Crimini di guerra e delitti – Michael Palumbo: “Il fascismo non fu meno malvagio del nazismo: era solo meno efficiente”

(Di Tomaso Montanari – ilfattoquotidiano.it) – L’importanza di questo libro – Le atrocità di Mussolini di Michael Palumbo, appena edito da Alegre – è dimostrata nel modo più lampante dall’inverosimile quantità di sforzi profusa, trent’anni fa, per non farlo uscire, e per non mostrare al pubblico italiano il documentario televisivo Fascist legacy – L’eredità fascista, tratto dagli stessi documenti che sono alla base del saggio. Se il film fu acquistato e prodotto in italiano dalla Rai, ma mai messo in onda, il libro fu stampato da Rizzoli nel 1992 e, incredibilmente, mai messo in vendita, e dunque subito avviato al macero in migliaia di copie. Ma cosa c’era di tanto imbarazzante da non poter essere letto, o visto, in Italia? Come scrisse l’Unità, una conoscenza di massa dei documenti raccontati nel libro e nel documentario avrebbe “posto fine per sempre alla leggenda degli ‘italiani brava gente’”. È esattamente per questo che oggi finalmente viene pubblicato, con una bella prefazione di Eric Gobetti e una postfazione di Ivan Serra che ne ricostruisce l’inquietante vicenda (non) editoriale.
Palumbo utilizza un’enorme quantità di documenti, provenienti in gran parte dagli atti della Commissione delle Nazioni Unite per i Crimini di Guerra, e dai faldoni dei governi italiano e tedesco portati via dagli americani dopo la Liberazione, e tuttora conservati nei National Archives statunitensi. L’ansia di rendere nota una documentazione oggettivamente straordinaria e una certa propensione per uno stile narrativo giornalistico tipicamente anglosassone spinsero l’autore a una trattazione per così dire orizzontale dei crimini contro l’umanità perpetrati dal fascismo italiano, invece che a un approfondimento verticale di pochi casi esemplari. Del resto (e questo è un tema del libro), il fatto che per la maggior parte di questi crimini non siano stati celebrati dei processi rende impossibile contare su una verità giudiziaria che abbia vagliato le fonti attraverso un contraddittorio e un giudizio terzo.
Se, dunque, in molti casi i documenti pubblicati non servono a “condannare” i singoli, la loro precisione, credibilità e autorevolezza tracciano un quadro mostruoso delle “atrocità di Mussolini”. E svelano empiricamente, e su vasta scala, ciò che sappiamo teoricamente: il fascismo (di ieri o di oggi) è essenzialmente un regime della violenza per la violenza. E questo è precisamente il punto che si volle nascondere: De Gasperi e Churchill, con l’avallo degli americani, evitarono non solo una “Norimberga italiana”, ma anche l’estradizione dei criminali di guerra nei vari Paesi che li richiedevano a gran voce (Etiopia e Jugoslavia, ma anche Grecia e Francia), chiudendo i documenti italiani nei famosi “armadi della vergogna”. La cinica logica della Guerra fredda imponeva che non si delegittimasse l’egemonia della Democrazia cristiana mostrandone l’ampia continuità col fascismo in termini di gestione del potere: bisognava dimenticare, rimuovere, nascondere che abisso di mostruosità si stesse coprendo. Il prezzo di tutto questo lo vediamo oggi: con il primo partito d’Italia che costruisce, con soldi pubblici, un monumento a uno dei principali protagonisti mostruosi di questo libro, il maresciallo Graziani, quel “boia del Fezzan” che è uno dei pochi gerarchi italiani che si riuscì a condannare (ma solo per i crimini compiuti contro gli italiani durante Salò, non per quelli, enormi, in Africa).
Nonostante la scrittura sciolta, leggere questo libro fa aggrovigliare lo stomaco: perché è un elenco infinito, e documentatissimo, di violenze, torture, squartamenti, omicidi, uso massivo di gas perpetrati da italiani. Da italiani fascisti. La stima prudente dei morti provocati non dalle battaglie, ma dai singoli crimini dell’imperialismo fascista, è fissata dal libro a un milione: ma tutto suggerisce che siano stati di più. Di tutto questo, nella scuola italiana non si parla. Anzi, non poche scuole sono tuttora intitolate ad alcuni dei responsabili della mattanza: a partire dal duca d’Aosta. E come nota l’autore nella prefazione, “ciò aiuta a spiegare il riemergere del fascismo in Italia nel nostro tempo… Resiste il mito del fascismo italiano meno malvagio del nazismo austro-tedesco. In realtà, Mussolini era meno efficiente ma non meno malvagio di Hitler nei suoi obiettivi finali in Africa e nei Balcani, dove i nazisti lamentavano da parte fascista l’uso della carestia, di campi di concentramento e di operazioni di rastrellamento per eliminare la popolazione locale e soffocarne la resistenza”. Se imparassimo la nostra storia criminale, forse avremmo orrore per chi continua a stare da quella parte.
Mussolini fu giustiziato dai partigiani in fretta e furia perché temevano che gli americani volessero salvarlo . Perché ? È ovvio , gli Usa ci hanno più volte dimostrato con i fatti che i fascisti e i nazisti sono utili ai loro interessi egemonici . Da noi con le stragi, in america latina per i colpi di stato e in Ucraina per combattere la Russia . Anche questo si sa ma non si può dirlo sennò si è contro l’occidente ,quell’ occidente così ben descritto dal professor Oddifreddi nel suo ultimo libro .
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Agli Italiani da sempre piacciono dittatori violenti che li dominano in tutto e per tutto. C’è un’attrazione fatale della destra verso la criminalità… e della criminalità verso la destra..li accomuna l’insofferenza di istituzioni , leggi . regole … liberi di fare ciò vogliono quando vogliono anche con la violenza … senza voler subire sanzioni….
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“Se imparassimo la nostra storia criminale, forse avremmo orrore per chi continua a stare da quella parte”
Noi “italiani” non abbiamo MAI imparato dalla storia,
se abbiamo votato e tutt’ora votiamo mafiosi, criminali, nipotini di Salò, fascio-coatti, ex-galeotti, sfruttatori, evasori fiscali, corrotti e corruttori, trafficanti, agenti stranieri.
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Il Fascismo fu un esempio per Hitler e per il nazismo, non solo per la condivisione della stessa ideologia e dell’ uso della propaganda, ma anche per l’ organizzazione paramilitare violenta come elemento integrante ed indispensabile alla politica: fu Rohm nel settembre del 1923 a determinare l’ ascesa di Hitler a capo del Deutscher Kampfbun, cioè il Fascio tedesco di combattimento, organizzazione , risultante dalla fusione della NSDAP, il partito nazionalsocialista del lavoratori, cioè il partito nazista, con il Bund Oberland (Fascio dell’ Oberland) e la Reichsflagge (Bandiera imperiale) e formazione paramilitare aggressiva e violenta! Anche i nomi testimoniano quindi una sovrapposizione fra i due movimenti oltre che tutto il resto, dove la differenza sta in effetti solo nella maggior organizzazione ed efficienza tipica dei tedeschi!
Quanto agli inglesi ed a Churchill, ci sono alcuni studiosi che sostengono che Mussolini fosse stato pagato dagli inglesi fin dall’inizio, cioè per quel suo interventismo nella prima guerra mondiale in cui speravano inglesi e francesi tanto da finanziare giornali favorevoli all’ entrata in guerra dell’ Italia come poi avvenuto nel 1915! Le interlocuzioni fra Mussolini e gli inglesi sono durate per tutta la seconda guerra mondiale, compresa la corruzione del Duce e dei vertici del Fascismo per favorire compagnie inglesi per lo sfruttamento dei giacimenti di gas italiani, ed il beneplacito dell’ Inghilterra all’ espansione imperialista dell’ Italia in Africa! Non a caso Churchill ha definito Mussolini il più grande statista europeo…..
Pare inoltre che inglesi ed americani avessero ipotizzato ed organizzato la fuga sia del Duce che del Fuhrer, ma gli inglesi furono poi costretti a rivelare ai partigiani la posizione di Mussolini, che ovviamente conoscevano, accettando che fosse da loro giustiziato in cambio delle carte che dimostravano i rapporti esistenti fra Fascismo e governo inglese fin dall’inizio……mentre i russi arrivando per primi a Berlino impedirono la fuga di Hitler!
Questo per dire che senza i finanziamenti e la complicità delle grandi potenze che gestivano l’ Europa del tempo, ovviamente anche attraverso gli interessi economici e finanziari di industriali, banchieri, imprenditori e militari, i mostri o non sarebbero mai nati o sarebbero durati come un gatto in tangenziale…..Non esiste il mostro con poteri messianici o quasi paranormali, ma esistono mostri che per i propri interessi economici e geopolitici sono disposti a sacrificare milioni di persone usando i criminali di cui si è costruito e finanziato il successo politico….Cambiano gli attori ma non le dinamiche e la storia, almeno quella che aspira alla verità, dovrebbe servire a rivelare le complicità criminali responsabili delle atrocità! Ma immancabilmente esiste sempre un armadio della vergogna, che da allora ad oggi straborda!
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“ma gli inglesi furono poi costretti a rivelare ai partigiani la posizione di Mussolini”
per quanto io abbia letto una montagna di libri, questa notizia non l’ho mai trovata. anzi gli anglo-mericani volevano catturarlo vivo,
sono stati i partigiani a catturarlo ed eseguire la sua fucilazione dopo una velocissima sentenza, ma in un primo momento non sapevano che fosse con la colonna tedesca in ritirata.
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Appunto, gli angloamericani lo volevano vivo….in fuga? Protetto insieme ai suoi segreti? Ed i partigiani non sapevano dove fosse…..vi sono in merito varie ipotesi, oltre quella scritta e ripresa da Franco Fracassi, compresa la famosa pista inglese di cui avrai sentito parlare, dove pare che Mussolini sia stato eliminato direttamente dai servizi segreti inglesi…..sempre per quel carteggio/intelocuzione con il governo inglese iniziato a ridosso della prima guerra mondiale. Ci sono inoltre documenti che attestano l’ appoggio inglese alle mire imperialiste del Duce proprio in Africa, dove comandavano inglesi e francesi, un’ apparente contraddizione se non si tiene conto del ruolo del Fascismo , sostenuto dalle potenze occidentali, USA compresi, in funzione anticomunista, esattamente come per Hitler! I due personaggi vanno cioè inseriti in un complesso molto più vasto di interessi, riguardanti la politica interna ed estera di vari paesi! Il fascismo come fenomeno politico e “culturale “ non ha riguardato solo l’ Italia, anche se poi è in Italia che ha avuto la sua massima espressione e durata, e non può essere semplicemente ridotto ad un caso particolare, perché i fenomeni politici non nascono per caso e sono sempre espressione dell’ appoggio o connivenza di chi ha realmente potere, ed in Europa dopo la prima guerra mondiale, non erano certamente né l’ Italia né tantomeno la Germania!
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Alessandra, mi attengo solo alla cattura di Mussolini.
Mussolini scappa da Milano il 25 aprile 1945, il 27 Aprile 1945 è stato catturato per caso nascosto tra i militari tedeschi a Dongo.
La colonna dei tedeschi fu lasciata passare tramite un accordo di non combattimento, gli italiani furono tutti arrestati.
Mussolini e la Petacci (che non lo volle lasciare) furono fucilati il 28 aprile, a parte lo furono anche gli altri gerarchi catturati.
Gli anglo-mericani lo vennero a sapere a cose fatte, ma non cìè stata nessuna soffiata, tanto che raggiunsero Milano solo il 29 aprile.
Il resto sono speculazioni, vaghe ricostruzioni, tutti i protagonisti di quelle tragiche ed esaltanti giornate concordarono sui fatti, compreso il Comitato insurrezionale di Milano formato da Pertini, Valiani, Sereni e Longo che decisero la fucilazione.
L’unico mistero rimasto irrisolto è la fine del cosiddetto “Oro di Dongo”
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“Nell’estate del 1956, Aldo Moro, ministro della Giustizia del governo Segni, ricevette dai vertici della magistratura di Venezia il memoriale di un agente segreto alleato, contenente rivelazioni a dir poco esplosive sull’epilogo di Mussolini e sulla sorte dei suoi documenti. Lo statista democristiano poi ucciso dalla Brigate Rosse lesse la narrazione dello 007, quindi restituì il memoriale al diretto interessato, non senza aver trattenuto per gli archivi segreti dello Stato materiale ultrasensibile che non era lecito lasciare in giro: cinque allegati al memoriale stesso, di cui uno in inglese in quanto presumibilmente desunto dal carteggio disperso del Duce .L’agente segreto in questione era un caporete dell’intelligence militare americana, che negli ultimi mesi della guerra era stato operativo, sotto mentite spoglie, nella centrale del Sicherheitsdienst di Verona,………………………………..
https://www.avvenire.it/agora/pagine/007-cge-seppeli-le-carte-del-duce
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spiacente, la storia dello Zanessi è una di quelle “speculazioni” di cui non si sono mai avute prove tangibili.
Da notare una cosa, i partigiani che arrestarono la colonna in fuga, erano comunisti e non avrebbero MAI consegnato neanche un biglietto di auguri senza il consenzo del loro comando, figurarsi a uno che si spaccia per agente sotto copertura, le borse di documenti sequestrate a Mussolini hanno avuto una storia molto lunga, ma non c’è niente di segreto.
Lo scambio di corrispondenza tra Churchill e Mussolini era ben conosciuto, non è mai stato un mistero, ne ha scritto persino Winston stesso, persino Hitler tentò più volte di fare accordi con gli inglesi, figurarsi gli inglesi con gli italiani.
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“Italiani, brava gente?” domanda retorica, titolo del saggio di Angelo Del Boca (RIP) del 2005.
Angelo Del Boca esamina, in questo libro, gli episodi più efferati, quelli che costituiscono senza dubbio le pagine più buie della nostra storia nazionale: i massacri di intere popolazioni del meridione d’Italia durante la cosiddetta «guerra al brigantaggio»; l’edificazione nell’isola di Nocra, in Eritrea, di un sistema carcerario fra i più mostruosi; le rapine e gli eccidi compiuti in Cina nel corso della lotta ai boxers; le deportazioni in Italia di migliaia di libici dopo la «sanguinosa giornata» di Sciara Sciat; lo schiavismo applicato in Somalia lungo le rive dei grandi fiumi; la creazione nella Sirtica di quindici lager mortiferi per debellare la resistenza di Omar el-Mukhtàr in Cirenaica; l’impiego in Etiopia dell’iprite e di altre armi chimiche proibite per accellerare la resa delle armate del Negus; lo sterminio di duemila monaci e diaconi nella città conventuale di Debrà Libanòs; la consegna ai nazisti, da parte delle autorità fasciste di Salò, di migliaia di ebrei, votati a sicura morte. Del Boca ebbe anche il merito di far conoscere diversi crimini di cui si era macchiata l’Italia, come quelli commessi durante la riconquista della Libia a cavallo del 1930, la strage dei civili nella capitale Addis Abeba a seguito della rappresaglia scatenata dagli italiani dopo l’attentato al generale Rodolfo Graziani del febbraio 1937, il massacro di monaci copti nella città-convento di Debra-Libanos nel maggio del 1937 – diretto dal gen. Pietro Maletti, ma voluto e rivendicato dallo stesso Graziani – e le famigerate operazioni di «polizia coloniale», con cui si cercò di pacificare con la repressione e il terrorismo le diverse regioni dell’Etiopia.” Italiani brava gente, una coppola di m1nchia.
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Siamo questi che dici vili ed amanti di chi delinque …questa è la triste verità , altrimenti no0n avremmo la meloni capo dell’esecutivo.
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Mi hai anticipato. Anche io stavo pensando allo stesso libro
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Grazie prof Montanari
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Grande Montanari..intelligenza sprecata in ItaLIA!
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