
(Tommaso Merlo) – I risultati delle elezioni sono sfalsati perché non vota più nessuno. La metà dei cittadini attende qualcosa di votabile e in opposizione a due schieramenti sostanzialmente identici. La Meloni e soci si confermano battibili, il problema è che se vince Pd e compagnia bella, non cambia nulla. Per gli alluvionati romagnoli e i terremotati umbri, ma anche per tutto il paese. Pensiero unico neoliberista di matrice tecnocratica. Più che politici amministratori di condominio e pure scarsini. Erano i cosiddetti populisti la speranza di cambiamento radicale e l’ennesimo test regionale conferma la loro brutta fine. Movimento 5 Percento era una previsione ottimistica, ormai si votano da soli, perfino i parenti li hanno mollati. Per il fu Movimento il centrosinistra si conferma un camposanto e pure molto largo. Mentre loro finiscono sotto terra, il Pd risorge eppure loro continuano a scavare. In attesa delle solite scusanti e pure di una salvifica costituente, anche Salvini vige politicamente in condizioni disperate, ormai prende meno voti del compianto Berlusconi. La sua bolla è scoppiata da mo’ e la sua catastrofica performance da ministro dei trasporti di certo non aiuta. Davvero una brutta fine per gli ex populisti. Fu Movimento e Lega avevano preso un sacco di voti per cambiare il paese ed invece strada facendo si sono diluiti nel sistema. Già, ma solo i reggenti però. Non i cittadini. I cittadini volevano cambiamento radicale ieri e lo vogliono anche oggi. E per questo non li votano più. Avevano creduto in loro ed oggi si sentono delusi o addirittura traditi ed attendono qualcun’altro che rappresenti le loro istanze. Tutto qui. Checché ne dicano Lorsignori, la restaurazione è avvenuta solo nei palazzi, non nella realtà, non nel paese. E l’astensionismo a livelli vertiginosi lo conferma. Politicanti quattro stagioni e presunti giornalisti evergreen, si sono stretti prima a coorte e poi a corte. Tutti insieme. Rivoluzionari, reazionari e neutralisti. Convinti che la sbornia populista fosse passata e che bastasse tornare a dividersi in falsa sinistra e falsa destra e i cittadini avrebbero riabboccato come se nulla fosse. Ma non sta funzionando. Nessuno li segue, nessuno li vota. E molti che ancora votano lo fanno tappandosi il naso o per abitudine o per sentirsi buoni cittadini. Ma anche loro si rendono conto del vuoto pantano tecnocratico in cui siamo finiti. Siamo in mano ad una politica senza idee, senza slancio, senza visione alternativa, senz’anima. Stucchevole perbenismo, inascoltabili frasi fatte e poco più. E se governa uno o l’altro non cambia nulla. Lorsignori pensavano che il populismo fosse una deprecabile e passeggera reazione isterica ed invece era un grido di dolore che ancora echeggia. Sono anni che in Europa i cittadini votato di tutto pur di cambiare qualcosa e negli Stati Uniti è tornato addirittura Trump. La voglia di cambiamento radicale non è affatto sedata, anzi, è aumentata. E questo perché la realtà è immutata o peggiorata, mentre la consapevolezza dei cittadini cresciuta. La spinta a cambiare è proporzionale a tale fossato. Altro che restaurazione. A Lorsignori fa comodo che nulla cambi, ma i poveri cristi non vedono l’ora e alla lunga prevarranno perché la storia è inarrestabile. Lorsignori possono giusto mettere i bastoni tra le ruote ma i popoli prima o poi trovano sempre un modo per riprendere il loro cammino. Quanto alle vicende casalinghe, fu Movimento e Lega possono anche fare un’operazione di restyling e rilanciarsi chiedendo scusa alle loro basi, ma è molto difficile tornino ai fasti di un tempo. Siamo in un’era di bolle che si gonfiano e sgonfiano di botto, ma è anche vero che perfino in politica la credibilità conta e una volta perduta lo è per sempre. Ed entrambi alla fine erano solo uno strumento di istanze politiche e sociali. La speranza è che nascano nuovi partiti o movimenti al passo coi tempi e con le nuove consapevolezze. Nuovi progetti orgogliosamente populisti, fermamente all’opposizione e con ambizioni di cambiamento radicale.
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😵🥱🥱😴😴😴🏀🏀
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Il cambiamento lo abbiamo avuto e il popolo l’ha rifiutato dopo UN SOLO ANNO di governo dimezzando i consensi SOLO al M5S.
Stessa sorte per la Raggi a Roma. A dimostrazione che non è Conte il problema del M5S, ma il popolo colpevolmente disinformato e qualunquista che non si ha il coraggio di criticare. Stessa cosa in Spagna per Podemos.
Se c’è una parte di popolo che intende la politica come Zorro che da solo sconfigge tutti i cattivi, e non come l’arte del compromesso, è chiaro che qualsiasi cambiamento più modesto e frutto di compromessi sarà deludente a confronto.
Ma poi questi articoli non hanno senso. Se gli stessi risultati elettorali degli ultimi anni si fossero ottenuti con alta affluenza, mica avresti scritto “ORA FINALMENTE ABBIAMO IL CAMBIAMENTO!”.
Il 100% di affluenza alle urne non è sinonimo di “cambiamento”, qualsiasi cosa si voglia intendere per “cambiamento”.
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oooohoh! E finalmente uno che scrive che la Raggi perse e alle europee si prese il 17 dal 33!! Certo Conte deve fare una riflessione seria e profonda!! Comunque!!
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Lei ha diritto alla sua opinione, ma visto che ha scelto di astenersi nessuno la conoscerà mai e non avrà alcuna influenza su nessuno.
Le hanno dato il fucile per fare la rivoluzione. Lei è andato a dormire.
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Mah, probabilmente più che di “fucili” si trattava di moschetti che, in quanto tali, s’inceppavano facilmente. Da quando ho compiuto il 18°anno d’età siamo andati a “caccia” una dozzina di volte e delle due una: erano caricati salve oppure finti. Lustro dopo lustro o prima, dato che spesso la caccia viene aperta in anticipo…, i tordi continuano a volare o, se mi passa la battuta, a votare. Senza nessuna offesa perché anch’io faccio la parte del tordo, impallinato da quelli che dovrebbero amministrare con decenza. Non vedo l’ora che si ritorni alle urne, con la grande speranza – non è ironia – che al governo ci sia giusto ricambio. Poi sarò curioso di vederne i risultati, così come fui curioso, anno dopo anno (parlando di seconda repubblica) nell’alternanza destra/sinistra. Talmente desideroso che potrei decidermi di andare ai seggi per votare proprio i 5s, come feci 6 anni consecutivi, dal 2013 al 2019. Purtroppo, però, l’utopia di vedere il movimento governare da solo è ben maggiore della speranza che cambi qualcosa con un’astensione epocale (diciamo l’85/90%?), ma la domanda rimane sempre la stessa: con quale alleato possiamo (se parteciperò anche io) sperare che il partito di Conte (o chi per esso) possa migliorare il ns. Paese, quindi politiche serie, costruttive che segnassero una vera discontinuità con il passato? Il Pd targato Schlein, Lega, Meloni, Renzi, Calenda, Forza Italia…? Le dichiarazioni d’intenti sono una cosa, la dura realtà parlamentare ben altra. Saluti.
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Ci asteniamo finchè va via Conte e torniamo duri e puri contro tutti?
Ricordo che sotto al 4% c’è l’estinzione.
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È evidente che nel “campo progressista” il futuro del M5s è segnato. Può variare dal 5 al 10% alle politiche, forse contare su 1-2 punti in più alle Europee quando vai da solo, essere sempre sotto al 5 alle amministrative, anche per il moltiplicarsi delle liste.
La partita interna al campo, col PD, è strapersa. Ed è comprensibile il perché. Se sei da quella parte, tra l’incudine ( il PD moderato centrista con sfumature di sinistra) e il martello ( AVS più a sinistra e ambientalista), soccombi.
Valeva la pena? Può darsi, ma solo se ritieni indispensabile “battere le destre”. Ed allora va bene l’alleanza con chiunque. Pure Renzi e Calenda.
Proposta provocatoria, ma non troppo. Non è meglio “sciogliersi” ( estinguersi per dirla alla Grillo) ed entrare nel PD, cercando di cambiarlo dall’interno e renderlo più presentabile?
Tanto i voti di una volta non li prendi più. Nè il marchio 5stelle, né l’apprezzamento per Conte, potrà riportare ai fasti di un tempo.
Si cerchi di essere una gamba credibile del centrosinistra per farlo vincere.
Ovviamente io non lo voto. Nè voto quei cialtroni di centrodestra. Butterò il voto su minuscole forze che ritengo apprezzabili ( tipo DSP) ma consapevole che serve solo a ridurre di un infinitesimo le percentuali degli altri. Oltretutto per me votare è un dovere.
Poi chissà, una nuova illusione si presenterà. Vedremo.
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l unica cosa certa è che Giuseppe Conte lascerà il m5s. Gli avversari più determinati, oramai, sono dentro il movimento. La stampa, Cairo, Elkan non possono nulla contro le scelte della costituente. Le Raggi, le Appendino, i rondoliniani che, vergogna unica nel panorama politico, spingono verso il non voto, il guru garante dell estinzione, sono umanamente insopportabili. E politicamente dannosi per i cittadini, in quanto irrilevanti e confinati all opposizione permanente. Belle le piazze piene di un tempo, dimezzate nelle urne dopo un anno di governo in cui sono state realizzate più cose a favore dei cittadini che in tutti i governi precedenti. Un elettorato che ha punito i 5s per il reddito di cittadinanza?
Giuseppe Conte ha sbagliato a cercare di salvarlo, il movimento. Avrebbe dovuto creare una nuova forza politica, distinta dal simbolo che è sempre stato una trappola, gestita ad arte dai nemici interni ed esterni. Lo aveva promesso. Era una strada burocraticamente più veloce, ma a mio parere è stato un errore. Verso un elettorato che preferisce veder vincere gli avversari politici peggiori pur di non sporcare la propria purezza con alleanze con altri. Ammesso che Tucci fossero avversari politici. Forse non lo erano, per i grillini liguri, visto che Grillo il tempo di andare in barca con Bucci l ha trovato, e di andare a votare no.
Avversari lo sono certamente per me, e credo anche per Giuseppe Conte, che però non è nemneno sicuro che questo sia un obiettivo anche per i suoi, incluse le Appendino e le Castellone.
La costituente non può chiedere a Conte di andare su un palco a mandare aff qualcuno, ne di rinunciare a provare a riportare i 5s al governo del paese, con un orientamento possibile che non può mI essere, nemmeno un secondo, quello di Toti o di Renzi.
Il pd non farà mai un alleanza organica con Conte. E Conte lo sa benissimo. Il destino è LEFT, anche in Italia. Se il pd imbarcasse davvero Renzi, sarebbe fattibile. Un elettore pd Grillo non lo voterebbe mai. Un Renzi con l accento ligure. Conte subito. La scelta progressista è questa. Passando da tentativi di cambiare il governo delle regione e dei comuni. Che non si può fare da soli.
Ci pensate? I non elettori 5s e chi li incita a non esserlo riusciranno in quello che nemmeno Draghi, Renzi, Grillo, il grande potere sono riusciti a fare. Distruggere il m5s, secondo la profezia. Uno schifo.
Spero che, anche questa volta, Conte sopravviva all ennesimo tentativo di Conticidio. E di poterlo votare e sostenere altrove.
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Cheddup🏀🎱! C’è senz’altro del vero nello scrivere che i cittadini, sfiniti, non ne possono più e quindi non votano, ma di sicuro articoli (?!) come questo non aiutano un piffero nulla. Tanto alla fine dobbiamo sempre leggere la stessa cosa, e cioè che non sia stata colpa di Grillo coi suoi deliri, ma che quindi “ha” stato Conte (anche un po’ la Raggi, figurati)! Dunque, a che vuoi che serva leggere ‘sta roba? Ma soprattutto – e mi rivolgo espressamente a Merlo – a che vuoi che serva scriverla?! 🤦🏻♂️
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