
(di Antonio Pitoni – lanotiziagiornale.it) – Non sappiamo quale strada decideranno di intraprendere i 5 Stelle quando domenica prossima, giornata conclusiva della Costituente voluta dal leader Giuseppe Conte, si tireranno le somme sui dodici quesiti sottoposti al vaglio degli iscritti. Quel che è certo è che l’assise del fine settimana rappresenta per il Movimento un punto di non ritorno.
Un bivio tra la prosecuzione – e il rilancio, almeno nelle intenzioni di Conte – e la fine di un’esperienza politica – evocata dal garante Beppe Grillo – di un’esperienza politica che ha segnato per un decennio, a prescindere dai giudizi personali, la politica italiana. Un deccennio iniziato con un “Vaffa” che ha conquistato, grazie alla visionaria intelligenza di Casaleggio e le straordinarie doti comunicative di Grillo, un terzo dell’elettorato (alle politiche del 2018) e il governo del Paese.
L’apice di un successo a cui è seguito un progressivo declino, certificato dalle misere percentuali raccolte, per restare alla recente attualità, alle ultime Regionali in Emilia-Romagna e Umbria. E accelerato dalla scellerata decisione del garante di spingere il Movimento all’abbraccio mortifero del governo Draghi. Con la scusa di presidiare le riforme dei due esecutivi guidati da Conte, i 5 Stelle si sono trovati a fare i conti con il loro progressivo smantellamento, iniziato con l’ammucchiata messa insieme intorno all’ex banchiere e proseguito poi con l’arrivo di Meloni a Palazzo Chigi.
Dalla distruzione della legge Spazzacorrotti, picconata prima dalla Cartabia con l’introduzione dell’improcedibilità, e poi da Nordio con l’abolizione dell’abuso d’ufficio e il depotenziamento del traffico di influenze. Alla demolizione del decreto Dignità, che ha prodotto un progressivo ritorno alla precarizzazione del lavoro. Dall’abolizione del Reddito di cittadinanza e conseguente impennata della povertà. Al tetto ai contanti alzato a 5mila euro (dall’attuale governo), oltre ad una ventina di condoni fiscali, contro il cashback di Conte per favorire i pagamenti elettronici e contrastare l’evasione.
Un riassunto da tenere a mente domenica prossima. Quando si chiuderà la votazione degli iscritti e i vertici dovranno tirare le somme per tracciare la nuova rotta di un Movimento di cui, nonostante tutto, il Paese ha ancora bisogno.
avanti un’altro in attesa dell’esito!
Ma che brucioriiii… vero?
Non ci sono problemi in italia c’è solo quello del Movimento!
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