero una querela. Le scriverò sui social.
Il Gramellotto indipendentemente dal tema che tratta dal duo pulpito finisce sempre con invocare la “via di mezzo”,….. benpensante democristiano ….
"Mi piace"Piace a 2 people
Ma l’aveva tradito o no ?
"Mi piace""Mi piace"
Il ragionamento giuridico criticato mi ricorda quello operato nel provvedimento giudiziario che escluse la rilevanza penale delle opinioni espresse in forme esagerate nel “Processo” di Biscardi ma faccio questo accostamento solo per sottolineare la necessità di discrimine e analisi approfondite prima di applicare sanzioni penali che colpiscano le libertà di espressione.
Approfondimento di cui al Gramo manca la volontà se non la capacità, trovando agevole rifugio nella banalità del giusto mezzo e delle allusioni.
"Mi piace"Piace a 2 people