
(Dott. Paolo Caruso) – Chi non vuole sentire è quello che si ostina a lasciarsi trasportare dalle falsità della propaganda, da argomentazioni utili solo agli interessi di chi li tratta. Infatti pare che i neuroni vengano appannati da un cortocircuito sensoriale tra vista e udito, tali che non riescono più a recepire la realtà e a discernere la verità dalle menzogne. Si assiste in questi giorni sui giornali e su quasi tutta l’informazione radiotelevisiva a una vero e proprio bombardamento mediatico atto a demolire il progetto dell’Assemblea Costituente del Movimento 5 Stelle e a sminuire l’immagine del Presidente Conte. Una informazione servile, sempre più cane da guardia del Potere, riesce facilmente a manipolare il mondo reale dinanzi ai cosiddetti “sordi”, incapaci di valutare i cambiamenti. Questi atteggiamenti dei media in linea con gli interessi degli editori non fanno altro che affossare l’obiettività e la libertà di informazione, rappresentando un campanello d’allarme per la democrazia. C’è da chiedersi, a dimostrazione di questo, come mai dopo avere per anni demonizzato la figura di Beppe Grillo, “i giornalai” ora ne esaltano le sue capacità politiche anche quelle del “Vaffa”, combattendo fermamente il Presidente Conte ritenuto ambiguo e manipolatore delle votazioni della recente Assemblea Costituente? Il dubbio a tal uopo sorge spontaneo. E’ Conte allora per la politica molto più pericoloso del Grillo sparlante? Certamente, almeno per il mantenimento delle posizioni di potere dei partiti di governo e non solo, ma anche per gli interessi dei gruppi imprenditoriali in pieno conflitto di interessi. Uno sparigliamento di interessi e di alleanze infatti sarebbe deleterio per lo status quo. I tentacoli dei partiti riescono a distorcere l’informazione e a oscurare le capacità critiche dei cittadini che in questi giorni hanno seguito con interesse e curiosità il nuovo corso 5 Stelle targato Conte. Un Conte reo da sempre di non far parte integrante dell’establishment. I talkshow si sesseguno incalzanti nell’opera distruttiva del Movimento cercando soprattutto di sporcare il prestigio del suo Presidente, sminuendone la sua capacità politica. Vengono riesumati, con colpevole malizia, alcuni parlamentari dal passato grillino espulsi magari dall’ Elevato ma affetti dalla “Sindrome di Stoccolma e quindi pronti a contrapporsi a Conte e al suo rinnovamento. Oggi che Beppe Grillo riemerge dagli inferi della ambiguità emotiva, la sua forte contrapposizione a Conte viene salutata con enfasi dal mondo dei media. Al tanto chiacchierato elucubratore del “Vaffa” ora viene ridato il posto di “Elevato”. Per Conte solo accuse di ambiguità, di appiattimento valoriale e di strategie, e non bastano i richiami al diritto alla salute e alla scuola, il minimo salariale, la lotta al lavoro precario, la Giustizia, il conflitto di interessi, l’evasione fiscale, la transizione ecologica e digitale, l’informazione. Critiche scellerate che non hanno fondamento alcuno. Un interesse morboso dei media mai accaduto nella storia del Movimento, una intromissione sproporzionata ai cambiamenti del nuovo corso pentastellato, la vera dimostrazione che i giornali rappresentano i “Pasdaran” della controinformazione, la forza ideologizzata della plutocrazia.
“I talkshow si susseguno incalzanti nell’opera distruttiva del Movimento cercando soprattutto di sporcare il prestigio del suo Presidente, sminuendone la sua capacità politica”
Per un giornalista o un conduttore TV riuscire a sminuire ancora di più la capacità politica di chi ha condotto un Movimento politico dal 17% al 3.5% non è affatto facile è una gara dura… Siamo alla compressione dell’atomo. Ci vuole gente davvero brava.
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forse ne hanno terrore che si possa ricostruire
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intanto demolisce un avversario, non si sa mai ..
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